JOHN GWYNNE.
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RUIN.
LA LANCIA DI SKALD.
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Parte 6.
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Titolo originale: Ruin. 2015.
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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72. Fidele.
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Fidele lasci scorrere con meraviglia lo sguardo sugli alberi che ombreggiavano entrambi i lati della strada su cui cavalcava. Essi facevano apparire minuscolo al confronto qualsiasi cosa lei avesse mai visto prima; erano larghi come case e alti come una torre, con fitti strati di rami che si protendevano al di sopra della strada, intrecciandosi a formare una sorta di arcata naturale su di loro, attraverso la quale a tratti la debole luce solare filtrava a chiazzare qua e l il terreno.
Quindi questa  Forn.
Era stato un viaggio lungo e faticoso, avevano impiegato quasi tre lune a raggiungere la foresta di Forn. Prima avevano attraversato i monti Agullas per passare in Carnutan, poi avevano continuato sempre verso nord, attraverso grandi pianure, ondulate colline e valli innevate, fino a varcare le montagne fra Carnutan e Isiltir. Dieci notti prima avevano raggiunto Mikil, solo per scoprire che Nathair si era diretto a est verso Forn una luna prima del loro arrivo. Lo avevano quindi seguito, tutti e seimila, meno qualche dozzina di uomini che erano morti lungo il viaggio, stroncati dal freddo intenso. Fidele si guard alle spalle e intravide Maquin in mezzo a un semicerchio di guardie dell'aquila.
Non lui, per. Sapevo che non sarebbe morto.
All'inizio Maquin aveva viaggiato su un carro, semincosciente e delirante per il dolore dovuto alle ferite, con Alben che si prendeva cura di lui, ma ormai era tornato a viaggiare a cavallo da pi di una luna. I loro sguardi si incrociavano di frequente, anche se in modo fugace, perch entrambi ricordavano il consiglio di Alben e le accuse mosse contro Fidele. Non era mai permesso loro di avvicinarsi uno all'altra abbastanza da poter parlare, in quanto le guardie dell'aquila di Veradis erano rigorose nello svolgere il loro dovere. A Fidele la cosa non dava molto fastidio, perch sapeva che quella stessa devozione al dovere avrebbe tenuto Lykos e i suoi Vin Thalun lontani da Maquin.
Se penso a cosa gli hanno fatto... Quando chiudeva gli occhi poteva ancora vedere le ustioni, ricordare l'odore di carne bruciata che aveva avvertito nell'entrare nella stanza di Maquin a Jerolin. Non per la prima volta, si sent assalire da un impeto d'ira, che si condens in un'immagine di Lykos che prese forma nella sua mente. In essa, lui sorrideva.
Lo vedr morto. Convincer Nathair dei crimini commessi dai Vin Thalun.
Una parte di lei desiderava disperatamente la fine di quel viaggio - in modo che Lykos potesse finalmente subire quella giustizia che meritava e che era stata tanto a lungo evitata e rimandata -, ma un'altra parte la temeva, perch allora Maquin sarebbe stato giudicato per il suo crimine, e lei non riusciva a vedere altro esito per lui che la morte, anche con la madre del re a perorare la sua causa. Al solo pensarci sentiva l'angoscia serrarle lo stomaco come un pugno.
La strada descrisse una curva e pi avanti apparve un edificio, incorniciato dall'arco dei rami. Si trattava di un muro di pietra grigia eretto intorno a una tozza torre coperta di rampicanti, da dietro la quale giungeva un rumore di acqua corrente.
Allora abbiamo raggiunto Brikan e il fiume Rhenus. Sto finalmente per rivedere mio figlio, dopo cos tanto tempo?
Cavalcava vicino alla testa della colonna insieme agli uomini di Ripa: Krelis ed Ektor, Alben e Peritus, e quasi tutta la loro banda di guerra, oltre ottocento uomini. Veradis aveva suggerito loro di portare soltanto una guardia d'onore, ma Krelis aveva rifiutato. Fidele sapeva che lo aveva fatto perch in questo viaggio non si fidava di nessuno, neppure di Veradis.
Anche in ottocento, se i Vin Thalun ci attaccassero ci troveremmo in grave inferiorit numerica. E da che parte si schiererebbe Veradis?
Pi avanti, Fidele poteva vedere Veradis in sella a un cavallo bianco, con il suo giovane capitano, Caesus, al fianco e le guardie dell'aquila che marciavano dietro di loro in file disciplinate.
 cambiato, questa guerra lo ha cambiato, ma in lui c' ancora qualcosa di cui mi fido, qualcosa di solido nel nucleo del suo essere. Era proprio Veradis a darle un barlume di speranza riguardo all'esito di tutto questo. Era chiaro che faceva del suo meglio per rimanere neutrale e obiettivo ogni volta che lei gli parlava di Lykos o di Maquin, ma si percepiva che dentro di s era d'accordo con lei. E il fatto che lui e Maquin condividessero un'amicizia di vecchia data era d'aiuto.
C' speranza. Se non ascolter i consigli di sua madre, di certo Nathair dar ascolto al suo pi vecchio e intimo amico.
La camera si trovava nella parte alta della torre, con un fuoco e alcune torce che crepitavano sia per scaldare la stanza, sia per rischiarare la costante luce crepuscolare della foresta, cose che riuscivano a fare solo con un parziale successo. Fidele sedeva su una lunga panca, davanti alla quale c'era un ampio spazio che la separava da una piattaforma su cui c'era un seggio dall'alto schienale. Accanto a Fidele sedevano Krelis, Ektor e Peritus. Nessuno di loro era in catene o comunque legato, ma Fidele aveva la sensazione che fossero prigionieri sotto processo, con le guardie dell'aquila sparse per la stanza insieme ai Jehar dagli occhi neri che li osservavano spassionatamente. Ne aveva visti centinaia, raccolti intorno a un grande carro che troneggiava nel cortile di questa vecchia torre dei giganti come una bestia minacciosa. Un tempo la vista dei Jehar l'aveva fatta sentire al sicuro, il pensiero che loro fossero intorno a suo figlio l'aveva confortata nelle scure notti in cui si era preoccupata per lui, ma adesso la spaventavano, con quei loro opachi occhi neri e lo sguardo spento.
Anche Veradis era nella stanza, in piedi accanto al seggio vuoto, con le spalle girate verso di lei nel guardare attraverso la finestra la foresta e l'ampio fiume alle spalle della torre; giungevano lo scricchiolare dei carri, il muggire degli auroch e lo schioccare delle fruste, miste alle grida dei conducenti. Fidele aveva intravisto nella foresta, al di l di un ponte di pietra, un ampio varco. Da l una strada si addentrava fra gli alberi dritta verso nordest, e su di essa c'era un costante flusso di traffico in entrambe le direzioni.
Una porta si apr scricchiolando, una ventata di aria fredda si rivers nella stanza e Nathair entr a grandi passi.
Mio figlio.
Fidele sent il cuore sussultarle quando lo vide. Aveva perso peso, cosa che rendeva pi evidenti le ossa del suo volto, e aveva ombre scure sotto gli occhi, ma camminava ancora con determinazione e sicurezza, anche pi di un tempo. E sotto a tutto c'era ancora il suo ragazzo, il bambino che aveva abbracciato e confortato, con cui aveva riso. Mosse un passo verso di lui, poi si blocc.
Questo  un processo e devo essere forte. Devono vedermi essere forte. Mio figlio racchiude due persone: il mio ragazzo e il sommo re di queste Terre dell'Esilio, cos come io sono due persone, sua madre e la reggente di Tenebral.
Calidus e il gigante Alcyon entrarono al seguito di Nathair, con altri Jehar che venivano dietro di loro, muovendosi con la grazia e il potere controllato di predatori in cima alla catena alimentare.
E dietro a tutti veniva Lykos, che camminava a testa bassa fra due guardie dell'aquila. Venne scortato alla panca su cui sedeva Fidele e gli venne ordinato di prendere posto su di essa. Lui lo fece senza proteste o esitazione. Fidele non lo aveva mai visto tanto sottomesso.
Madre disse Nathair, e lei sollev lo sguardo. Nathair si era arrestato nel dirigersi al seggio vuoto e la stava fissando con un accenno di sorriso sul volto. Lei si trov a muoversi verso di lui con le braccia che si sollevavano per abbracciarlo, ma qualcosa nel suo sguardo la indusse a esitare e la fece fermare davanti a lui. Nathair le prese la mano e la baci.
 bello rivederti, madre afferm. La guard negli occhi e studi il suo volto come se avesse dimenticato il suo aspetto. Sei cambiata.
Anche tu replic lei. Abbiamo molte cose da dirci.
E da non dire sbuff lui, con una smorfia.
Questo cosa significa?
Nathair chiam Calidus, con un tono di voce piatto che Fidele non gli aveva mai sentito prima, e che non le piacque. Era imperioso, impaziente. Pens alla camera di Ektor nelle viscere della torre di Ripa, piena di pergamene, e agli accenni che aveva letto riguardo ai Ben-Elim e ai Kadoshim. Poi torn a sedersi e cerc con il proprio lo sguardo di Ektor.
Nathair si diresse verso il seggio vuoto. Vide Veradis e gli sorrise, un'espressione che fece riapparire sul suo volto qualcosa del giovane uomo da cui Fidele si era accomiatata tanto tempo prima. I due si abbracciarono, poi Nathair prese posto sul seggio, con Calidus e Alcyon in piedi accanto a lui e i Jehar che si schieravano intorno a loro.
Aspettiamo altre due persone esclam Veradis quando Nathair fu sul punto di parlare.
Chi sono? chiese Calidus.
Alcuni strani prigionieri che ho incontrato a Tenebral rispose Veradis.
Cosa? esclam Lykos, che ora appariva preoccupato e perfino spaventato nel fissare Calidus. Ti ho detto che Calidus li deve vedere privatamente. Non possono venire q...
La porta si apr di nuovo ed entrarono prima alcune guardie dell'aquila, poi i giganti Raina e Tain, che avevano un collare di ferro intorno al collo e le mani legate.
Fermi! grid Calidus, e le guardie dell'aquila si arrestarono all'istante, con i giganti che incespicavano alle loro spalle.
Ci fu un momento di stasi generale, durante il quale tutti i presenti fissarono Raina e Tain, che si guardavano intorno nella stanza con aperto disprezzo per quanti vi si trovavano.
Raina? esclam una voce aspra. Tain?
Era Alcyon. Ogni traccia di colore era scomparsa dal suo viso, e la sua pelle appariva pallida come se fosse morto da una decimana.
Poi sorrise.
Raina, Tain ripet.
Alcyon sussurr Raina.
Portateli fuori di qui sibil Calidus.
No esclam Alcyon, muovendo un passo e protendendo una mano.
Adesso! url Calidus.
Le guardie dell'aquila alle spalle dei giganti li strattonarono all'indietro.
No! ringhi Alcyon, allungando la mano verso il suo martello da guerra. Poi successe una cosa stranissima.
Lui si immobilizz con il braccio parzialmente sollevato, poi lo riabbass lentamente, tremando. Ogni emozione scomparve dal suo volto e guard passivamente Raina e Tain che venivano trascinati fuori dalla stanza.
La porta si richiuse con fragore e le grida dei giganti si allontanarono lungo il corridoio.
Calidus disse qualcosa ad Alcyon e il gigante indietreggi di un passo, tornando a prendere posizione dietro il seggio di Nathair.
Fidele si accigli, e not che anche Veradis appariva preoccupato dalla piega presa dagli eventi.
Allora intervenne Nathair, appoggiando i gomiti sui braccioli del seggio e congiungendo le dita, comportandosi come se non fosse successo niente di insolito. Tenebral. La nostra patria. Non ci possono essere conflitti, o uno stato di guerra, all'interno del mio regno. Veradis mi ha parlato brevemente delle varie rimostranze e accuse che ci sono fra di voi, ma per chiarezza gli far riassumere le varie dispute adesso, dove tutti possono sentire. Poi, se qualcuno non sar d'accordo, potr intervenire. Una volta risolta questa faccenda, non ci torner pi sopra. Guard tutti loro, poi rivolse un cenno a Veradis, che distolse a fatica lo sguardo corrucciato da Alcyon, ora muto e passivo, e si fece avanti.
In piedi davanti a loro, Veradis cominci a parlare della ribellione a Tenebral, dei fattori che pensava vi avessero contribuito: l'afflusso di Vin Thalun gestito con scarsa sensibilit, le loro usanze, inclusa la legalizzazione delle fosse di combattimento, l'ordine di giustiziare Peritus, il matrimonio di Fidele con Lykos che era risultato chiaramente impopolare fra la gente di Tenebral, soprattutto a causa del fatto che il suo primo marito, Aquilus, aveva regnato tanto a lungo ed era stato una figura che riscuoteva grande rispetto e popolarit. Veradis critic il modo in cui Lykos aveva gestito il potere concessogli, la fretta con cui era ricorso alla violenza invece di negoziare, la sua incapacit di agire politicamente.
Per qualche tempo le sue parole riempirono la stanza, fluendo ininterrotte mentre lui esponeva i fatti cos come li aveva compresi.
La realt era peggiore, molto peggiore di come tu possa anche solo tentare di descriverla.
Fidele si rese poi conto che Veradis aveva smesso di parlare e la stava guardando. Lo vide trarre un respiro profondo, come se si stesse preparando a una battaglia.
Lady Fidele ha accusato Lykos di cose terribili afferm. Di abuso e cattivo uso del potere, di manipolazione, di omicidio... Fece una pausa, trasse un altro profondo respiro.E di stregoneria.
Stregoneria? ripet Calidus. Cosa significa, esattamente? Mentre parlava, la sua bocca ebbe una contrazione, come se stesse trattenendo un sorriso. Puoi specificare?
Il controllo della mente e del corpo di un'altra persona rispose Veradis.
Sta cercando di risparmiarmi.
Adesso tutti i presenti la stavano fissando. Fidele prov il desiderio di andarsene, di fuggire da quella stanza e dai loro occhi. Non intendo vergognarmi. Ho lottato contro di lui con tutta me stessa. Sollev la testa e fiss esclusivamente Nathair.
Madre, questa  una grave accusa.
Accusa? Non  un'accusa ribatt lei, sentendo l'ira che le cresceva dentro. Desider essere di nuovo nelle terre selvagge con Maquin, dove si affrontava un nemico faccia a faccia con le armi in pugno e ci si poteva fidare dell'uomo che si aveva al fianco. Una situazione cos lontana da quello che stava succedendo nella stanza.  un dato di fatto.
Di fatto? Calidus si accigli.  una vaga accusa che si apre a una molteplicit di interpretazioni. Controllo della mente? Quindi Lykos avrebbe invaso la tua mente con i suoi poteri magici. Alla sua sinistra, Fidele sent qualcuno ridacchiare.
Lykos.
E ti ha costretta a fare... cosa?
Fidele si limit a fissare Calidus, e in quel momento prov un odio sopraffacente nei suoi confronti. Poi si costrinse a riportare lo sguardo su Nathair.
Vorrei parlare con te di questo in privato gli disse.
No, madre. Tutto questo deve essere fatto pubblicamente. Non posso e non voglio essere accusato di favoritismi.
Fidele chiuse gli occhi e chin il capo. Molto bene, allora. Quello che intendo quando affermo che Lykos ha usato la stregoneria per controllarmi  che lui mi ha violentata. Distolse lo sguardo, deglut a fatica, ricacci indietro le lacrime. Dirlo ad alta voce sembrava dare all'accaduto un nuovo potere. Si ricompose e riport lo sguardo su Nathair.
Una serie di emozioni si avvicendarono sul suo volto. Indignazione. Rabbia che si trasformava in furia. Trapass Lykos con uno guardo rovente, poi si gir a fissare Calidus che ricambi spassionatamente il suo sguardo e gli sussurr qualcosa con voce troppo bassa per essere sentita. In reazione alle sue parole, ogni emozione svan in modo lento ma progressivo dal volto di Nathair. Lui inclin la testa da un lato, come se stesse ascoltando un'altra voce, poi serr gli occhi, dilaniato da un qualche conflitto interiore.
Quando li riapr, guard Fidele con profonda tristezza mista a qualcos'altro.
Compassione?
Oh, madre disse, e lei sent nascere un barlume di speranza che giustizia fosse fatta. La perdita di mio padre ti ha colpita molto pi di quanto avrei mai immaginato.
Cosa? Che intende, perch...?
Temo che il dolore ti abbia sopraffatta. Non avrei dovuto affidarti la responsabilit di un regno, almeno non cos presto dopo la morte di mio padre.
Fidele sent sgretolarsi quelle mura robuste che aveva eretto, strato su strato, con la volont e la forza, per proteggersi dal male che Lykos le aveva fatto. Si riemp i polmoni d'aria ed esal lentamente il fiato. Questo non c'entra niente con la morte di tuo padre. Lykos...
 un Vin Thalun, un marinaio, il capitano di una nave e il signore del suo popolo. Non uno stregone. Guardalo. Nathair agit una mano.  un uomo dai molteplici talenti, ma... uno stregone?
Ci furono altre risatine, pi forti.
 pungolato dalla sete di potere afferm Fidele, con voce che suon flebile alle sue stesse orecchie.
Potere? le fece eco Nathair. Glielo avevo gi dato, lo avevo nominato reggente di Tenebral, avevo fatto di lui uno degli uomini pi potenti delle Terre dell'Esilio.
Per lui non era abbastanza disse lei, quasi in un sussurro, sentendo la forza e la volont che si dissolvevano, prosciugate.
Madre, per favore ribatt Nathair continuando a fissarla con quell'esasperante piet nello sguardo. A me appare chiaro che sei folle di dolore, e che a causa di questa follia hai portato Tenebral sull'orlo della guerra civile. Non posso per punirti per questo, perch la colpa non  tua. Se c' qualcuno da biasimare, quello sono io, per aver riversato una cos grande responsabilit sulle tue spalle. Per te non ci sar punizione, ma ti ritirerai in un luogo calmo e sicuro, lontano dalla pressione e dalla tensione di questi tempi oscuri.
Sto davvero sentendo questo? Possibile che mio figlio mi stia dicendo queste cose?  un qualche terribile incubo. Avrebbe voluto dire qualcosa per convincerlo, ma aveva la mente vuota.
Ora, prosegu Nathair quanto al resto di voi, stento a credere a quello che ho sentito. Tenebral, la mia patria, il regno del sommo re delle Terre dell'Esilio,  collassato su s stesso come una masnada di bambini litigiosi.
Krelis borbott qualcosa e Peritus sedette pi eretto, pieno di tensione.
 chiaro che chi  dalla parte della ragione in questa situazione  Lykos.
Krelis fece per alzarsi in piedi, ma Peritus ed Ektor lo trattennero entrambi.
Ripa ha scelto di difendere un uomo condannato a morte - te, Peritus - e di prendere le armi contro il rappresentante da me nominato. Io avevo nominato Lykos. Madre, tu hai visto la lettera con il mio sigillo, e Veradis ha riferito che lo avevo nominato reggente di Tenebral. Quello che avete fatto  un atto di tradimento, e potrei farvi giustiziare tutti.
Questo  oltraggioso! esplose Krelis balzando in piedi, seguito da Peritus che cercava di calmarlo.
D'un tratto i Jehar circondarono Krelis con la spada parzialmente snudata, e lui si immobilizz.
Siediti ingiunse Nathair.
Krelis rimase fermo l, fissandolo con occhi roventi. Mio padre  stato ucciso ringhi.
Per favore, Krelis intervenne una voce, quella di Veradis. Per favore, fratello, siediti. Lentamente, con un'ultima occhiata rovente, Krelis obbed.
Potrei farvi giustiziare per tradimento ripet Nathair, fissando Krelis negli occhi e sfidandolo a muoversi. Ma lui non lo fece.
Per non lo far. Voglio la pace nel mio regno, l'ordine, la fiducia in coloro che regnano, in modo da potermi concentrare sul vero compito che mi aspetta, quello di sconfiggere il Sole Nero. Ci di cui stiamo discutendo  insignificante, al confronto.
La mente di Fidele era un vortice tumultuoso di sorpresa e di dolore, il fatto che il suo stesso figlio le mostrasse una cos assoluta e totale indifferenza...
Non riconosco l'uomo che  diventato, non lo conosco. Come pu una persona cambiare cos? Nathair stava ancora parlando, anche se adesso le sue parole erano una massa confusa nella sua mente. Poi alcuni frammenti cominciarono a prendere forma, a unirsi, come una finestra infranta che si ricostituisse, e lei cominci lentamente a capire.
Vide Calidus incontrarsi con Nathair, tanti anni prima, presentargli Lykos, consigliarlo di lasciare Tenebral per andare in cerca del calderone, sussurrargli all'orecchio, come stava facendo anche ora. Lanci un'occhiata a Ektor e vide il suo sguardo corrucciato spostarsi fra Nathair e Calidus, ricord le pergamene dei giganti, che parlavano di come il consigliere del sommo re fosse un Kadoshim, un demone di Asroth. A quel tempo lei ed Ektor avevano parlato di Meical, che era stato il consigliere di Aquilus, ma adesso Nathair era il sommo re, e Calidus il suo consigliere...
Cosa hai fatto a mio figlio? si sent esclamare, con voce limpida e forte, mentre si alzava e puntava il dito contro Calidus.
Per qualche motivo, sconvolse tutti, riducendoli al silenzio.
Cosa intendi? chiese Veradis, guardando da lei a Calidus.
Non ho fatto nulla tranne dare buoni consigli, mia signora replic Calidus con voce calma e rassicurante. Di colpo lei cap, al di l di ogni dubbio, perch ogni fibra del suo essere urlava la stessa cosa.
Tu sei un Kadoshim dichiar. Lo disse piano, ma questo parve avere un impatto su tutti i presenti.
Calidus fece una smorfia, che era in parte di sorpresa e in parte un sogghigno. Ti sbagli, mia signora replic.
Se pure ci servisse un'altra prova della sua follia, eccola qui grid Lykos ridendo.
Tu sei un Kadoshim ribad Fidele a voce pi alta.
Di cosa parli, mia signora? chiese Peritus.
Nathair, dimmi che non  cos implor lei, rivolta a suo figlio.
Lui la fiss sbattendo le palpebre, quasi sorpreso.
Taci, madre borbott.
Fidele si guard intorno nella stanza. Calidus la fissava come se fosse stata un insetto da schiacciare, Veradis appariva confuso e spostava lo sguardo da lei a Nathair. Alcyon, il gigante, era solenne e addolorato, e i Jehar si limitavano a fissarla con i loro occhi morti. Una mano le tocc il polso, quella di Ektor.
Non qui, non ora le sibil scuotendo il capo. Lei si liber dal suo tocco e torn a guardare Nathair, che continuava a fissarla.
Che cosa hai fatto? sussurr.
Portatela via ordin Nathair, che pareva essere stato schiaffeggiato. La sua follia  pi grave di quanto temevo, e deve essere protetta da s stessa.
Le guardie dell'aquila avanzarono, Peritus e Krelis si alzarono per proteggere Fidele. Le spade vennero snudate.
No ordin Fidele, in tono furente, a Krelis e a Peritus. Morirete qui, per niente.
Osate snudare la spada davanti a me? esclam Nathair, con voce che saliva di tono, da un sibilo sconvolto a un grido soffocato.
Vi ho offerto gentilezza e misericordia, e voi le rigettate ai miei piedi. Estraete la spada in mia presenza. Bene. Io. Dico. Questo. Nathair era in piedi, i pugni serrati. La mia parola  legge, che siate vecchi amici o parenti stretti, altrimenti perderete la testa. Adesso la saliva gli schizzava dalla bocca.
Portateli via intervenne Calidus.
S, esatto! grid Nathair, con voce ancora intrisa di emozione. Portateli via di qui, tutti quanti, scortateli di sotto. Li voglio sotto chiave.
Le guardie dell'aquila si fecero avanti; mani salde sospinsero Fidele verso la porta, mentre Krelis, Peritus ed Ektor venivano scortati fuori a loro volta.
Nel raggiungere la soglia Fidele si volt, e vide che Calidus la fissava con occhi piatti e spenti, come quelli di uno degli squali della baia di Ripa.

73. Veradis.

Veradis guard la porta chiudersi alle spalle di Fidele, di Peritus e dei suoi fratelli.
Di cosa sono stato testimone?
Il silenzio scese sulla stanza. Nathair si accasci sul suo seggio, e per qualche motivo si fiss il palmo della mano.
La cicatrice del giuramento che ci siamo scambiati.
Ecco, sarebbe potuta andare meglio comment Lykos.
Taci ribatt Calidus in tono quasi distratto, lo sguardo fisso sulla porta. Tua madre... disse quindi a Nathair.
S?
 una donna notevole.
Infatti convenne Nathair.
Cosa sta succedendo qui? chiese Veradis.
Nessuno gli rispose. Nathair continu a fissarsi il palmo della mano.
Nathair? Alcyon?
Il gigante lo guard con occhi tristi. Non lo so.
Nathair? ripet Veradis, l'ira che gli affiorava nella voce.
Calidus infine distolse lo sguardo dalla porta per volgerlo su di lui. Confusione gli rispose. Fidele  confusa. Il suo lutto...
A me  parsa sufficientemente lucida.
Lei...
Basta cos intervenne Nathair, sollevando infine lo sguardo dalla mano. Calidus, Alcyon, tutti voi. Lasciateci soli.
 saggio? mormor Calidus.
Io dico che lo  ribatt Nathair. Mi hai nascosto delle cose. Lykos e mia madre... Il volto gli si contorse come per un'ondata di dolore, e serr gli occhi.
Per il bene maggiore afferm Calidus, piano.
Nathair riapr gli occhi di scatto. Parler con Veradis, adesso.  ora di farlo. Cattur lo sguardo di Calidus con il proprio, un duello che si protrasse per alcuni momenti. Devo dirglielo aggiunse quasi in tono di supplica, portandosi una mano alla tempia. Devo dirglielo, o impazzir. Calidus rimase in silenzio, ma alla fine annu.
Come desideri replic, e fece uscire tutti dalla camera, anche le guardie dell'aquila e i Jehar, lasciando Veradis solo con Nathair.
Cosa  successo? chiese Veradis.
Nathair si alz e si avvicin alla finestra, guardando fuori.
Visti da qui sembrano formiche osserv in tono stanco. Tutti quegli uomini che lavorano alla strada per trovare Drassil, non sembrano pi grandi di formiche. Ricordi quando eravamo nella foresta, durante il consiglio indetto da mio padre?
Veradis lo ricordava. Avevano visto una schiera di formiche in marcia, milioni di formiche, ciascuna grossa quanto un pollice. Quella vista era stata il seme che aveva dato a Nathair l'ispirazione per creare il muro di scudi.
S gli rispose raggiungendolo alla finestra.
Gli di mi sono testimoni che sembra essere un'altra vita...
Infatti convenne Veradis. Sono passati quasi quattro anni.
Nathair si fece silenzioso, lo sguardo fisso.
Nathair, quello che tua madre ha appena detto, riguardo a Calidus...
S.
Perch lo ha detto?
Forse perch  folle di dolore.
Io non credo.
Nathair prese un respiro profondo. La storia  una cosa strana, non trovi? Prendi i giganti, per esempio. La nostra storia ci dice che sono il nemico, che sono cattivi, perfino malvagi, e che la guerra mossa contro di loro dai nostri antenati era una cosa giusta. Che noi eravamo dalla parte della ragione. Non  questo che ci insegna la nostra storia?
S rispose Veradis, chiedendosi dove tutto questo intendesse andare a parare.  quanto ci dice la storia.
E se fosse una menzogna?
Non lo  replic Veradis, senza riflettere.
Come fai a saperlo? chiese Nathair. Noi non c'eravamo. Nessuno alla cui parola noi diamo valore era presente. Abbiamo soltanto gli antichi testi, che sono stati scritti dai nostri antenati, i vincitori. Il popolo che ha combattuto contro i giganti e preso la loro terra.
E allora? domand Veradis. Avvertiva una sensazione spiacevole che gli attanagliava il ventre, un misto di nausea e di paura.
Io non credo che tutti i giganti siano malvagi. Prendi Alcyon, per esempio. Lo si potrebbe perfino considerare un amico.
Io lo faccio ammise Veradis.
Quindi forse coloro che hanno scritto quelle antiche storie non erano obiettivi. Hanno distorto la verit per adattarla alla loro prospettiva.
Sono certo che Ektor avrebbe un'opinione al riguardo, ma Krelis e io siamo sempre stati pi a nostro agio tenendo in mano una lama, non un libro.
Perch stiamo parlando di questo? volle sapere Veradis.
E se quanti hanno scritto del Flagello di Elyon e di Asroth fossero stati altrettanto poco obiettivi? Adesso Nathair stava guardando Veradis con occhi accesi dal fervore. E se i Ben-Elim non fossero i giusti e i Kadoshim i malvagi? Se fossero soltanto come i giganti e noi, due popoli che combattono una guerra per i loro scopi, con gli sconfitti dipinti come i malvagi?
No disse Veradis.
E se Kadoshim e Ben-Elim fossero soltanto nomi?
Veradis aveva la mente in subbuglio. Voleva che Nathair si fermasse, perch le sue parole gli davano la sensazione di una piena improvvisa che gli si riversava nella mente, di un fiume che travalicava gli argini, rendendo il mondo diverso da come lo conosceva.
O da come lo voglio conoscere. E se Nathair avesse ragione? Se tutto quello che sappiamo fosse un misto di verit e di menzogne? La sua mente venne trascinata da quel pensiero, e lui si trov a mettere in discussione un numero crescente di verit.
Aspetta disse ad alta voce, scuotendo il capo nel tentativo di ritrovare un po' di focalizzazione. Cosa stai dicendo, Nathair? Vorresti dirmi che Calidus  un Kadoshim, non un Ben-Elim?
Nathair volt le spalle alla finestra e lo guard. Poi annu.
S.
Allora tutto quello che abbiamo fatto, creduto, per cui abbiamo lottato... Veradis fiss Nathair negli occhi ...  una menzogna? Fu assalito da un improvviso senso di vertigine, con le gambe che minacciavano di cedergli.
No sibil Nathair. Rifletti. Niente  cambiato. Giusto e sbagliato sono soltanto idee nella nostra testa, un significato che diamo alle nostre azioni. La nostra amicizia  sempre la stessa, il giuramento che ci siamo scambiati esiste ancora. Questo  ci a cui ci dobbiamo aggrappare. Le nostre mete, la nostra visione sono ancora le stesse. Niente di importante  cambiato.
Niente  cambiato ripet Veradis.
A parte i nomi. Nathair scroll le spalle. Ben-Elim, Kadoshim, Elyon, Asroth.
Astro Splendente e Sole Nero disse Veradis.
Nathair si immobilizz, la bocca contorta in una smorfia amara. S, anche quelli Scroll le spalle. Dobbiamo accettare la dura verit, anche se all'inizio fa male.
Ma cosa mi dici di Calidus? L'abbiamo visto, aveva le ali.  un Ben-Elim.
Oh, ha le ali, ma non sono fatte di piume bianche replic Nathair con un'aspra risata. Quello che abbiamo visto a Telassar era un incantesimo.
Veradis si sfreg il palmo contro la fronte. Questo non pu essere. Tutto quello che siamo  stato dedicato a una causa che  una menzogna.
Guard Nathair, vide che il suo volto era un caleidoscopio di emozioni in conflitto. Disprezzo, vergogna, speranza.
Tu sei il Sole Nero gli disse.
Qualunque nome mi diano gli uomini, governer, e governer bene. Tu lo sai. Sono ancora la stessa persona, sono ancora il tuo amico e il tuo re. Non  cambiato niente, tranne i titoli che avevamo immaginato.
Questo per non  vero, giusto?
Mostrami la mano chiese Veradis.
Cosa?
La tua mano. Veradis sollev il proprio palmo, su cui spiccava la cicatrice del suo giuramento a Nathair.
Lentamente, Nathair protese la mano e allarg le dita.
Adesso hai due cicatrici osserv Veradis, mentre dentro di lui un seme fatto di dubbio e ira cresceva di momento in momento.
S. Un uomo pu pronunciare pi di un giuramento.
A chi hai giurato?
Nathair non rispose e cerc di ritrarre il braccio, ma Veradis gli serr il polso e gli tenne aperto il palmo.
A chi hai prestato questo giuramento?
Ad Asroth sussurr Nathair.
Veradis respinse il suo braccio come se fosse stato una vipera.
Tradimento,  tutto un tradimento. E menzogne su menzogne. Come fa a non vederlo? Che altro mi ha nascosto?
E dici che niente  cambiato? ringhi ritraendosi da lui.  cambiato tutto.
Rifletti su quello che ho detto, lo implor Nathair su cosa  verit e cosa  menzogna. Sulla nostra amicizia.
Devo uscire, ho bisogno d'aria borbott Veradis. Era cos furente che non riusc neppure a guardare Nathair mentre si dirigeva alla porta; la spalanc con violenza e vide Calidus avanzare verso di lui. Al suo fianco camminava una strana figura, una ragazza alta e bionda, con gli arti lunghi. Qualcosa in lei ricord a Veradis il giovane gigante, Tain, anche se lei appariva sporca, mezza morta, di una magrezza scheletrica e scossa da un tremito incontrollabile. Quando si incrociarono, Calidus fiss Veradis.
 un Kadoshim. Veradis sent la pelle che gli si accapponava.
Calidus condusse la ragazza nella camera di Nathair.
Una dozzina di passi pi avanti lungo il corridoio, Veradis barcoll e appoggi una mano contro il muro per sorreggersi. Sent la voce di Calidus.
Allora glielo hai detto.
S. Era tempo.
Non pare averla presa troppo bene.
Cosa ti aspettavi?
Forse dovrei riportarlo qui sugger Calidus.
No, lascialo stare. Dove pu andare? Siamo nel cuore della foresta di Forn. Andr tutto bene, ha solo bisogno di un po' di tempo per pensarci sopra, per adeguarsi. Torner da noi di sua iniziativa.
Vedremo.
Deve tornare da me, la nostra amicizia  troppo forte. E ho bisogno di lui... Le ultime parole furono solo un sussurro.
E questa chi ? chiese poi Nathair con voce pi salda.
Rispondi al tuo sommo re, bambina.
Mi chiamo Trigg, mio signore rispose una voce fragile.
Trigg, ripeti al tuo re quello che hai detto a me la incit Calidus. Nella sua voce c'era una nota nuova che Veradis non vi aveva mai udito prima. Eccitazione.
Vi posso portare a Drassil spieg la ragazza. Ho visto la loro via segreta.
Perch dovremmo fidarci di te? chiese Nathair.
Scese il silenzio, infranto infine dalla voce della ragazza. Per tutta la vita ho pensato a loro come alla mia gente, la mia famiglia borbott. Per mi hanno tradita, mi hanno mandata via.
Di cosa stai parlando, ragazza? Cerca di essere chiara scatt Nathair. Perch dovrei fidarmi di te?
Perch a Drassil ci sono persone che voglio vedere morte ringhi la ragazza.
Veradis si stacc dalla parete e si allontan a grandi passi.
Traditori. Il mondo sembrava esserne pieno.

74. Maquin.

Maquin sedeva in una cella fredda dalle sbarre di ferro, in un corridoio che si trovava in profondit nelle viscere della torre di Brikan.
La vita  strana e crudele. Non molto tempo fa sedevo nelle sale dei piani superiori, dove mangiavo, ridevo e cantavo con Kastell e i miei fratelli Gadrai. Orgull, Tahir...
Il mondo  impazzito.
Non era solo in quelle celle. In precedenza la gigantessa, Raina, e suo figlio erano stati scortati laggi e rinchiusi in fondo al corridoio. Li aveva sentiti parare nella loro lingua, suoni simili a due valanghe che strisciano avanti e indietro, e aveva sentito anche una sorta di tirare su con il naso, da cui aveva supposto che stessero piangendo. Quei suoni per erano cessati qualche tempo prima, e da allora l'unico rumore era stato il gocciolio costante dell'acqua lungo le pareti.
Una chiave gir in una serratura, la porta in fondo al corridoio si apr, poi ci fu un rumore di passi sulla pietra, piedi che calpestavano le pozzanghere sul pavimento del corridoio umido, e voci che protestavano. Una di esse lo fece scattare in piedi e correre alle sbarre della porta.
Fidele.
Alcune guardie dell'aquila la stavano scortando lungo il corridoio insieme a Krelis, Ektor e Peritus, e bastava un'occhiata per vedere che erano prigionieri, con il fodero della spada vuoto.
Le guardie si diressero verso la sua cella, una borbottava e armeggiava con un mazzo di chiavi. Poi si ferm e apr la prima cella, alcune porte pi in gi rispetto a quella di Maquin, spingendo dentro Ektor che protestava per quell'ignominia; la guardia pass quindi alla cella successiva, in cui venne gettato Peritus, poi a quella dall'altro lato rispetto a Maquin, che tocc a Fidele, e infine apr l'ultima per Krelis.
Le guardie se ne andarono senza una parola, e con l'aria alquanto confusa e piena di vergogna per aver dovuto imprigionare la loro regina.
Non pensavo che ti avrei vista quaggi comment Maquin, vicino quanto pi gli era possibile alla cella di Fidele.
Per quanto la situazione si sia fatta oscura, il cuore mi manca un battito nel vederti rispose lei.
Maquin protese una mano attraverso le sbarre e intrecci le dita con le sue.
Cosa  successo? chiese.
Nathair  un pazzo, ecco cosa  successo grid Krelis, colpendo le sbarre della sua cella e sollevando una nube di polvere che si rivers nel corridoio.
 successo qualcosa di terribile rispose Fidele, e procedette a raccontare a Maquin dell'incontro con Nathair.
 stata pi che altro una condanna, non si  potuto neppure definirlo un processo ringhi Krelis. Avremmo dovuto combattere a Tenebral, e uccidere Lykos finch ne avevamo la possibilit.
Ricordo di aver consigliato proprio questa linea d'azione.
Sei accecato dalla tua sete di vendetta' aveva obiettato Ektor. Non vedi con chiarezza.'
Non accecato, motivato.
Peraltro, alla luce di quello che  successo nella tenda, lui non aveva tutti i torti.
E non saremmo mai dovuti andare in quella tenda. Adesso nostro padre sarebbe ancora vivo... stava borbottando Krelis.
I se e i ma non ci saranno d'aiuto adesso ribatt Ektor dalla sua cella. Dobbiamo trovare il modo di uscire di qui, altrimenti finiremo in un'esecuzione di gruppo, insieme a Maquin.
Confortante.
Inoltre, Fidele, forse non avresti dovuto accusare Calidus di essere un Kadoshim aggiunse Ektor.
 la verit.
Probabilmente hai ragione, anch'io avevo lo stesso sospetto, ma dovevi proprio alzarti e puntare il dito mentre eri circondata da... quanti?... sei o ottomila uomini fedeli a lui e a Nathair?
Gi, borbott Fidele il tempismo non  stato dei migliori, te lo riconosco.
Kadoshim?  la Guerra degli Di di cui parlava Orgull. Non c' modo di sfuggirla? Ci risucchier tutti nelle sue fauci?
Allora, cosa facciamo? chiese Krelis. Come usciamo di qui?
Aspettiamo rispose Peritus. Dobbiamo sperare in un'opportunit, ed essere pronti a coglierla se si presenta.
Se ce ne sar una.
La conversazione si protrasse a lungo, mentre la luce diurna che filtrava attraverso una grata in alto sulla parete si faceva pi inclinata e cedeva il posto all'oscurit. Parlarono di Calidus, ed Ektor disse loro delle pergamene dei giganti, degli accenni alla Guerra degli Di in esse contenuti, dei Kadoshim e del Ben-Elim, delle profezie riguardanti la leggendaria Drassil e i Sette Tesori.
Drassil.  per questo che siamo qui comment Fidele.  per questo che stanno abbattendo gli alberi e costruendo strade attraverso la foresta. La stanno cercando.
Maquin sent qualcosa, forse un grugnito, poi la chiave gir nella serratura della porta del corridoio. Essa si apr scricchiolando, ci fu un rumore di passi e il volto di Alben si affacci alle porte delle loro celle. Aveva in una mano un mazzo di chiavi e sotto l'altro braccio un fascio di spade.
Le ho trovate nella sala delle guardie spieg con un cenno del capo. Ho pensato che poteste averne bisogno.
Fu accolto da un coro di ringraziamenti.
Dobbiamo fare in fretta continu Alben, provando le diverse chiavi nella porta di Peritus. La prima non andava, e neppure la seconda, ma alla terza la porta si apr con uno scatto e l'attempato capo militare venne fuori, infilando una spada nel fodero vuoto.
Perch lo stai facendo? domand Ektor. Probabilmente, se ci fossimo scusati domattina saremmo stati perdonati. Adesso saremo dei fuggiaschi.
Se  cos, allora perch stanno innalzando alcune forche nel cortile?
Questo li ridusse tutti a uno sconvolto silenzio.
Non pu essere sussurr Ektor.
Se vuoi restare qui a vedere, accomodati pure, ribatt Alben ma ti consiglio di venire con noi. Con un altro scatto, apr la porta della cella di Ektor.
Non so cosa abbiate fatto per cadere in disgrazia in questo modo, continu Alben nel passare alla cella di Maquin ma qui sta succedendo qualcosa. Prov le diverse chiavi nella serratura. Siamo nel cuore della notte, ma i guerrieri si stanno mobilitando a migliaia. La banda di guerra di Nathair  pronta a marciare oltre il fiume.
Ho accusato Calidus di essere un Kadoshim disse Fidele.
Maquin si aspett da Alben una reazione sconvolta.
Il canuto guaritore si sofferm con le chiavi in mano e si gir a guardare Fidele. Hai fatto questo?
S. Per favore, Alben, prima di dire che sono pazza, ascolta...
Io ti credo la interruppe Alben.
Cosa? Come mai? balbett Fidele.
Sono amico di Meical spieg Alben. Ho atteso questo giorno per molti anni. Le fazioni si sono formate, la linea  tracciata, ed  giunto il tempo di agire.
Alle loro spalle ci fu un tonfo: Peritus che crollava a terra. Alben si gir di scatto, e la spada diretta contro la sua testa lo trafisse invece fra la spalla e il petto, in un fiottare di sangue. Scivol a terra mentre Ektor liberava la lama e si ergeva su di lui, sporco di sangue e con il respiro affannoso.
Cosa stai facendo? url Fidele. Maquin protese di scatto una mano attraverso le sbarre e serr le dita intorno al polso di Ektor, sbattendolo contro la porta. La faccia di Ektor si schiacci contro il ferro e il sangue gli zampill dal naso mentre la spada gli cadeva rumorosamente dalle dita. Maquin intanto pass l'altro braccio attraverso le sbarre nel tentativo di far presa intorno alla gola di Ektor, ma lui si contorse e si catapult all'indietro, pungolato dal panico; si liber dalla presa di Maquin e barcoll lontano, tossendo.
Alben allung la mano verso la spada, ma Ektor gli assest un calcio e l'afferr di nuovo, puntandogliela al petto. Alben strisci all'indietro per allontanarsi da lui, con la ferita che sanguinava profusamente, tanto che pareva sul punto di svenire.
Non ti preoccupare, Alben, non ti uccider, perch sono certo che Calidus sar molto interessato a fare due chiacchiere con te.
Ektor si volt quindi a guardarli tutti, ciascuno in piedi dietro le sbarre della propria cella, e sfoggi un sorriso compiaciuto.
Sapevo che Meical aveva arruolato uno di voi ansim, asciugandosi il sangue che colava da un taglio sopra l'occhio. Mi ci sono voluti anni di pazienza per arrivare a questo momento, ma Calidus mi ricompenser bene.
Si allontan da Alben e conficc con indifferenza la spada nel corpo di Peritus.
Ektor, piccolo bastardo dalla faccia pallida... grid Krelis, scagliandosi contro le sbarre con le lacrime che gli rigavano il volto. Quando uscir di qui... Afferr una delle sbarre e prese a tirare e torcere, con le vene che gli si gonfiavano nel collo, finch la sbarra scricchiol negli alveoli e cominci a incurvarsi. Ektor gli cal la spada sulle dita, e lui le ritrasse appena in tempo per evitarla.
Taci, razza di stupido ringhi Ektor.
Ektor, che cosa hai fatto? esclam Fidele.
Ho scelto saggiamente sbuff lui, con un accenno di sogghigno. Ti saresti potuta unire a me. Potresti ancora farlo.
Lei gli sput contro attraverso le sbarre.
Hai venduto l'anima al diavolo disse Alben, da terra.
Forse. Ektor scroll le spalle.  una cosa con cui posso convivere, perch credo di aver scelto la fazione che vincer.
Perch? chiese Krelis, ora pi calmo, con l'angoscia che gli permeava la voce.
Non capiresti, tu che hai tutto ribatt Ektor.
Lo avevi anche tu ringhi Krelis. Non ti mancava niente.
Ektor scroll il capo. Io. Non. Avevo. Niente sibil con amarezza. N rispetto, n fedelt, n un futuro, a parte le mie pergamene. Venivo deriso, ci si faceva beffe di me sotto voce quando passavo. Nostro padre non rispettava l'intelletto, solo la forza fisica. Ebbene, gli ho fatto vedere io.
Cosa?
Razza di idiota, come pensi che sia finito sulla spada di Veradis? Qualcuno lo ha spinto. Ektor sorrise. Non  stato il solo favore che ho fatto a Calidus. Come credi che i Vin Thalun siano riusciti a scalare le alture di Ripa?
Ti uccider per questo, lo giuro dichiar Krelis, con voce permeata da un gelo pi spaventoso della sua ira.
 improbabile. Ektor scroll le spalle e si chin a raccogliere da terra il mazzo di chiavi. Credo sia ora di chiamare le guardie.
Alle sue spalle risuon un rumore di passi che echeggi lungo il corridoio, il tipico suono metallico degli stivali delle guardie dell'aquila sulla pietra.
Forse menzionarle  bastato a chiamarle sorrise Ektor.
Sbirciando lungo il corridoio, Maquin vide avanzare verso di loro un solo guerriero che portava la corazza nera della guardia dell'aquila. Quando pass nel cerchio di chiarore di una torcia, Maquin vide di chi si trattava.
Veradis.
La prima-spada di Nathair, pens chinando il capo, mentre ogni speranza lo abbandonava.
Ottimo tempismo, fratello, salut Ektor anche se a essere sinceri il tuo aiuto mi avrebbe fatto comodo gi da un po'.
Veradis si ferm nel vedere il corpo di Peritus, spost lo sguardo alla spada che Ektor stringeva in mano e gli sferr un pugno in faccia. Ektor barcoll all'indietro, lasciando cadere l'arma e le chiavi.
Veradis lo segu e lo colp ancora, proprio sotto il mento. Gli occhi di Ektor si rovesciarono all'indietro e lui cadde a terra svenuto.
Veradis si affrett allora a tornare da Peritus e gli si accoccol accanto, cercando una pulsazione sul collo, poi si rialz scuotendo il capo.
Cosa  successo qui? chiese. La sua voce era cambiata, adesso il tormento che Maquin aveva colto in essa l'ultima volta che avevano parlato suonava centuplicato.
Cosa gli  accaduto?
Ektor  un agente di Calidus, e stava sventando il tentativo di Alben di salvarci.
Veradis li fiss tutti. Era pallidissimo in volto, con gli occhi arrossati.
Veradis, cosa ti  successo? gli chiese Maquin.
Fidele, ci che hai detto  vero. Calidus  un Kadoshim. Veradis chin il capo, dolore e vergogna che gli grondavano dalla voce. E Nathair ... La voce gli si spense.
Il Sole Nero ansim Alben, da terra.
Veradis trasse un respiro profondo, chin lo sguardo su di lui, poi fiss le chiavi che giacevano a terra. Si chin a raccoglierle e pass un braccio sotto le ascelle di Alben, issandolo in piedi.
Sono stato uno stolto, ma ora basta. Dovete andarvene di qui adesso, con la protezione dell'oscurit afferm, mentre strappava una striscia di stoffa dalla camicia di Ektor e la usava per fasciare la ferita di Alben come meglio poteva, prima di procedere ad aprire le porte delle celle.
Maquin circond Fidele con le braccia e la strinse a s.
Krelis li oltrepass, recuper la sua spada da dove Alben l'aveva posata e, senza preavviso, la cal su Ektor, tranciandogli la testa in un colpo solo.
No! grid Veradis. Era pur sempre nostro fratello.
Ha ucciso nostro padre ringhi Krelis, le narici dilatate. Ha confessato di averlo spinto lui contro la tua spada.
Veradis lo fiss, mentre le sue parole gli si facevano strada nel cervello, poi si limit ad annuire.
Allora hai fatto bene esclam.
Ora cosa facciamo? domand Fidele.
Le bande di guerra si stanno preparando a partire rispose Veradis. Le guardie dell'aquila, i Jehar, i Vin Thalun. Sono molte migliaia. L'alba  ancora lontana e fuori regna il caos, quindi la vostra migliore possibilit  quella di fuggire in mezzo alla confusione.
I miei uomini? chiese Krelis. L fuori ci sono ottocento uomini di Ripa, e non intendo abbandonarli.
Sono pronti e ci aspettano lo rassicur Alben. Era ancora pallido, ma la fasciatura di Veradis aveva arrestato l'emorragia e lui pareva aver ritrovato in parte le forze.
Puoi cavalcare? gli chiese Veradis.
Che io sia dannato se non cavalcher lontano da qui ribatt Alben.
Ma per andare dove? chiese Fidele.
Dobbiamo arrivare a Drassil rispose Alben, come se fosse stata una cosa semplice.  dove si trovano Meical e l'Astro Splendente.
Dovrete battere sul tempo Nathair e Calidus avvert Veradis.
Allora sar quello che faremo rispose Alben.
Abbiamo un piano, approv Maquin ma prima dobbiamo uscire da questa torre. Un tempo vivevo qui, conosco i passaggi e posso guidarvi fuori. All'inizio ci dovremmo mescolare agli altri che stanno partendo, e staccarci da loro una volta lontani dalla torre.
Lasci scorrere lo sguardo sugli altri, che apparivano cupi e determinati.
Siamo d'accordo? chiese.
D'accordo assentirono.
Si prepararono. Maquin prese la spada di Peritus, rimuovendone la cintura dal corpo del guerriero morto.
Hai la lama di un brav'uomo osserv Krelis.
La user per uccidere molti nemici.
Krelis sfoggi un sorriso feroce. Possa questa consapevolezza accompagnarlo oltre il ponte delle spade.
Stavano per andarsene, quando Maquin si ferm.
Qui ci sono altri prigionieri disse, guardando verso l'estremit del corridoio.
Chi? chiese Veradis.
La gigantessa e suo figlio.
Veradis si accigli per un momento.
Calidus li voleva sotto chiave, il che costituisce per me un valido motivo per liberarli. Potete nasconderli, portarli con voi?
Nasconderli? sbuff Krelis. Non  una cosa facile a farsi.
Possiamo provarci sorrise Alben.
Veradis raggiunse il fondo del corridoio e apr la cella. I due giganti ne uscirono con esitazione.
Raina, Tain, disse Fidele siamo fuggitivi che corrono il rischio di perdere la vita, ma se volete unirvi a noi siete i benvenuti.
Raina spost lo sguardo da Fidele all'estremit del corridoio, alla porta aperta e all'invitante luce delle torce.
Ha paura, pens Maquin.  rimasta prigioniera tanto a lungo che l'alternativa  per lei una cosa da temere.
Hai la possibilit di essere libera aggiunse Alben. Dovresti approfittarne.
Meglio morire liberi che vivere in catene comment Maquin.
Lo ? ribatt Raina, guardando da lui a suo figlio.
S, e nessuno meglio di me conosce questa verit. Maquin sent la mano di Fidele sfiorargli la schiena.
Assaporeremo la libert, decise Raina anche se magari sar solo per breve tempo.
Percorsero il corridoio e sbucarono in una stanza quadrata antistante una rampa di scale, dove due guardie giacevano accasciate al suolo. Alben scroll le spalle. Krelis tolse il mantello ai due e porse gli indumenti ai giganti.
Probabilmente non saranno di molto aiuto borbott.
Salir io per primo, in modo da creare un diversivo disse Veradis. Quando lo sentirete, muovetevi in fretta, svoltate a destra in cima alle scale, e...
Conosco la strada lo interruppe Maquin.
Veradis, perch non vieni con noi? chiese Fidele.
No rispose lui, lasciando scorrere lo sguardo su di loro.
Cosa? esplose Krelis. Devi venire con noi!
No. C' una cosa che devo fare.
Maquin riconobbe la sua espressione. L'aveva vista molte volte nella propria immagine riflessa.
Onore. O morte. E a volte una segue l'altro.
Vieni con noi, amico insistette, avvicinandosi a Veradis.
Lui si limit a scuotere il capo.
Allora ci rivedremo poi disse Maquin, stringendogli una spalla.
S, annu Veradis, cupo da questa parte o dall'altra.
Ma per cosa vuoi rimanere qui? gli grid dietro Krelis.
Veradis si ferm e si guard indietro.
Fratello, per favore, vieni con noi lo preg Krelis.
Veradis scosse il capo. Non posso farlo. Per vi raggiunger, se potr.
Perch? Perch non vuoi venire via adesso?
Perch ho intenzione di uccidere Calidus.

75. Ulfilas.

Ulfilas fece arrestare il cavallo, e Dag gli si ferm accanto. Era tornato indietro dalla prima linea per trovare Jael, oltrepassando pi di duemila uomini che riempivano la strada che avevano aperto attraverso il cuore della foresta di Forn. Ulfilas avvert un brivido di orgoglio nel guardare quella strada che si stendeva a perdita d'occhio, con i rami che si inarcavano su di essa come se si inchinassero a una processione regale.
Un'impresa notevole.
Avvert un altro brivido di eccitazione per quello che aveva appena scoperto o, pi esattamente, che gli era stato detto da Dag. Voleva riferire di persona la notizia al re.
Siamo partiti con quasi tremila uomini, pens, nel procedere lungo la colonna. Ne avevano persi centinaia a causa del gelo e dei predatori della foresta.
E sono certo che alcuni se ne sono andati con i loro piedi.
Dag e Ulfilas avevano attribuito molte delle perdite alle scorrerie nemiche, tenendo per s i loro pensieri perch non volevano alimentare voci riguardo al fatto che il Sole Nero e i suoi demoni dessero loro la caccia di notte. Comunque, la paura si era diffusa. La sola cosa che aveva impedito agli uomini di disertare numerosi era stata il fatto che quanti lo facevano venivano di solito ritrovati morti entro un giorno, vittime degli abitanti della foresta.
Eccolo l indic Dag. Ulfilas vide Jael davanti alla sua tenda, intento a guardare mentre essa veniva montata in previsione di un'ennesima notte nella foresta. L'inverno cominciava ad allentare la sua morsa, l'aria era fredda piuttosto che tagliente e il terreno era pi morbido sotto i piedi. Tutt'intorno a loro i rami si andavano ricoprendo del verde delle foglie novelle e le giornate si stavano allungando, permettendo loro di lavorare per pi ore ogni giorno che passava. Con uno strattone delle redini, Ulfilas guid il cavallo gi per la massicciata su cui stavano costruendo la strada, stendendo lunghe travi di legno sulle pietre sgretolate dell'antica strada dei giganti. Jael era circondato dalle solite guardie, Fram e una dozzina di uomini, a loro volta circondati dai guerrieri Jehar. E Sumur era accanto a Jael.
 sempre vicino a Jael. Senza dubbio per ricordargli di continuo Nathair e la sua minaccia, o promessa che sia.
Jael sollev lo sguardo quando Ulfilas e Dag si avvicinarono. Avete notizie? chiese.
S, mio re rispose Ulfilas.
Venite, allora, ditemi tutto davanti a una coppa di vino replic Jael, ed entr nella tenda, dove i servitori stavano accendendo le torce, piazzando gli arredi e disponendo cibi e bevande.
Nell'arco di pochi momenti Ulfilas ricevette una coppa di vino che era stato scaldato sul fuoco. Bevve, dando a Jael il tempo di prendere posto sul suo seggio coperto di pellicce.
Allora? chiese Jael, una volta sistematosi comodamente con una coppa ingemmata in mano.
Abbiamo trovato Drassil annunci Ulfilas.
Jael rimase per un attimo interdetto, mentre assimilava quelle parole. Ne siete certi? fu la prima cosa che chiese.
S, l'ho vista con i miei occhi conferm Dag.
Com'? domand Jael, protendendosi in avanti. Quella era stata la prima domanda che Ulfilas aveva rivolto al guardacaccia.
 grande rispose Dag. Pi di qualsiasi cosa tu abbia mai visto.
Quanto  distante? incalz Jael, che appariva eccitato ma anche spaventato.
Mezza giornata di marcia replic Dag. Adesso possiamo smettere di costruire la strada, creare qui un campo base e usare la vecchia strada per arrivare l, domani.
La vecchia strada?  percorribile?
Abbastanza. Dovremo procedere a piedi, invece che a cavallo, ma sgombrare il terreno e posare la nuova strada ci costerebbe un'altra mezza decimana. Dag scroll le spalle. Dipende da quanta fretta abbiamo di arrivare l.
Quindi siamo i primi osserv Jael.
Oh, s. Non ci sono altre bande di guerra accampate fuori delle mura.
Quindi governer su Carnutan e su Helveth. Gundul e Lothar saranno miei vassalli. Jael ebbe un sorriso maligno.
Credi che permetteranno che succeda? chiese Ulfilas, incapace di impedire allo scetticismo di trasparirgli dalla voce.
E tu credi che Nathair non sia in grado di imporre la sua decisione? ribatt Jael.
Ulfilas ricord l'esibizione di Sumur quando aveva affrontato Fram, pens a cento, mille uomini come lui.
No, non lo credo, ora che mi ci fai pensare.
Neppure io annu Jael. Quindi ci metteremo in marcia all'alba e attaccheremo domani.
Non sarebbe pi saggio aspettare? sugger Ulfilas. Abbiamo trovato Drassil. Adesso non possiamo limitarci a esplorare la zona e attendere l'arrivo degli altri?
No disse una voce alle loro spalle. Era Sumur, che era entrato in silenzio nella tenda. Meical  l. Il suo burattino  l. Assaporer la loro carne prima che il sole di domani sia tramontato.
Lo fissarono tutti in silenzio.
Assaporer la loro carne!
Non ci siamo scavati un varco attraverso Forn per stare seduti ad aspettare disse Jael, facendo del suo meglio per ignorare Sumur ed evitare lo sguardo piatto dei suoi occhi. Haelan  l, e non gli voglio dare la possibilit di fuggire ancora una volta. E che dire di Gundul e Lothar? Se aspettiamo che arrivino da sud e da ovest probabilmente contesteranno il mio essere arrivato qui per primo! No, al loro arrivo ci troveranno gi padroni delle mura di Drassil. Il suo sorriso si fece pi ampio. Questa  una buona giornata, e domani sar anche migliore. Ora discutiamo di come faremo a vincere la battaglia imminente.

76. Veradis.

In piedi sulla spirale dei gradini della torre, Veradis guardava fuori dalla finestra.
Sotto di lui c'era il cortile di Brikan, dove grandi bracieri di ferro ardevano e crepitavano, creando polle di luce nell'oscurit. Dall'alto vide Fidele e gli altri procedere in mezzo a quel caos di attivit, con i giganti che camminavano incurvati come due vecchi, apparendo ridicoli a qualsiasi sguardo che avesse indugiato su di loro. Ovunque c'erano cavalli che battevano gli zoccoli e nitrivano, uomini che lanciavano richiami, marciavano o montavano in sella. A peggiorare le cose, il carro del calderone riempiva una vasta sezione del cortile, con i Jehar che formavano intorno a esso un impenetrabile cordone di sicurezza.
Ho fatto per loro tutto quello che potevo. Il mio compito  troppo importante perch possa accompagnarli.
Vide con sollievo il gruppo di fuggitivi oltrepassare l'arco delle porte che si affacciavano sull'accampamento circostante la torre dove, secondo Alben, gli uomini di Ripa li stavano aspettando.
Bene.
Si gir e sal le scale con cupa determinazione.
La camera di Calidus era situata al primo piano della torre, con due Jehar di guardia. Alcune mosche ronzavano languide intorno a uno di essi, ma non parevano infastidirlo. I due lo fissarono con quei loro occhi totalmente neri mentre bussava alla porta ed entrava senza aspettare risposta.
Calidus era chino su un piccolo scrigno, delineato dalla luce di un enorme focolare incassato nella parete. Inconsapevole della presenza di Veradis, il consigliere era concentrato sul compito di deporre qualcosa - una figurina simile a una bambola, con braccia e gambe abbozzate rozzamente - dentro lo scrigno.
Alcyon era in piedi sulla sinistra, davanti a un'enorme finestra aperta che si affacciava sul fiume, dove esso descriveva un'ansa che lo portava a ridosso della parte posteriore della torre.
Concentrati sul tuo compito.
Ah disse Calidus, chiudendo con uno scatto secco il coperchio dello scrigno. Cominciavo a pensare che ci avessi abbandonati.
Non sono fatto in quel modo afferm Veradis. Lanci un'occhiata ad Alcyon, e vide il gigante contemplarlo con occhi tristi.
No, infatti convenne Calidus. Immagino per che per un uomo con il tuo atteggiamento mentale sia difficile venire a patti con una simile alterazione della realt; deve essere come se ti si fosse trasformato il terreno sotto i piedi.
Ci devo pensare sopra a lungo, intensamente.
Infatti ripet Calidus, la testa inclinata da un lato, studiandolo con estrema attenzione, come un avvoltoio che vola in cerchio su un campo di battaglia. Veradis si avvicin a un tavolo e si vers una coppa di vino, incapace di incontrare il suo sguardo.
Sei passato prima da Nathair? chiese questi.
No rispose Veradis, sorseggiando il vino rosso scuro e avanzando di un passo verso Calidus.
La cosa mi sorprende.
Avevo alcune domande spieg Veradis, avvicinandosi di un altro passo. Per te.
Sar lieto di risponderti, Veradis. Tu sei una parte preziosa della nostra campagna. Hai un grande talento per quello che fai e potresti realizzare grandi cose per noi.
Quello che faccio. Uccido persone. Sono un mero strumento di guerra. E, oh, quanti ne ho gi uccisi per la tua causa...
Sent la vergogna e il disgusto per s stesso salire come un'onda che minacciava di avvilupparlo. Con uno sforzo di volont si costrinse a ricacciarla indietro.
Posso ucciderlo mentre si trova davanti a me senza un'arma in mano? Sarebbe un omicidio, ma in questo caso sono disposto a fare un'eccezione. Forse allora Nathair torner a ragionare sensatamente.
Dopo aver lasciato Nathair, aveva trovato rifugio su una rampa di scale abbandonata ed era rimasto seduto in silenzio, da solo, ripensando all'accaduto e rivivendo ogni momento trascorso da quando lo aveva conosciuto. Il loro primo incontro con Calidus e Alcyon, quando lui era balzato attraverso un muro di fiamme per difendere Nathair, e poi il consiglio indetto da Aquilus, le formiche in marcia, il viaggio per nave fino al Tarbesh e i combattimenti contro giganti e draig, la visita a Telessar, il rivelarsi di Calidus...
Ed erano tutte menzogne. Sono stato un tale stolto. E che altro  stato fatto quando io non gli ero accanto, di cui non sono al corrente?
E poi c'era stata la caccia a Mandros, quando Veradis aveva guidato una banda di guerra in Carnutan per dare la caccia al suo re. Ricord le parole di Mandros nella radura, appena prima che lui lo uccidesse.
 stato Nathair a uccidere il vostro re, non io.'
Capisco che non  tutto bianco e nero, che in guerra si devono fare scelte difficili. Non sono un bambino che si aspetta qualcosa di diverso. Trasse un respiro profondo. Tuttavia, c' una cosa che devo sapere. Sollev infine lo sguardo a incontrare quello di Calidus. La verit, ora,  tutto quello che chiedo.  stato Nathair a uccidere Aquilus?
Certo che lo ha fatto sbuff Calidus. Non aveva altra scelta.  stato...
Per il bene maggiore concluse per lui Veradis, annuendo. Come lo  questo. Gett in faccia a Calidus il contenuto della sua coppa di vino e nello stesso tempo balz in avanti, estraendo un coltello dalla cintura. Calidus barcoll all'indietro di un passo, proprio davanti al fuoco ruggente, agitando le braccia. Veradis sent Alcyon che si muoveva, rovesciando nella fretta il tavolo alle loro spalle, ma era troppo tardi. Veradis accorci la distanza da Calidus, schiv le braccia che si agitavano e gli affond fino all'elsa il coltello nel ventre, imprimendo una torsione e uno strattone, con il sangue che gli ricopriva il pugno.
Poi la mano enorme di Alcyon gli si serr sul braccio. Veradis sferr a Calidus un calcio in pieno petto che lo fece barcollare all'indietro, mandandolo a inciampare nello scrigno e a cadere nell'enorme focolare.
Calidus url quando le fiamme divamparono alte, avviluppandolo. Alcyon trascin Veradis indietro di un passo e gli torse il braccio fino a costringerlo in ginocchio, il dolore che gli divampava con il lacerarsi di tendini e muscoli, la spalla prossima a slogarsi.
Fai di me quello che vuoi ringhi. Il tuo padrone  morto.
Alcyon si limit a fissare, cupo, il focolare e le fiamme che divampavano.
Una figura umanoide apparve fra le ruggenti lingue di fuoco, e per un momento parve che scure ali d'ombra si allargassero intorno a essa. Poi Calidus emerse barcollando dall'abbraccio del fuoco e si spost sulla fredda pietra della camera. Aveva il mantello in fiamme, i capelli argentei erano anneriti o consumati dal fuoco e la carne della faccia si staccava a strisce, bruciata.
Apr la spilla che tratteneva il mantello, lasciandolo scivolare al suolo, e soffoc con la mano una lingua di fiamma su una manica. Appariva seccato, e quasi divertito.
Come vedi, sono piuttosto difficile da uccidere comment con voce pi aspra e profonda.
Veradis lo guard con orrore, gli occhi fissi sul suo coltello, ancora conficcato nel ventre di Calidus. Questi chiuse intorno all'elsa le dita coperte di vesciche e lo estrasse, ringhiando di dolore come un animale. Sollev l'arma tenendola con due dita, fece una smorfia e la gett dietro di s.
Ben fatto disse. Ci vuole un uomo eccezionale per superare la mia guardia... e il mio guardiano. Scocc una cupa occhiata ad Alcyon.
Veradis lo fiss con occhi roventi, avvertendo un impeto di puro odio per quell'uomo, quella creatura che aveva davanti. Colui che aveva corrotto ogni cosa, il suo amico, il suo intero mondo.
Calidus incontr il suo sguardo e sospir.
Vedo che non arriveremo a nulla con te afferm.  un vero peccato. Scroll le spalle. Alcyon, uccidilo.
Veradis fiss negli occhi il gigante, mentre una parte di lui desiderava la morte, la accoglieva con piacere.
Lo merito. Il saggio vive a lungo, lo stolto muore di mille morti.
Mi dispiace, Vero Cuore sussurr Alcyon, sollevando lentamente il martello da guerra.
Chi erano per te quei giganti? gli chiese Veradis.
Alcyon si ferm a met del gesto.
Uccidilo sibil Calidus.
Cosa? tuon Alcyon.
Quei giganti, durante il processo. Cos'erano per te?
Il volto di Alcyon si contrasse per uno spasmo dei muscoli, le labbra gli tremarono e una lacrima gli col da un occhio scuro.
Mia moglie. Mio figlio.
Sono liberi sussurr Veradis.
Menti sogghign Calidus, anche se una sfumatura di dubbio gli traspariva dalla voce.
Li ho liberati continu Veradis, trattenendo con il proprio lo sguardo di Alcyon. Li ho visti oltrepassare le porte di Brikan.
Alcyon, uccidilo.
Il braccio di Alcyon rimase sospeso sopra la testa di Veradis, tremando come per la pressione di una forza invisibile.
No sussurr il gigante.
No? Calidus si accigli. Lui e Alcyon si fronteggiarono, entrambi con il sudore che affiorava a imperlare loro la fronte. Pass del tempo. Una dozzina di battiti del cuore, un centinaio, Veradis non avrebbe saputo dirlo. Alla fine Calidus si gir e spalanc il coperchio dello scrigno posato davanti al focolare, allungando la mano all'interno. Veradis vide altre di quelle figurine d'argilla e improvvisamente ricord la spiegazione che Fidele aveva dato dell'incantesimo usato da Lykos.
Tutto quello che so  che aveva una bambola, una figurina d'argilla che racchiudeva una ciocca dei miei capelli' aveva detto. Quando Maquin ha combattuto con Lykos, nell'arena, l'hanno schiacciata sotto i piedi, distrutta, e immediatamente le catene che vincolavano la mia mente si sono infrante.' Veradis protese di scatto una gamba e con un calcio scaravent lo scrigno nel fuoco. Le fiamme lo avvilupparono, si lev una nube di fumo, e un odore di capelli che bruciavano si diffuse nell'aria.
Stolto ringhi Calidus, il volto contorto in un'espressione di furia selvaggia, ed estrasse la spada.
Alcyon gli cal il martello sul petto, scaraventandolo all'indietro contro la parete. Calidus scivol al suolo e la parete si crep, con frammenti di pietra che gli cadevano intorno. Lentamente, il Kadoshim si rialz e scosse il capo.
Legione rugg, con voce simile a un vento di tempesta. La porta si spalanc e i due Jehar si lanciarono all'interno. Veradis sent il ronzare delle mosche.
Si alz sulle gambe incerte, la spalla che gli causava ancora un dolore lancinante, e allung la mano verso la spada.
Poi un braccio enorme gli si avvolse intorno alla vita, sollevandolo di peso e trasportandolo attraverso la stanza in pochi grandi passi, verso la finestra aperta. Alcyon punt un piede sul davanzale e proiett entrambi all'esterno, nell'aria aperta e nell'oscurit. Poi caddero rotolando su loro stessi, con il vento che toglieva il respiro a Veradis, ancora stretto nella morsa ferrea del braccio di Alcyon, mentre le acque scure del fiume sottostante si facevano sempre pi vicine.

77. Evnis.

Evnis sedeva nella torre lungo il confine settentrionale della palude, intento a rimuginare.
Non c'erano notizie di Braith.
 partito oltre una luna fa, e ancora nessuna nuova. Tuttavia, si fidava di lui, almeno quando si trattava di cacciare. Quello che lo preoccupava non era trovare Edana e la sua piccola banda di ribelli, era cosa avrebbe fatto una volta appreso dove si trovavano. Una volta che li avesse avuti in pugno.
Con Edana  facile decidere, naturalmente. Deve morire. A quanto pare, quella cagna della moglie di Eremon  con lei, insieme a quell'idiota di suo figlio, che pu rivendicare il trono di Domhain. A Rhin non piacerebbe sapere che respira ancora, quindi dovr morire anche lui.
No, loro erano problemi facili da risolvere.
In effetti  tutto semplice. Uccidere tutti quanti, tranne...
Tranne suo figlio.
Che ne far di Vonn?
Amava suo figlio, su questo non c'erano dubbi, e se mai ci fosse stato qualche dubbio al riguardo lo aveva cancellato quando contro ogni buon senso si era alzato in piedi in un campo pieno di nemici per chiamare il figlio per nome.
Adesso per gli uomini parlavano di lui. Lo capiva dalle occhiate che lo seguivano quando passava, dai sussurri. Dicono che sono debole. Che il mio amore per mio figlio  il mio punto debole, che sono un rischio, un pericolo. E se succedesse di nuovo, dicono, rivelando la nostra posizione?
Devo dimostrare che si sbagliano, mostrare loro la mia forza. Il potere di un regnante risiede nella sua reputazione. Non mi posso permettere di essere considerato debole. Rhin sente tutto, e se venisse a sapere di questo...
Bevve un sorso da una piccola coppa di usque e sent il liquore liscio e dolce scaldargli il ventre, un calore che da l gli si diffuse in tutto il corpo.
Bussarono alla porta ed entr Glyn, il suo scudiero. Arriva qualcuno dalla palude, mio signore. Era ora, dannazione. Finalmente Braith  qui.
Era Rafe.
In piedi sulle mura sovrastanti le porte, Evnis osserv una barca scivolare sulle acque della palude, vide l'uomo su di essa balzare a terra e legare l'imbarcazione. L'uomo portava in spalla una sacca che pos per occuparsi dell'ncora. Due cani correvano lungo la riva.
Perch  solo?
Evnis decise che non gli andava pi di aspettare. Mi sembra di aver passato tutta la vita ad aspettare.
Era quasi arrivato alla riva quando Rafe si avvi verso di lui, dopo essere rimasto accoccolato accanto alla barca ad accarezzare i suoi due cani.
Ragazzo sentimentale. Non  come suo padre.
L'espressione di Rafe gli trasmise segnali diversi, ma si sentiva troppo impaziente per decifrarli da solo.
Dimmi tutto si limit a ordinare.
Braith  morto, rispose il giovane e anche gli altri. Quel Camlin ci ha dato a sua volta la caccia.
Evnis sent un muscolo che gli si contraeva lungo la guancia.
Quindi  stato un completo disastro disse.
Non proprio. Sono riuscito a fuggire, e poi li ho seguiti fino a Dun Crin. So dov' e posso guidarvi fin l.
Evnis sorrise. Ragazzo mio, questa  una notizia meravigliosa. Hai parlato al plurale, hai detto che li hai seguiti.
S conferm Rafe. Camlin ha avuto un aiuto. Vonn.
Vonn lo ha aiutato a dare la caccia a Braith e a ucciderlo?
S. Per mi ha lasciato andare. Avrebbe potuto uccidermi, perch  sempre stato pi abile di me con la spada, ma mi ha lasciato andare.
Perch?
Mi ha chiesto di portarti un messaggio. Rafe guard verso Glyn.
Continua, ragazzo. Glyn  bravo a mantenere i segreti.
Ha detto che quando arriverai a Dun Crin, e sa che lo farai, ti vuole parlare.
Evnis sent crescere la speranza.
Davvero? Ti ha detto di cosa?
Ha detto che ti vuole parlare della Guerra degli Di, dei Sette Tesori e della collana di Nemain.
Ridotto al silenzio dalla sorpresa, Evnis quasi mosse un passo indietro.
Arriva qualcuno esclam Glyn nel silenzio che segu, guardando su per la collina. Credo sia Morcant.
In effetti si trattava del giovane guerriero, che procedeva con il suo solito passo aggraziato e arrogante, seguito da una manciata di soldati.
Altri pavoni, come il loro padrone, anche se hanno un piumaggio meno appariscente.
Che notizie ci sono? chiese Morcant avvicinandosi.
Come riesce a far suonare arrogante perfino una semplice domanda?
Abbiamo trovato Edana e la sua marmaglia. Ci metteremo in marcia domani rispose Evnis, cercando di usare un tono il pi indifferente possibile.
Bene comment Morcant sfregandosi le mani.  da un pezzo che non ingaggio un buon combattimento.
Evnis sedeva vicino alla prua della lunga imbarcazione, insieme a trenta guerrieri. Era presto, il sole non aveva ancora disperso la nebbia del mattino, e filamenti di caligine si incurvavano intorno al fiume, aleggiando oltre i fianchi della barca. Evnis rabbrivid.
Morcant sedeva dietro di lui e faceva in tutto e per tutto la figura dell'eroe, con la sua tenuta da guerra nera e oro.
Quanto lo disprezzo.
Alle spalle di Morcant, le imbarcazioni della loro piccola flotta si andavano riempiendo; cinquanta barche comprate, rubate, costruite, non tutte grandi quanto quella su cui lui si trovava, ma sufficienti a trasportare in tutto cinquecento uomini.
Pi che sufficienti a schiacciare questa ribellione.
La voce del buon senso, nella sua testa, gli diceva di aspettare che arrivassero altri uomini da Dun Carreg, almeno qualche centinaio, quanto bastava a rendere l'esito di quel conflitto una conclusione scontata. Sapeva che agire cos era pi rischioso, ma aveva giustificato la sua decisione sostenendo che dovevano colpire adesso, in fretta e con forza, prima che la marmaglia di Edana si facesse pi numerosa, e che, se non avessero attaccato, sarebbe aumentato il rischio che i ribelli trasferissero la loro base altrove, per cui non sarebbero pi riusciti a trovarli.
Quindi dobbiamo agire ora' aveva sostenuto.
Buone argomentazioni, e vere, fino a un certo punto. Non sono per il motivo per cui sto ordinando un attacco immediato.
Devo vedere mio figlio e risolvere questa situazione una volta per tutte.

78. Corban.

Corban si svegli sentendo bussare alla porta, e per un momento non cap dove si trovava. Poi ricord.
Drassil. E oggi combatteremo.
Alcune lune prima avevano avvistato nella foresta una banda di guerra che era stata identificata come quella di Jael e dei guerrieri di Isiltir, con i quali c'erano anche alcuni Kadoshim. Da allora, Coralen e i suoi esploratori avevano tenuto d'occhio il nemico, e molte scorrerie notturne erano partite dalle gallerie nel tentativo di ridurre il numero degli avversari e di spargere la paura fra i superstiti. La banda di guerra per aveva continuato ad avanzare, forte di qualche migliaio di spade, puntando su Drassil per ucciderli.
E oggi arriveranno qui, alle porte di Drassil.
Bussarono ancora alla porta e lui si alz, rabbrividendo per il contatto dei piedi nudi con la pietra fredda del pavimento.
Non era ancora l'alba e una luce grigia filtrava dalle finestre, con il bagliore dorato delle braci nel focolare che pareva essere la sola traccia di colore nella stanza. Si infil i calzoni e raggiunse la porta.
Fuori c'era Brina, con una ciotola in mano, e intorno a lei si scorgevano altri volti: Cywen, Dath, Farrell, Gar e Coralen. Nel vederlo, Buddai cominci a scodinzolare, la coda che sbatteva contro il pavimento. Senza attendere che Corban parlasse, Brina lo oltrepass, entrando, e gli altri la seguirono. Erano tutti in tenuta da battaglia, lucido metallo, cuoio e legno.
Mangia disse Brina, spingendolo su una sedia e passandogli la ciotola, piena fino all'orlo di porridge fumante.
C' dentro del miele? chiese lui, accigliandosi. Non mi piace il porridge senza miele.
Te lo avevo detto comment Cywen mentre afferrava uno degli stivali di Corban e si metteva alla ricerca dell'altro.
S, c' rispose Brina, insolitamente paziente.
Corban assaggi un boccone con aria sospettosa, poi sorrise e si mise a mangiare.
Buono quasi quanto quello di mia madre dichiar quando ebbe finito, raccogliendo i residui nella ciotola. Cosa significa tutto questo?
Volevamo semplicemente vederti prima... rispose Cywen, che aveva raccolto un mucchio di vestiti e li aveva adagiati sul letto.
Prima che la gente cominci a trafiggersi a vicenda concluse per lei Brina.
Si vennero tutti a sedere intorno a lui.
Abbiamo fatto molta strada insieme, vero? comment Corban.
S conferm Gar con fare grave.
Lui li guard tutti in volto, sentendo affiorare cos tanti ricordi legati a ciascuno che gli riscaldarono il cuore. Troppi ricordi per cominciare a menzionarli. Non so cosa dire afferm.
Neppure io replic Brina con occhi scintillanti.
Questa  una novit sussurr Dath, come sempre a voce troppo alta.
Brina lo trafisse con un'occhiataccia.
C' solo una cosa che voglio dire, continu Corban e cio che voglio bene a tutti voi. Darei con gioia la vita per ciascuno di voi.
Gar si alz e si protese in avanti, prendendogli il volto fra le mani e baciandolo sulla fronte. Anche noi ti vogliamo bene, Ban dichiar, mentre gli altri mormoravano il loro assenso. E siamo orgogliosi di te. Tua madre e tuo padre scoppierebbero di orgoglio, se ti potessero vedere adesso.
Ecco, comment Corban, tirando su con il naso non credevo che avrei cominciato la giornata in lacrime. Sorrise e si sfreg gli occhi.
Neppure io disse Brina, facendo la stessa cosa. Ora muoviti,  meglio che ti vesta. Non abbiamo tutto il giorno.
Vestirmi?
S. Farrell ti ha portato una bella camicia nuova, Coralen ha affilato e lucidato i tuoi artigli da wolven, e perfino io ho tirato fuori ago e filo.
Lo aiutarono a vestirsi per la guerra.
Farrell sorrise quando Corban infil le braccia e la testa nella cotta di maglia.
 pi leggera di quella che ho usato nell'addestrarmi osserv, ruotando le spalle. E mi calza addosso meglio. Molto meglio.
Laith mi ha aiutato confess Farrell.  un fabbro eccezionale. Assest a Corban una pacca sulla schiena, facendolo barcollare, mentre Brina infilava il bracciale sopra la manica della camicia e Farrell glielo stringeva intorno al bicipite. Gli affibbiarono quindi una protezione per il polso intorno all'avambraccio destro, fatta di cuoio rinforzato con strisce di ferro, poi Gar allarg una sopravveste nera con un emblema sul davanti: una stella bianca a quattro punte, simile alla stella del nord.
Brina ha fatto questa per te disse.
In caso ti dimenticassi di essere l'Astro Splendente, cosa che non escluderei, trattandosi di te borbott Brina.
Come riesce a definirmi l'Astro Splendente della profezia e a insultarmi, tutto nella stessa frase?
Corban li guard tutti mentre Gar gli infilava l'indumento dalla testa e Cywen gli affibbiava la cintura intorno alla vita, assestando la spada nel fodero. Ricordo che io e la mamma abbiamo cucito quel fodero, e avvolto il cuoio intorno all'elsa della spada disse.
S. Corban si sentiva un nodo in gola, che gli imped di aggiungere altro.
Pa' ha forgiato la tua spada, e la tua torque continu Cywen. Brina intanto fece scivolare la torque intorno al collo di Corban, dove le due teste di wolven alle estremit costituirono un peso confortante.
Coralen gli sollev la mano sinistra, gli infil il guanto con gli artigli e lo strinse. Non cercare di grattarti il mento con questa mano ammon, mentre regolava le cinghie sopra la manica della cotta di maglia. Ho affilato gli artigli, che adesso taglierebbero anche il ferro.
Gli pass quindi il mantello di pelo di wolven intorno alle spalle, fermandolo con la spilla, poi si sofferm a fissarlo negli occhi con un sorriso.
Abbiamo fatto per te anche questo intervenne Dath, scivolando fuori dalla porta e grugnendo nel sollevare qualcosa che era nel corridoio. Torn reggendo uno scudo dal bordo di ferro, dipinto di nero con al centro la stessa stella bianca presente sulla sopravveste.
So che usi di rado uno scudo, afferm Gar ma ti sei addestrato duramente nella corte delle armi, e comunque  meglio avere uno e non averne bisogno, che averne bisogno e non averne uno.
Sembra qualcosa che potrebbe dire Brina comment Dath.
Inoltre, puoi sempre usarlo come ti ho mostrato, continu Gar, affibbiandolo sulla schiena di Corban in modo da avere la schiena protetta in una mischia. Come quella che potrebbe esserci oggi. Scosse lo scudo, per accertarsi che le cinghie fossero ben salde.
Tutti indietreggiarono per guardarlo.
Grazie, a tutti voi disse Corban.
Sembri quasi un eroe, se mi  concesso dirlo comment Cywen.
Brina sollev lo sguardo verso la finestra, da cui giungeva ora la luce del sole.
 ora di andare.
Lasciarono tutti la stanza, Corban per ultimo, e Buddai si alz dal pavimento del corridoio per accoglierli. Mentre Corban raggiungeva la soglia, Coralen torn a girarsi verso di lui, lo ferm posandogli una mano sul petto e chiuse il pugno intorno a una manciata di stoffa della sopravveste, traendolo verso di s. Prima che lui si rendesse conto di cosa stava succedendo, le labbra di lei furono sulle sue, calde e intense. Il mondo si ridusse a loro due, per alcuni istanti ogni altra cosa svan mentre Corban ricambiava il bacio, poi Coralen si allontan da lui, si volt e allung il passo per raggiungere gli altri.
Per un momento Corban rimase fermo dov'era, senza fiato, poi scosse il capo e la segu.
Una rampa di scale si snodava intorno al tronco di Drassil, e mentre scendevano in silenzio verso la grande camera con un echeggiare di passi sulla pietra, Gar e gli altri si fermarono per permettere a Corban di precederli.
Balur Occhio Solo era in piedi davanti al trono di Skald, sul quale lo scheletro dell'antico re trafitto dalla lancia era un ricordo costante dei secoli di guerra che erano scaturiti da quel singolo momento. I tatuaggi di spine di Balur si snodavano scuri su entrambi gli avambracci, scomparendo sotto le maniche di una cotta di maglia, l'ascia di pietrastella spiccava nera e cupa sulla sua schiena. Ethlinn e gli altri Benothi erano schierati alle sue spalle, cupi e severi nell'abbigliamento di cuoio, pelli e ferro. Martelli da guerra e asce scintillavano ovunque, pronti alla guerra. Corban vide Laith in mezzo agli altri, con le cinture cariche di coltelli, come quelle di Cywen, affibbiate di traverso sul torso. Balur rivolse un cenno di saluto a Corban, poi si avvi in silenzio dietro di lui.
Le grandi porte si aprirono davanti a Corban, ammettendo un fiotto di luce. Una manciata di Jehar lo aspettava l, guidata da Hamil: portavano tutti la cotta di maglia nera, avevano la spada affibbiata sulla schiena e indossavano una sopravveste nera con una stella bianca sul petto. Il gruppo si apr per lasciar passare Corban, poi si richiuse alle sue spalle. Corban vide alcuni bambini nell'ombra, che correvano per seguirli. Fra loro c'era anche Haelan, accompagnato dal suo terrier bianco, e senza rallentare il passo Corban lo chiam a s con un cenno.
Ho un compito per te, se mi vuoi aiutare gli disse.
Certamente assent Haelan, il volto acceso dall'orgoglio. Far qualsiasi cosa per essere d'aiuto.
Bene. Seguimi, allora.
Corban guid gli altri lungo le strade di Drassil, ma non si diresse subito alle porte, puntando invece verso est attraverso la parte meno abitata della fortezza, arrestandosi infine in un cortile dove spesse radici emergevano dal terreno.
Tempesta chiam, quando il silenzio scese sul cortile. La sua voce echeggi contro le circostanti pareti di pietra e, prima che quegli echi si fossero spenti, Tempesta balz fuori dal buco sottostante la radice per avvicinarsi a Corban, urtandogli il petto con il muso sfregiato. Lui affond la faccia nel pelo del suo collo.
Altre forme emersero dall'oscurit del buco: sei cuccioli che correvano e saltavano intorno alle zampe della madre, tenendosi nell'ombra della sua forma massiccia. Adesso avevano circa tre lune, ed erano pi che altro palle di pelo dotate di zanne.
Tempesta, oggi ho bisogno di averti al mio fianco, quindi lascer alcuni amici a proteggere i tuoi cuccioli. Corban guard verso Haelan. Credi di poter fare questo per me?
S assent Haelan, raggiante, prendendo in braccio uno dei cuccioli.
Lo pensavo, visto che sei venuto a trovarli ogni giorno, attirandoli fuori con pezzetti di cibo. Ho pensato che sarebbero stati meglio con te.
Se possibile, il sorriso di Haelan si fece ancora pi intenso. Credo per che avr bisogno di aiuto disse, mentre cercava di afferrare un altro cucciolo e mancava la presa.
Te lo daranno i figli di Wulf rispose Corban, e si gir per andarsene.
Non tu, Tahir ordin Haelan. Oggi ti do il permesso di andare a combattere, invece di rimanere qui in giro a sorvegliarmi.
Tahir sorrise e gli arruff i capelli.
Tempesta, vieni con me esclam Corban, e si avvi per lasciare il cortile. Tempesta esit per un momento, spostando lo sguardo fra lui e i cuccioli, poi gli and dietro.
Tahir, grid loro dietro Haelan portami la testa di Jael.
Far del mio meglio borbott lui alle spalle di Corban.
Il resto della banda di guerra aspettava Corban davanti alle grandi porte di Drassil, nel cortile cinto dai recinti per gli orsi convertiti in stalle. Anche se il piano prevedeva di rimanere all'interno delle mura, i cavalli erano comunque sellati e pronti, per ogni eventualit. Al suo ingresso nel cortile, Corban sent il nitrito di Scudo che lo chiamava.
Un grande esercito era schierato davanti alle porte; ogni singolo uomo e donna in grado di brandire un'arma, e davanti a tutti c'era Meical, che quel giorno aveva l'aspetto di uno dei Ben-Elim delle leggende relative al Flagello, alto e imperioso in una lucente cotta di maglia, i capelli neri legati in un nodo severo. Accenn un inchino in direzione di Corban mentre questi guidava il suo gruppo verso le porte.
L'Astro Splendente! grid Meical, con voce che echeggi fra le pareti di pietra, subito sopraffatta dal grande ruggito della banda di guerra.
Corban sal una dozzina dei gradini che portavano sulle mura, poi si ferm e si guard intorno, con centinaia di volti che lo fissavano ed esprimevano un misto di paura, orgoglio e determinazione. Uomini e donne coraggiosi, tutti toccati e in qualche modo segnati da Asroth e dai suoi servitori.
Sto sognando? Come ha fatto la vita a trasformarsi in questo modo?
Prese un respiro profondo.
Siamo stati braccati, incalzati, i nostri familiari sono stati uccisi, i nostri amici assassinati. Abbiamo viaggiato per centinaia di leghe, fuggendo dalla marea oscura che si allarga su queste terre. Ora per basta fuggire. Oggi combatteremo. Questa  una storia che i nostri discendenti saranno orgogliosi di raccontare.
Il cortile risuon di applausi, che lentamente si ridussero a una fievole eco.
Sia che vinciamo o perdiamo, che viviamo o moriamo, sono orgoglioso di combattere al vostro fianco.
Dal cortile si lev un possente ruggito, misto al battere di piedi per terra, di lance e spade contro gli scudi. Quando esso si spense, un nuovo suono prese il suo posto. Uno squillo di corni che giungeva dall'alto delle mura.
Sono arrivati.
Corban fu assalito da un'ondata di paura che per qualche istante parve trasformargli gli intestini in acqua, ma serr la mascella, rifiutando di permettere al timore di controllarlo.
Estratta la spada, la lev alta sopra la testa. Verit e coraggio! grid protendendola verso il cielo, poi si gir e prosegu su per i gradini, fino sui bastioni di Drassil. Il cortile risuon dell'eco di un migliaio di voci che lanciavano lo stesso grido di battaglia, mentre tutti si affrettavano a raggiungere le loro posizioni.
Sono un sacco di uomini comment Dath, all'orecchio di Corban.
S.
Migliaia di guerrieri si stavano riversando fuori dagli alberi a nordovest della fortezza, allargandosi nello spazio aperto come sangue che scaturisce da una ferita per poi raccogliersi in una densa polla.
Da quella distanza, Corban riusciva a distinguere pochi dettagli, solo una massa di ferro, cuoio e pelli. La maggior parte dei guerrieri era a piedi, e la cosa sconcertante era che continuavano a emergerne in numero sempre maggiore dalla foresta di Forn. Alla fine apparvero alcuni cavalieri, sopra i quali sventolava una bandiera con lo stemma di una saetta intorno alla quale era avviluppato un pallido serpente.
La mia bandiera mi piace di pi, pens Corban, sollevando lo sguardo sulla stella bianca in campo nero che spiccava sulla torre delle porte, sopra di lui.
Lentamente, la banda di guerra si spost verso sud, tenendosi lungo il limitare dell'area di terreno sgombrata dalla vegetazione nel corso delle ultime lune, fino ad ammassarsi a un migliaio di passi dalle uniche porte di Drassil. Poi cominciarono ad avanzare in uno schieramento semi-organizzato che si stendeva per tutta l'ampiezza del muro occidentale ed era profondo almeno dieci file di uomini. Corban cominci a distinguere i dettagli, e la cosa che lo turb maggiormente fu il numero di scale di legno che vide trasportare dal nemico.
Duemilacinquecento spade sussurr Gar alle sue spalle.
Quando la distanza si ridusse a cinquecento passi, un corno squill nel punto in cui si trovava il gruppo di cavalieri e la banda di guerra si ferm. Un pesante silenzio cadde su tutti loro.
 solo la mia impressione, o in guerra ci sono un mucchio di attese? borbott Dath.
S, hai ragione replic Farrell. Seguite di solito da un sacco di morti.
Dath trasse un profondo respiro.
Questo  confortante.
Sono qui per aiutarti borbott Farrell.
Sentire il battibecco fra Dath e Farrell contribu a calmare i nervi di Corban, perch era qualcosa di familiare in circostanze che gli erano del tutto estranee.
Le altre battaglie sono cominciate e basta... Dun Carreg, Murias, la tenuta di Gramm. Questo guardare e aspettare  molto peggio.
Quattro cavalieri si separarono dagli altri per avanzare con calma verso le porte di Drassil. Uno di essi era chiaramente il capo, a giudicare dalla cresta di crine di cavallo che si agitava al vento sul suo elmo - quello deve essere Jael, l'autonominato re di Isiltir -, un altro reggeva la bandiera di Isiltir, il terzo sembrava essere uno scudiero, senza dubbio un guerriero esperto che sedeva in sella con grazia disinvolta e, come gli altri due, portava un mantello rosso, una corazza nera e un elmo di ferro, con la spada al fianco e la lancia in pugno. Il quarto sembrava un individuo anziano, incurvato sulla sella e avvolto in un voluminoso mantello, con il cappuccio sollevato.
Forse  un maestro del sapere, venuto a dirmi che non ho nessun diritto legale di combattere contro il re di Isiltir.
I quattro si avvicinarono sempre di pi.
Se non altro, sembra che l'attesa sia finita.

79. Ulfilas.

Ulfilas cavalcava a fianco di Jael, e la sua prima-spada, Fram, era sull'altro lato, mentre il loro compagno incurvato e ammantato li seguiva da presso. Quando furono pi vicini, Ulfilas sollev lo sguardo sulle mura di Drassil, con il grande albero che torreggiava dietro di esse e allargava i suoi rami come un gigantesco scudo che tocca le nuvole.
Le porte erano enormi, fatte di legno di quercia stagionato e ferro, alte come una casa di Mikil e all'apparenza spesse quanto un muro. Sulle mura, i guerrieri erano disposti in file silenziose, intenti a fissarli. Qua e l, Ulfilas vide le enormi proporzioni di un gigante.
Non avrei mai pensato di poter desiderare la compagnia di Ildaer e dei suoi Jotun. Dov' quel traditore vigliacco? Oltre una dozzina di messaggeri erano stati inviati nella Desolazione alla ricerca di Ildaer e dei suoi giganti, ma essi non si erano pi n visti n sentiti dopo il disastro della tenuta di Gramm, e alla fine Jael si era stancato di mandare uomini a cercarli.
Una bandiera sventolava su una delle torri sovrastanti le porte, e quando fu pi vicino Ulfilas riusc a vedere che essa recava una stella bianca in campo nero.
Nell'incavo del braccio, Ulfilas reggeva l'asta della bandiera di Isiltir, che il vento cercava di strappargli di mano.
Una stella bianca contro la tempesta e il serpente.
Adesso erano a tre o quattrocento passi dalle porte, tuttora pi vicini alla loro banda di guerra che alle mura di Drassil, ma Ulfilas cominci a sentirsi un po' intimidito dalle loro dimensioni.
Le nostre scale saranno abbastanza alte?
Sei certo che questa sia una buona idea? chiese a Jael, che sedeva in sella sicuro ed eretto.
Lui ferm il cavallo e curv le mani a coppa intorno alla bocca.
Troppo tardi.
Chi comanda questa marmaglia? grid Jael, la cui voce suon fievole e insignificante nell'abbattersi contro le mura di Drassil. Non ci fu risposta.
Ho sentito di un nome, di un titolo continu Jael. Corban. L'Astro Splendente. Sei lass, Corban, ma hai troppa paura per parlare con me?
Jael ha sempre avuto un talento naturale per irritare la gente.
Sono qui rispose una voce.
Ho una proposta per te, Astro Splendente grid Jael, riuscendo a far suonare quel titolo come un insulto. Ho una gran quantit di uomini con me, e non dubito che tu ne abbia parecchi con te dentro quelle mura. Che ne dici di decidere questa faccenda alla vecchia maniera e di risparmiare cos il sangue di migliaia di uomini? Di risparmiare vite?
Silenzio.
Tu contro il mio campione. Il vincitore resta padrone del campo.
Altro silenzio.
Scommetto che questo sta suscitando un vespaio sussurr Jael a Ulfilas.
Menti! esclam un'altra voce.
La riconosco.
Un volto si affacci oltre le mura. Quello di Wulf.
Ah, il figlio di Gramm grid di rimando Jael. Come stanno le tue mani?
Credo che si stia davvero divertendo.
Oggi morirai, Jael, e anche quel tuo leccapiedi, Ulfilas.
Ho sparso gli intestini di suo padre sotto i suoi occhi. Mi sorprenderebbe se non fosse infuriato.
Taci, idiota insignificante ingiunse Jael. Sto parlando con il tuo capo, non con te.
Dall'alto giunsero alcune imprecazioni, poi il volto di Wulf scomparve.
Non mento dichiar Jael. Lo giuro davanti al mio popolo e a qualsiasi potere che si degni di ascoltare. Se sconfiggerai il mio campione, mi ritirer e vi lascer in pace.
Combatter contro di te ribatt la prima voce.
Ah, un'offerta che mi tenta, ma la risposta  no ribatt Jael. Io sono un re, ho un campione, mentre tu non sei un re, ma sostieni di essere un campione. Il campione di Elyon, addirittura, o mi sbaglio?  questo ci che dice la profezia, giusto?
Altro silenzio.
Quindi, se sei il campione che sostieni di essere, allora vieni qui fuori. Affronta il mio campione e salva la vita ai tuoi seguaci.
Jael si gir verso Ulfilas con un sogghigno. Vinceremo in ogni caso. Se rifiuta, perder il rispetto della sua banda di guerra, che non combatter altrettanto vigorosamente per qualcuno che ha avuto l'opportunit di salvarli e ha scelto di non farlo. E se verr qui fuori, morir. Il loro Astro Splendente. Questo strapper il cuore alla sua banda di guerra, che a quel punto potrebbe perfino arrendersi.
Se c' una cosa che devo riconoscere a Jael  la sua astuzia.
Ma, se scegliesse di venire qui fuori e vincesse? chiese Ulfilas.
Jael si limit a fare una smorfia. Vincere? Ma per favore! Poi si accigli, ci pens su per qualche momento e infine scroll le spalle. Se pure dovesse vincere, vorr dire che lo uccideremo comunque. Non potr varcare di nuovo quelle porte prima che i miei scudieri a cavallo lo raggiungano.
Questo potrebbe destare una certa ira nella sua banda di guerra, piuttosto che demoralizzarla.
Hai ragione,  possibile che sia cos. Per lui sar comunque morto, e quello  lo scopo principale da raggiungere, Ulfilas. Per uccidere un serpente bisogna tagliargli la testa.
Vengo fuori. La voce dell'Astro Splendente fluttu fino a loro.
Le porte si aprirono con uno stridere di ferro e legno, e una singola figura ne emerse, poi i battenti si richiusero alle sue spalle con un tonfo echeggiante mentre lui avanzava con determinazione verso di loro.
Sembra alquanto sicuro di s comment Jael.
Infatti convenne Ulfilas.
I quattro attesero in silenzio che il guerriero si avvicinasse.
Quindi questo  l'Astro Splendente di cui Nathair ha tanta paura. Corban.  pi giovane di quanto mi aspettassi.
Era giovane, con il volto liscio a parte un corto velo di barba scura. Camminava con il passo sciolto di un guerriero, era di media statura, ampio di spalle e largo di torace, ma con la vita snella, una corporatura che a Ulfilas parve pi quella di un fabbro che di un guerriero.
Per  ben vestito, pens, ammirando il suo equipaggiamento. Una cotta di maglia che gli calzava perfettamente, protezioni di ferro e cuoio sui polsi e ai piedi, uno scudo appeso sulla schiena e una grande spada da una mano e mezza al fianco.
E ha una grossa spada, troppo grossa per usarla con una sola mano. Robusta ma lenta.
Aveva visto molte volte quel tipo di spada, forte ma lenta, e la sua forza era spesso il suo peggior nemico, perch faceva affidamento solo su di essa per percuotere gli avversari fino a sconfiggerli. Poi vide una strana arma sulla mano sinistra di Corban, simile a un coltello a tre punte fissato a un guanto di cuoio.
Come artigli. Ulfilas ricord le ferite trovate su molti di coloro che erano stati uccisi nelle scorrerie notturne, durante l'avanzata attraverso Forn.
Qualcosa scintillava sul braccio di Corban, un bracciale a spirale che gli avvolgeva il bicipite e scintillava d'argento.
Jael lo vorr per s, una volta che quest'uomo sar morto.
Corban si ferm a cinquanta passi da loro, fissandoli con occhi scuri e seri.
Sono qui. Estrasse la spada senza quasi dare l'impressione di essersi mosso, i piedi che si spostavano con equilibrio perfetto. Ruot le spalle per sciogliere i muscoli.
Allora forse non  poi cos lento.
Coraggioso da parte tua comment Jael. E sei fiducioso.
Non lo  poi cos tanto, ed  per questo che si  fermato a pi di cinquanta passi da noi.
Corban scroll le spalle. Procediamo e basta.
Vedo che non sei portato per la conversazione ribatt Jael. Come preferisci. Tir le redini e spron il cavallo per tornare alla sua banda di guerra, seguito da Ulfilas e da Fram. Nel guardarsi indietro da sopra la spalla, Ulfilas scorse la sorpresa sul volto di Corban quando vide Fram allontanarsi a sua volta, poi not la sua espressione cambiare non appena il quarto membro del gruppo scese da cavallo e si liber del mantello.
Probabilmente questo duello finir prima ancora che raggiungiamo la nostra banda di guerra.
Il campione era Sumur.

80. Corban.

Per un istante Corban si paralizz, intontito e sconvolto, poi una scarica di paura lo pervase.
Sumur. Un Kadoshim.
Morir.
Avrei dovuto dare ascolto a Gar e a Meical, e non accettare la sfida di Jael. Gar aveva insistito per accettare il duello al suo posto, affermando di essere il suo campione, di averlo protetto da quando era nato e che le cose non sarebbero cambiate adesso.
Puoi fare molte cose per me, Gar, ma non puoi essere me. Jael ha ragione. Io sono il campione di Elyon, io e nessun altro. Gar era rimasto l in silenzio, a guardarlo negli occhi con il volto che gli si contraeva per la frustrazione.
Meical aveva afferrato Corban, gli aveva ordinato di non andare, e quando era apparso chiaro che questo non avrebbe funzionato lo aveva quasi supplicato, dimostrando pi emozione di quanta Corban gliene avesse mai vista manifestare.
Ma non avevo scelta. Come potrei guidare cos tante persone incontro alla morte sapendo che avrei potuto fare qualcosa per impedirlo?
Mi dici che sono l'Astro Splendente aveva ribattuto a Meical, mentre gli stringeva il braccio. Devo farlo. Lui lo aveva fissato con occhi tristi, poi aveva annuito e lo aveva lasciato andare.
Nel riconoscere il suo avversario, quanti erano raccolti sulle mura dietro di lui eruppero in grida e imprecazioni. Riconobbe la voce di Gar, le urla di Dath. Immagin la paura sul volto di Cywen.
Devo allontanare tutto questo dalla mente, disse a s stesso. Se voglio resistere pi di una manciata di secondi devo escludere tutto dalla mia mente, tranne la sua spada.
Sorpreso? chiese Sumur, che intanto aveva coperto met della distanza fra loro, per cui adesso c'erano soltanto venti o trenta passi a separarli.
Un poco borbott Corban, muovendo qualche passo indietro mentre Sumur avanzava verso di lui, inevitabile come il tempo.
Pare che i Kadoshim abbiano imparato un po' di umorismo, da quando sono entrati in questo mondo.
Ti strapper il cuore e lo manger dichiar Sumur, mentre lo spazio fra di loro si riduceva ulteriormente.
Questo non  molto divertente.
Sei Sumur, o qualcos'altro?
Sumur  ancora qui replic il Kadoshim, facendosi pi vicino, gli occhi neri che trapassavano Corban. Con tutte le sue conoscenze, il suo talento, le risposte istintive del suo corpo. Ruot il polso nell'avanzare, con la lama che descriveva un lento cerchio. Corban riconobbe quel movimento, ricord di avergli visto fare la stessa cosa a Dun Carreg, quando Gar lo aveva affrontato per cercare di dare a lui il tempo di fuggire.
Strano... il corpo e i movimenti sono quelli di Sumur, ma la voce  di qualcun altro. No, non qualcuno, qualcosa. E se Gar non  riuscito a sconfiggerlo, come posso riuscirci io, nel nome dell'Oltremondo?
Per Sumur non comanda pi qui dentro aggiunse il Kadoshim, portandosi la punta delle dita al cuore e alla testa. Io sono Belial, capitano di Asroth.
Credo che continuer a chiamarti Sumur ribatt Corban, indietreggiando lentamente di qualche altro passo.
Sumur scroll le spalle e continu ad avanzare. Fuggirai davanti a me? chiese, la testa inclinata da un lato. Posso fiutare la tua paura.
Non cerca di provocarmi, sta dicendo solo la verit.
Tutti gli uomini provano paura ringhi Corban, e si lanci in avanti.
Una parte di lui era soltanto nauseata all'idea di fuggire e voleva combattere, ma nel suo attacco c'era pi che un'ira istintiva. Aveva nutrito la vaga speranza di cogliere Sumur di sorpresa, di avere magari un mezzo istante in cui trovare un'apertura nella sua guardia.
Non successe.
Il primo colpo di Corban fu un fendente a due mani alla testa, al quale impresse tutta la sua forza, dai piedi e le caviglie, attraverso le gambe e la schiena, fin nelle spalle e le braccia.
Sumur par con facilit, deviando l'attacco con fare quasi indolente. Le tre mosse successive di Corban, una combinazione di colpi che era certo avrebbe indotto Gar a fermarsi ad applaudirlo, incontrarono tutte un muro di metallo. Riusc per a fermare l'avanzata di Sumur, costringendo il Kadoshim a piantare saldamente i piedi per terra e a impugnare la spada a due mani. Corban gli vortic intorno, un colpo che fluiva nel successivo, cercando di spostarsi sul suo lato sinistro.
Poi, senza preavviso, senza un segnale visibile che Corban riuscisse a individuare, Sumur scatt in avanti e per poco non gli squarci la gola con il suo primo colpo, che mand la punta della spada a strisciare contro la torque di Corban. Il secondo rimbalz contro la spalla protetta dalla cotta di maglia, il terzo venne arrestato dalla spada di Corban, il quarto fu deviato dalle strisce di ferro sul parabraccio, il quinto fu schivato con un balzo. Altri tre colpi in rapida successione calarono verso la testa di Corban, ciascuno abbastanza potente da decapitarlo, se non fosse stato parato. Corban ruot i polsi, i gomiti e le spalle, spost il proprio assetto e ogni volta riusc a far scivolare quei fendenti a un dito di distanza dal bersaglio.
 come combattere contro un gigante, la sua forza  incredibile.
La lama di Sumur si abbatt su di lui sempre pi in fretta, accumulando potenza a ogni colpo, poi il Kadoshim cominci a girare in cerchio intorno, arrestando la sua costante ritirata verso le porte di Drassil.
A quel punto l'istinto ebbe la meglio sulla paura di Corban, la sua sfera di concentrazione si ridusse all'uomo e alla lama che aveva davanti, decifrando lo spostarsi dei piedi, il contrarsi ed estendersi dei muscoli, le alterazioni del bilanciamento del corpo. All'inizio si accontent di riuscire a parare ogni attacco, ma a poco a poco il suo corpo prese a reagire pi in fretta della sua mente, perch le costanti esercitazioni imposte da Gar e la danza delle spade gli fluirono negli arti senza bisogno di direttive del cervello, e lui cominci a rispondere agli attacchi di Sumur, dapprima ogni tre o quattro, poi quasi a ogni colpo dell'avversario, fino a contrattaccare a sua volta.
Si scambiarono un'altra raffica di colpi nella quale Corban ricorse a ogni figura della danza delle spade, ma se da un lato riusc a costringere Sumur a indietreggiare di una dozzina di passi e a mettersi sulla difensiva, non riusc per a valicare la sua guardia.
Si separarono, Corban con il respiro affannoso, i muscoli e i tendini sotto tensione che chiedevano una tregua, i lividi che gli pulsavano sotto la cotta di maglia dove qualche colpo aveva valicato la sua guardia, e il sangue che gli colava lungo la gamba da un taglio poco profondo sopra il ginocchio. Sumur era illeso, ma appariva... irritato.
Sono ancora vivo, pens Corban. Quella realizzazione fu una sorta di shock.
Lui conosce la danza delle spade come se ne fosse l'incarnazione, sa attaccare con ogni combinazione immaginabile e parare di conseguenza. Se questo  tutto ci che posso usare contro di lui, sto per morire. Presto o tardi mi stancher e rallenter i movimenti, mentre la sua forza e resistenza sono inalterate. Semmai, l'ira gli sta intensificando le forze. Un ricordo gli affior improvviso nella mente, Gar che si ergeva su Akar nella corte delle spade.
Cosa c'? ansim, con un sorriso forzato. Non riesci a uccidermi?
Sumur ringhi e gli si lanci contro, sferrando colpi da ogni angolazione. Corban li blocc tutti, sia pure a stento, poi costrinse il proprio corpo a cambiare direzione, portandosi in avanti invece di obbedire all'istinto di ruotare per allontanarsi. Sferr a Sumur una testata che lo raggiunse in pieno sull'arco del naso, poi gli cal l'elsa della spada sulla faccia mentre lui barcollava all'indietro di un passo e gli affond gli artigli da wolven nel ventre, trapassando gli anelli della cotta di maglia e la carne morbida prima di liberarli con uno strattone nell'indietreggiare.
Grazie, Coralen.
Sumur si ferm, guardandolo con la testa inclinata da un lato, gocce di sangue scuro che gli chiazzavano le labbra e gli colavano dalla bocca. Non parve neppure accorgersi della ferita al ventre, anche se il sangue si stava raccogliendo in una pozza ai suoi piedi.
Devo decapitarlo. Per non riesco quasi a toccarlo, e quando infine gli infliggo un colpo che ucciderebbe qualsiasi altro uomo, lui non se ne accorge neppure.
La frustrazione e la sensazione che fosse tutto inutile minacciarono di sopraffarlo.
No. Le parole che Gar gli aveva ripetuto in un milione di sessioni di addestramento tornarono a echeggiargli all'orecchio, ordinandogli di continuare. Sopporto. E ci riprovo.
Sorpreso? chiese. Forse otterr di aggiungere la tua testa a quelle dei tuoi fratelli, che decorano le porte di Drassil. Accenn alle proprie spalle, verso la fortezza, poi attacc prima che Sumur potesse reagire. Le lame si incontrarono con fragore, in un ritmo aspro e assordante che echeggi contro le mura di Drassil.
Una fitta improvvisa di dolore rovente gli corse lungo la coscia, una scia di fuoco, e una rapida occhiata verso il basso gli mostr una linea rossa che sanguinava profusamente, inzuppandogli i calzoni. Sumur ruot, mettendosi fuori dalla sua portata, poi Corban blocc con gli artigli un fendente di rovescio, ma assorb troppa della potenza impressa dall'avversario e sent una fitta lancinante percorrergli il polso.
 cos che arriva la fine. Il lento accumularsi di una miriade di piccole ferite, il sangue che cola, i muscoli doloranti e logori, stanchi, i tendini sottoposti troppe volte a uno sforzo eccessivo, lo sfinimento che incombe sulla mente e sul corpo, mentre tutto si combina a rallentarti di un istante quando arriva quel singolo colpo fatale.
No!, url a s stesso.
Sumur gli sorrise. Posso quasi sentire il sapore del tuo cuore. Si lecc le labbra.
Se devo morire, almeno ne far qualcosa degno di essere cantato. Non voglio che Tukul mi attenda sul ponte delle spade senza un sorriso sul volto.
Sollev la spada, assorbendone il peso con una mano e colpendo come un fabbro avrebbe fatto in una fucina, con entrambe le braccia, lama e artigli. Al quinto o sesto colpo sent l'impatto della spada sulla cotta di maglia di Sumur, cattur la spada del Kadoshim con gli artigli, gli sferr un pugno sulla bocca, ruot su un tallone, incassando due colpi in rapida successione sullo scudo che gli proteggeva la schiena e intravedendo rapidi frammenti del mondo che lo circondava - uomini dal mantello rosso che lo fissavano in silenzio, cavalli che battevano il terreno con gli zoccoli - mentre completava la rotazione con un fendente basso diretto a un polpaccio dell'avversario. Sumur spicc un salto per evitarlo, e Corban us quel breve momento in cui lui era in aria per avvicinarsi e passargli un piede dietro la caviglia mentre lui atterrava, per poi spingere con tutte le sue forze contro il suo petto, mandandolo a crollare al suolo. Corban scatt in avanti, levando e calando la spada, che per si abbatt nella polvere quando Sumur rotol via, rialzandosi con scioltezza. Corban riusciva a stento a respirare, prosciugato nelle energie e nella volont dallo sforzo di quell'ultimo attacco. Appoggiato alla spada affondata nel terreno, si ferm a fissare Sumur, con il cuore che gli martellava nel petto e la bocca aperta per trarre una serie di profondi respiri.
 troppo bravo, troppo veloce, troppo forte. Mi chiamano il campione di Elyon. Lui dov', adesso?
Sumur avanz. Il braccio e la spalla sinistri pendevano in modo strano, con la clavicola chiaramente spezzata, ma questo non pareva alterare i suoi movimenti, e dal suo volto non traspariva il minimo dolore.
Hai combattuto bene, disse con voce che era un rauco suono demoniaco meglio di quanto avrei mai immaginato, ma questa  la fine, che  sempre stata inevitabile. Corban vide il compattarsi dei muscoli delle sue gambe, il contrarsi dei tendini del polso, quando Sumur si prepar all'affondo mortale, e seppe con esattezza cosa intendesse fare la creatura che era stata uno Jehar. Comprese anche che non poteva bloccarlo. Nello stesso momento, per, ricord un altro duello a cui aveva assistito tanto tempo prima in una sala dei banchetti, la vigilia di Mezzinverno.
Tull.
Si mosse contemporaneamente a Sumur, con il polso che scattava in modo da schizzargli in faccia un po' di terra con la lama della spada, accecandolo per un momento. Sumur indietreggi di un passo, sollevando la spada per difendersi dal colpo che presumeva essere diretto alla sua testa, e contemporaneamente Corban ruot in uno stretto cerchio alla sua destra. Ne emerse sul lato sinistro di Sumur, quasi alle sue spalle, e gli cal la spada sul collo, centrando alla perfezione il punto in cui esso terminava.
Ci fu un suono umido, come di un'ascia che spacca un pezzo di legna bagnata, poi la testa di Sumur vol nell'aria, lasciandosi dietro un arco di sangue scuro. Il corpo si accasci, con i piedi che sussultavano, e una grande voluta di nebbia nera si rivers fuori dalla ferita, prendendo la forma di una creatura alata che si librava sopra il cadavere.
Corban si ferm a gambe larghe, il petto ansimante, stentando a credere a quello che era appena successo, e a ci che aveva fatto. Poi not il silenzio, intensificato ancora di pi dal tonfo della testa di Sumur quando colp il terreno e rotol fino a fermarsi.
La creatura alata sopra il cadavere di Sumur stridette di rabbia e parve sbattere le ali nel tentativo di raggiungerlo, poi il vento l'aggred e in pochi momenti divenne una lacera bandiera d'ombra, poi pi niente... meno di un sussurro nell'aria.
Sollevando lo sguardo, Corban vide Jael che lo fissava a bocca aperta, mentre alle sue spalle ogni singolo uomo della sua banda di guerra era ammutolito dall'incredulit. Poi un ruggito si lev dalle mura di Drassil e si rivers su di lui come l'abbattersi di una grande onda che lo avvilupp mentre la pura gioia e il senso di shock di quel momento lo spingevano a sorridere. Protese la spada nell'aria e aggiunse la sua voce alle altre, esultando per la vittoria.
Quando l'applauso si spense, Corban si avvicin alla testa recisa di Sumur e si chin a raccoglierla, tenendola alta per i capelli.
Mantieni la tua parola, Jael grid. Il tuo campione  sconfitto. Torna in Isiltir.
Jael lo fiss con un misto di reverenza, paura e furia, poi impart un secco ordine ai cavalieri che lo circondavano. Essi lo fissarono e parvero esitare, ma Corban intu cosa sarebbe successo. Jael ringhi di nuovo il suo ordine, e uno dopo l'altro i guerrieri spronarono il cavallo, finch una ventina di essi puntarono verso di lui.
Corban guard verso le porte di Drassil e comprese che non le avrebbe mai raggiunte in tempo, quindi piant saldamente i piedi a terra e impugn la spada a due mani.
Venite, allora disse. Poi, con voce che esprimeva pi furia di quanta si fosse reso conto di provarne, tuon: Verit e coraggio!
Gli zoccoli martellanti avanzavano verso di lui, con i guerrieri chini sulla sella che gli puntavano contro spade e lance. Il terreno trem. Vagamente, riconobbe il rumore delle porte di Drassil che si aprivano, sent le grida frenetiche e infuriate dei guerrieri che si riversavano fuori in suo aiuto.
Arriverete troppo tardi, pens con calma. Tornate indietro.
Si concentr sul guerriero pi vicino, distante ora non pi di duecento passi - una ventina di battiti del cuore, forse anche meno - e si focalizz sul ritmo degli zoccoli, sull'alzarsi e abbassarsi della lancia che il soldato stringeva in pugno. Una parte della sua mente registr che quello era uno degli uomini che avevano accompagnato Jael, non il portabandiera, ma quello che aveva creduto essere il suo campione.
Stranamente, dal nulla, affior in lui il ricordo del bacio che Coralen gli aveva dato sulla porta della sua stanza, e pot quasi avvertire un vago sapore di mela.
Vorrei poterla rivedere ancora una volta, se non altro per dirle...
Un nuovo suono si insinu nella sua sfera cosciente, un rombo di zoccoli che giungeva da dietro di lui, pi vicino di quello che aveva davanti, e misto a esso un diverso tamburellare sordo, un rumore che gli era familiare quanto il suo respiro.
Quello delle zampe di un wolven in corsa.
A conferma di quanto aveva udito, scorse la paura dilagare sul volto del guerriero pi vicino, che gli era ormai quasi addosso.
Nel guardarsi alle spalle vide Tempesta galoppare verso di lui con le zanne snudate, i muscoli che fluivano massicci a ogni balzo delle zampe possenti. Accanto a lei c'era Scudo, con la criniera agitata dal vento, gli zoccoli che colpivano il suolo come martelli mentre galoppava fianco a fianco con il wolven. Dietro di loro uno sciame di guerrieri si stava riversando fuori delle mura di Drassil, con Balur e i suoi Benothi che divoravano il terreno davanti a tutti gli altri.
Dinanzi a lui i cavalieri stavano accorciando le distanze, una ventina di guerrieri decisi a vederlo morto.
Poi seppe cosa doveva fare.
Rinfoderata la spada, volt le spalle ai nemici, trasse un profondo respiro e si concentr sul suono degli zoccoli di Scudo, sul ritmo del suo galoppo, mettendosi in posizione mentre lo stallone si avvicinava. Pieg le ginocchia, poi scatt in punta di piedi e cominci a correre. Tempesta e Scudo gli erano quasi a ridosso, Scudo una montagna di muscoli e pelo tanto vicina che poteva quasi sentire il suo odore, vedere il sudore che gli striava il mantello. Corban trasform la corsa in uno scatto mentre Tempesta lo oltrepassava ed entrambi contraevano i muscoli per spiccare un balzo nello stesso istante, Corban con il cuore che gli martellava al ritmo del rombo degli zoccoli di Scudo mentre si protendeva ad afferrare la sua criniera e sfruttava l'impeto stesso del cavallo per lanciarsi in aria.
Per un istante che gli parve eterno rimase privo di peso, in volo, con le gambe che si aprivano a forbice, poi ricadde sulla sella con un tonfo solido, trov le redini, e Scudo devi per lanciarsi in una breccia apertasi fra i cavalieri nemici. L'attimo dopo era libero e stava galoppando nello spazio vuoto antistante la banda di guerra di Jael, con il vento che gli agitava come una bandiera i capelli neri.
Alcuni degli uomini di Jael lo stavano addirittura applaudendo.
Alle sue spalle si levarono delle urla quando Tempesta strapp di sella il suo bersaglio e lo fece a pezzi.
Corban guid Scudo in cerchio, facendolo rallentare al piccolo galoppo, e intanto intravide Tempesta che balzava e azzannava in mezzo ai cavalieri mandati a ucciderlo, vide le lance levarsi e abbassarsi, e sent ribollire dentro di s un'ira rovente. I guerrieri si stavano ancora riversando fuori da Drassil, uniti a centinaia di Jehar a cavallo che si lanciarono alla carica attraverso lo spazio aperto. Lungo lo schieramento della banda di guerra di Jael squillarono i corni, e gli uomini si misero in movimento, avanzando con esitazione.
Il piano era di rimanere dietro le mura di Drassil e lasciare che la loro banda di guerra si rompesse le ossa contro di esse. Suppongo ci serva un nuovo piano.
Sent Tempesta ringhiare e azzannare, vide cavalli impennarsi e scalciare intorno a lei.
Con un ringhio estrasse la spada e spinse Scudo al galoppo.

81. Ulfilas.

Ho una brutta sensazione riguardo tutto questo.
Attaccateli, attaccateli, uccideteli! strideva Jael, vicino all'orecchio di Ulfilas.
La banda di guerra cominciava a muoversi, ma lentamente.
Sono ancora sconvolti da ci a cui hanno assistito. A dire la verit, non li biasimo per essere esitanti nell'ingaggiare battaglia con questa gente.
Quanto a lui, Ulfilas cominciava a venire a patti con ci che aveva visto.
Il pi grande duello fra due uomini di cui sia mai stato testimone... forse il pi grande che ci sia mai stato. Non riesco a credere che Sumur sia stato sconfitto. Era stato come vedere due tempeste collidere sul mare, un maelstrom di movimenti furiosi e letali, assolutamente splendido da guardare. All'inizio, era parso inevitabile che Corban morisse: era chiaramente un guerriero eccezionale, ma Sumur era parso troppo perfetto, troppo preciso, troppo veloce e potente. Poi per, con lentezza, quasi per la pura e cocciuta forza di volont unita a determinazione, Corban aveva riguadagnato terreno, era passato dal cercare di rimanere vivo per qualche altro momento all'avere una tenue possibilit di farcela e infine, con una combinazione di coraggio, ingegno e un caparbio rifiuto di morire, aveva staccato la testa a Sumur.
E che diavolo era quella cosa che  uscita dal corpo di Sumur?
Cosa diavolo fai? gli stava urlando contro Jael, quasi apoplettico per l'ira. Guida la banda di guerra all'attacco. Sei il mio portabandiera.
Non credi che dovresti essere tu a guidarla? Sei il nostro re.
Ignorando un senso di inquietudine che gli andava crescendo dentro, Ulfilas rispose con un grugnito e spron in avanti il cavallo, con i guerrieri appiedati che lo seguivano incerti. I corni squillavano, la ventina di cavalieri che Jael aveva scagliato contro Corban erano morti o morenti, con quel wolven grosso come un cavallo che ne aveva fatti a pezzi la met e stava ancora infuriando a qualche centinaio di passi di distanza.
E il primo uomo che quella bestia ha fatto a pezzi  stato Fram, la prima-spada di Jael... dopo Sumur, naturalmente. Cos i suoi due migliori guerrieri sono morti prima ancora che cominciasse la battaglia. Come inizio non  dei pi promettenti.
Ulfilas si sentiva sempre pi demoralizzato all'idea di impegnare quel conflitto, ma una voce nella sua testa gli gridava che girarsi e fuggire sarebbe stato la sua fine. Non dubito che questo sia vero. Se verremo sconfitti qui, quanti dovessero sopravvivere alla battaglia dovranno poi sopravvivere anche alla lunga marcia attraverso Forn. Quella prospettiva non mi alletta affatto, quindi meglio darci da fare e vincere.
Gli uomini di Isiltir cominciavano a rispondere agli squilli di corno e alle urla con cui Jael li incitava, riversandosi in avanti e allargandosi per intrappolare al loro centro le forze numericamente inferiori che erano sciamate fuori delle porte aperte di Drassil.
Almeno, questo  un colpo di fortuna. Se non altro stanno venendo qui a combattere, per cu non dovremo cercare di scalare quelle mura. La nostra superiorit numerica potrebbe ancora darci la vittoria.
Provava nei confronti di Corban il rispetto dovuto a un guerriero, anche se era un suo nemico. Quel balzare sul cavallo in corsa era stato una cosa splendida, una manovra eseguita mentre le armi spianate gli piombavano addosso e pochi secondi separavano per lui la vita dalla morte. Era stato come se quel balzo in sella fosse stato distillato in quel singolo momento, qualcosa in cui ogni guerriero del regno si esercitava fin dalla giovinezza proprio per quello scopo.
I fanti lo oltrepassarono, correndo verso la battaglia, insieme alla ventina di Jehar che erano tutti come Sumur, cosa che fece divampare la speranza in Ulfilas. All'improvviso mi trovo a desiderare che Nathair ce ne avesse imposti un centinaio, come ha fatto con Gundul e Lothar.
Vide i Jehar abbattersi su un capannello di guerrieri nemici, appena cinquanta passi pi avanti, un misto di giganti e di uomini che somigliavano notevolmente ai Jehar di Nathair, solo che la loro sopravveste recava una stella bianca sul petto.
Ulfilas ricord improvvisamente i guerrieri che, alla tenuta di Gramm, avevano falciato con tanta facilit i suoi uomini. D'istinto, tir le redini, ma la pressione della massa alle sue spalle era eccessiva e fu costretto a continuare.
Non sono un vigliacco, ma non sono neppure uno stupido, e non ho nessun desiderio suicida.
Vide che stava per essere coinvolto direttamente nella battaglia, che lo volesse o meno. Fece scivolare l'asta della bandiera di Jael nel supporto di cuoio della sella che di solito reggeva la sua lancia, estrasse la spada e spron il cavallo, scegliendo come bersaglio un guerriero che sembrava uno di quelli della tenuta di Gramm.
Un avversario normale contro cui combattere.
La spalla del cavallo invest in pieno l'uomo, scaraventandolo a terra, poi la spada di Ulfilas si alz e ricadde sull'elmo del guerriero, abbattendolo all'istante.
Spron la cavalcatura, colpendo a destra e a sinistra con la spada e lasciandosi dietro una scia di ferite sanguinanti e di uomini morenti. Cominci a pensare che potevano ancora vincere quella battaglia, anche se intorno a lui tutto era caos e sangue, ed era quasi impossibile dire chi fosse in vantaggio. Colp una lancia protesa a trafiggerlo, tranciandone l'asta, poi trafisse alla faccia il guerriero che la impugnava e lo sent urlare, lo vide accasciarsi mentre tornava a spronare il cavallo.
Per un momento, intorno a lui ci fu un'oasi di calma. Alla sua sinistra vide Corban, ancora in sella, che mieteva uomini di Isiltir con folle energia. Accanto a lui si scorgeva una massa di pelo bianco e zanne, e un gruppo di combattenti si era raccolto intorno al giovane guerriero per proteggerlo: un uomo enorme che brandiva un martello da guerra, una donna dai capelli rossi che portava artigli da wolven come quelli di Corban, ora grondanti sangue, e uno Jehar a cavallo la cui spada si lasciava dietro scie di sangue. Quell'uomo somigliava notevolmente al guerriero che aveva disarcionato Ulfilas alla tenuta di Gramm, solo che appariva pi giovane e pi in preda alla frenesia della battaglia.
Allora non  il caso di andare da quella parte.
Diede uno strattone alle redini, e di colpo si trov davanti uno Jehar - uno dei suoi Jehar - che combatteva contro un gigante dai capelli argentei, armato di un'ascia nera. Lo Jehar era veloce, e saett in avanti per colpire il gigante a una gamba, strappandogli un ululato di dolore o di furia, ma subito dopo un enorme coltello si piant nel petto dello Jehar, scaraventandolo a terra. Il gigante ferito avanz con passo pesante e cal l'ascia, decapitando lo Jehar mentre cercava di rialzarsi. Uno stridente demone d'ombra si materializz nell'aria proprio davanti a Ulfilas, facendo nitrire e impennare il suo cavallo. Mentre riportava l'animale sotto controllo, vide venire avanti un altro gigante, pi piccolo e snello - Una femmina?  cos difficile capire la differenza -, ma comunque chiaramente un gigante, che portava di traverso sul torace due cinture da cui pendevano in abbondanza quei coltelli spropositati, ciascuno nel proprio fodero. Mentre Ulfilas la osservava, la gigantessa si chin a recuperare il coltello dal petto dello Jehar decapitato, poi si guard intorno alla ricerca di un nuovo bersaglio.
Il suo sguardo si pos su di lui.
La spiacevole sensazione che Ulfilas si era costretto a ignorare divamp in una scarica di paura mista a un cattivo presentimento, e lui si appiatt sulla sella mentre qualcosa di affilato fischiava nell'aria sopra la sua testa e lo mancava di una spanna. Spron il cavallo, che era ben addestrato e si spost con agilit verso sinistra, balzando via con uno scatto che fece barcollare quanti erano nelle vicinanze, amici e nemici in pari misura. Per una manciata di folli minuti l'animale si apr un varco attraverso la battaglia come un leviatano in un mare in tempesta, poi ne emerse su un tratto di terreno pi sgombro.
L la battaglia infuriava ancora, ma divisa in isole di violenza sparse sulla piana antistante Drassil, invece di essere un mare ininterrotto. Ovunque guardasse, Ulfilas vedeva uomini con il mantello rosso di Isiltir cadere sotto i colpi dei giganti e le spade dei Jehar. Scorse un alto guerriero dai capelli scuri che indossava una cotta di maglia schizzata di sangue, e in un primo momento pens che fosse un gigante, ma poi si rese conto che era un po' troppo basso, snello ed elegante, troppo aggraziato nel seminare morte. Mentre lui lo osservava, quel guerriero abbatt tre uomini di Isiltir nel tempo necessario a trarre altrettanti respiri.
Pi lontano, vide apparire nell'aria altre di quelle ombre demoniache, che si libravano come una fitta nebbia nello stridere la loro ira e poi si dissipavano al vento. Ormai sapeva che quel fenomeno segnalava la morte di uno dei Jehar di Nathair.
Qualsiasi cosa siano - e non sono certo di voler sapere di cosa si tratti - sono sicuro che questa battaglia  perduta.
Essendo come sempre un uomo pragmatico, guard verso nord, e vide i resti dell'antica strada che avevano seguito fin l. La prospettiva di fuggire attraverso la foresta si faceva pi allettante a ogni uomo dal mantello rosso che moriva intorno a lui.
Fuggi e vivrai un po' pi a lungo; rimani e presto morirai.
Non c'era molta scelta.
Sfil la bandiera di Isiltir dal supporto e la lasci cadere a terra, poi spron il cavallo verso nord, muovendosi al trotto e chiamando a s altri uomini nel procedere. Nell'arco di un centinaio di passi ebbe quasi duecento uomini al suo seguito, poi un altro centinaio. L dove cominciava la salita del pendio, tir le redini e si volt a guardare il campo di battaglia.
La banda di guerra di Isiltir cominciava a cedere, con gli uomini che iniziavano a girarsi e a fuggire, diretti verso quella che percepivano come la salvezza offerta dagli alberi di Forn. Presto la fuga sarebbe diventata una rotta. Intravide Jael sul lato opposto della battaglia, ancora in sella, circondato da un gruppetto di guerrieri mentre si spostava verso sud e la linea degli alberi.
Pare abbia avuto la mia stessa idea.
Scuotendo il capo, Ulfilas spron il cavallo su per il pendio, verso gli alberi.
Poi il terreno davanti a lui esplose.
Cinquanta passi pi in su lungo la salita, zolle d'erba e terriccio eruppero nell'aria sotto qualcosa di scuro e rotondo che emergeva dal terreno.
Ulfilas barcoll sulla sella, fece ritrarre il cavallo, poi si rese conto di cosa si trattava.
Un'enorme botola.
Uomini e donne muniti di arco lungo - venti, trenta, ancora di pi - si riversarono fuori dal sottosuolo. Mentre Ulfilas li fissava, paralizzato dalla sorpresa, formarono una linea, estrassero una freccia dalla faretra, incoccarono, tesero l'arco e tirarono. Dritti contro di lui e i guerrieri alle sue spalle.
Si scaravent all'indietro dalla sella, e sent il tonfo molle dei dardi che affondavano nella carne, poi il suo cavallo si impenn e si abbatt al suolo scalciando, e intorno a lui gli uomini presero a cadere con aste piumate conficcate nella carne.
Ulfilas cominci a dibattersi, con un piede impigliato in una staffa; riusc a liberarsi e si sollev su un ginocchio in tempo per vedere gli arcieri tendere di nuovo l'arco e tirare ancora. Si appiatt al suolo, sent altre urla intorno a s, poi si sollev a fatica e si guard freneticamente intorno.
Gli uomini che lo avevano seguito esitavano, anche se erano numericamente superiori agli arcieri nella misura di almeno tre o quattro contro uno.
Quegli arcieri sono fra me e la libert. Una carica decisa dovrebbe eliminarli, pens Ulfilas mentre estraeva la spada e l'agitava nell'aria, gridando per incitare i suoi guerrieri. Mosse qualche passo in avanti, sent il rumore degli stivali degli uomini che lo seguivano, vide gli arcieri davanti a loro afferrare altre frecce, il panico affiorare in alcuni di loro. Ne scelse uno nel centro della linea, un uomo snello e risoluto che stava estraendo un'altra freccia dalla faretra, perch in lui c'era qualcosa che lo indicava come il capo di quegli arcieri.
Prender la tua testa, pens, sentendo insorgere dentro di s il bisogno di uccidere per sfogare la frustrazione causata da quel giorno cos disastroso. Cominci a correre.
Qualcun altro emerse dal buco nel terreno: un minuto guerriero Jehar, una donna. Nel vederlo lanciarsi alla carica contro l'arciere socchiuse gli occhi, minacciosa, poi estrasse la spada. Dietro di lei apparvero altri uomini vestiti di cuoio e pelli, che brandivano asce a lama singola.
Gli uomini di Gramm.
Anche loro erano circa una trentina, e formarono una linea, scagliando le asce. Ulfilas si gett di nuovo al suolo, riempiendosi la bocca di terra, e vide un corpo crollargli accanto, la faccia trasformata in una devastazione sanguinante da cui sporgeva l'impugnatura di un'ascia.
Nel sollevare lo sguardo, Ulfilas scorse gli uomini con l'ascia lanciarsi gi per il pendio mentre impugnavano una seconda arma che portavano sulla schiena; intanto, dietro di loro giunse una nuova ondata di guerrieri che si riversarono fuori dal buco, questi ultimi vestiti in modo strano, con pezzi di armatura di cuoio fissati sugli avambracci e sulle spalle, e perlopi armati di scudo rotondo e spada corta, o coltelli.
Al diavolo tutto questo.
Sempre pragmatico, Ulfilas si alz in piedi e corse nella direzione opposta. Qualcosa lo raggiunse alla schiena con un impatto simile a un pugno violento che lo scaravent a terra e gli strapp tutta l'aria dai polmoni. Cerc di rialzarsi, ma scopr che le braccia non rispondevano come avrebbero dovuto e avvert un dolore sordo alla schiena, unito a un torpore formicolante. Riusc a puntellare sotto di s il gomito destro, a spingere, ma il braccio sinistro rifiut di obbedirgli.
Devo alzarmi. Rimanere significa morire.
Toss e vide il sangue chiazzare il terreno vicino alla sua faccia. Cosa?
Poi avvert una pressione sulla schiena - il piede di qualcuno? - e si sent strattonare in modo sgradevole, per poi udire suono umido di qualcosa che si lacerava. La pressione sulla sua schiena scomparve, sostituita da un dolore formicolante, poi uno stivale si insinu sotto il suo petto e lo gir supino.
Annasp, e si trov a guardare un volto barbuto.
Bene, bene comment la faccia. Speravo proprio di imbattermi in te.
Era Wulf, e sorrideva.
Stringeva in pugno un'ascia insanguinata. La lev in alto, al di sopra della testa, e Ulfilas url.

82. Haelan.

Haelan seguiva la battaglia dall'alto delle mura di Drassil.
Era stato Swain ad avere l'idea, ma Haelan non era stato difficile da persuadere. Si sentiva orgoglioso che Corban gli avesse chiesto di sorvegliare i cuccioli di Tempesta, ma nel sentire i corni che squillavano sulle mura, annunciando l'arrivo della banda di guerra di Jael, lui aveva avvertito il disperato bisogno di andare a vedere. Quindi, non appena Swain gli aveva suggerito un modo per fare entrambe le cose...
E cos erano saliti lass, Haelan, Swain e Sif, piazzandosi su un tratto deserto delle mura occidentali, ognuno con un cucciolo di wolven sotto ciascun braccio. Pots sedeva ai piedi di Haelan, con l'aria di sentirsi un po' escluso. Avevano sistemato i cuccioli in un profondo cesto di rami di salice, che avevano trasportato fin sui bastioni. I cuccioli per si erano fatti irrequieti, quindi avevano deciso di tirarli fuori per un po' e di permettere anche a loro di guardare la battaglia.
La trovavano di loro piacimento, o almeno cos sembrava, visto che se ne stavano abbastanza tranquilli.
Haelan respirava a fatica, e in parecchi momenti aveva avuto la sensazione che il cuore volesse esplodergli dal petto, che la disperazione lo avrebbe presto sopraffatto, emozione seguita da presso da una gioia cos pura e intensa da dargli la certezza che sarebbe esploso.
Erano arrivati sulle mura proprio mentre Corban cominciava il duello con quel guerriero vestito di nero, che era ovviamente uno Jehar. Nell'arco di pochi momenti Haelan si era sentito sicuro che Corban sarebbe morto. Le lacrime gli avevano velato gli occhi molto prima della fine, e poi aveva pianto ancora, questa volta di gioia, quando Corban aveva fatto volare attraverso l'aria la testa del nemico.
E poi c'era stato quel tradimento, Jael che lanciava i suoi scudieri contro Corban, dopo ci a cui era appena sopravvissuto, ci che aveva realizzato.
E poi c'era stato quel balzo sul cavallo in corsa.
Quando aveva visto Scudo e Tempesta lanciarsi attraverso lo spazio aperto aveva applaudito, urlato, li aveva esortati a correre pi veloci, con la voce di Swain e di Sif che si mescolava alla sua.
Se mai Haelan aveva nutrito qualche dubbio sul fatto che Corban fosse il pi grande eroe che le Terre dell'Esilio avessero mai conosciuto, quella successione di eventi glielo aveva confermato in maniera indiscutibile. Avrebbe sfidato chiunque osasse dire il contrario.
E adesso la battaglia ribolliva su tutta la pianura lungo il muro occidentale.
Vinceremo! stava urlando Swain, che aveva rimesso i suoi due cuccioli nel cesto e saltava su e gi.
Certo che vinceremo.
Dopo la vittoria di Corban e il modo in cui si era sottratto agli scudieri di Jael, la vittoria pareva inevitabile. Adesso Haelan era solo preoccupato per chi sarebbe potuto cadere in battaglia.
Tahir  laggi, a combattere per me.
Scrut il campo, ma era difficile distinguere i singoli individui nella calca furibonda dello scontro. I giganti erano abbastanza facili da seguire, soprattutto Balur Occhio Solo, con i suoi capelli argentei, l'ascia nera e le scie di sangue che continuavano a erompere intorno a lui, scie che da quella distanza sembravano gocce di rugiada sull'erba, al mattino. E poteva vedere Corban, ancora in sella, con Tempesta sempre al suo fianco che balzava e sbranava.
I cuccioli che aveva sotto le braccia cominciarono a contorcersi, quindi li rimise nel cestino accarezzando il suo preferito, una femmina striata con il muso nero come la notte.
Vide la bandiera di Jael sventolare nel centro della battaglia per poi spostarsi costantemente verso nord, e un singolo cavaliere allontanarsi dal cuore della mischia per dirigersi nella stessa direzione. Poi la bandiera scomparve, anche se il cavaliere era ancora visibile, diretto sempre pi lontano dal combattimento, con gli uomini di Isiltir che si ammassavano in numero crescente dietro di lui.
Stanno fuggendo. Haelan sent crescere la speranza, perch qualcosa gli diceva che adesso la battaglia era entrata nella fase conclusiva.
Poi vide Jael, riconoscibile dal pennacchio di crini di cavallo bianchi agitato dal vento, ancora in sella al suo destriero e circondato da un gruppo di guerrieri. Si diressero verso il lato meridionale del campo di battaglia e raggiunsero la linea degli alberi, poi si fermarono quando una manciata di giganti si abbatt su di loro. Haelan serr la merlatura dei bastioni fino a farsi sbiancare le nocche, pregando, implorando che Jael morisse. Regn la confusione, per una dozzina di secondi carne, ferro e sangue si fusero in un'esplosione caotica. Un gigante cadde, Haelan fu certo almeno di questo, poi alcune figure scomparvero fra gli alberi. Jael non si vedeva pi da nessuna parte.
Dal suo punto di osservazione, Haelan ebbe l'impressione che l'intero campo di battaglia si immobilizzasse per un momento, per poi essere percorso da un fremito simile allo spasmo di agonia di un animale morente.
Lo stillicidio di fuggitivi si era ora trasformato in una marea, con i mantelli rossi che si staccavano dalla mischia in gruppi di dieci o venti, poi tutti si diedero alla fuga con la banda di guerra di Drassil che li inseguiva, massacrandoli.
Haelan fu assalito da un pensiero improvviso.
Quelli in fuga sono uomini di Isiltir. La mia gente.
Sorvegliate i cuccioli, disse d'un tratto a Swain e a Sif e non permettete a Pots di seguirmi. Poi spicc la corsa gi per i gradini delle mura, superandoli a due per volta.
Una volta nel cortile antistante le porte, mont su un cavallo gi pronto e sellato. Era un po' troppo grande per lui, le staffe erano un po' lunghe, ma era il pi adatto fra quelli che erano rimasti e lui era un buon cavaliere, abituato alla sella da quando riusciva a ricordare. Senza ulteriori riflessioni schiocc la lingua e fece avviare il cavallo oltre le porte.
Quello laggi era un mondo diverso. Vista dall'alto, la battaglia era parsa avere un qualcosa di sereno, come il gioco di vortici creato da mare e sabbia con il salire della marea, ma laggi era fragorosa, piena delle urla dei morenti e delle grida dei vivi, e puzzava di sangue, metallo ed escrementi. Dovunque regnava il caos. Scrut il campo di battaglia alla ricerca di Corban, e not altri uomini di Isiltir in fuga, con i giganti che piombavano in mezzo a loro brandendo asce e martelli. Poi intravide una macchia di pelo candido e si diresse verso di essa.
Non aveva coperto cento passi che sent qualcuno arrivare di corsa da un lato e prov un impeto di paura. Sono parte del motivo per cui Jael  venuto qui, ha condotto una banda di guerra attraverso Forn allo scopo di vedermi morto.
Cosa ci fai qui fuori, ragazzo? grid una voce, e Haelan si sent sopraffare dal sollievo.
Tahir.
Era sollevato perch lui era vivo, e anche perch non si trattava invece di un guerriero deciso a separargli la testa dalle spalle.
Ho un'idea rispose. Devo trovare Corban.
Tahir lo fiss, chiaramente combattuto fra l'assecondarlo e il riportarlo immediatamente al sicuro a Drassil.
D'accordo. Spostati, in modo che possa montare in sella con te.
Trovarono Corban che beveva da una borraccia, fradicio di sangue, con i capelli incollati alla testa. Una manciata di persone era raccolta intorno a lui: Gar e Meical, Coralen, Farrell e Laith, e anche Balur Occhio Solo ed Ethlinn. E Tempesta, naturalmente.
La battaglia, o meglio l'inseguimento del nemico, si era allontanata da loro, e solo qua e l un clangore di metallo segnalava veri combattimenti, pochi capannelli di uomini che impegnavano un'azione di retroguardia e si ritiravano in modo pi ordinato.
Il piccolo vuole dirti qualcosa annunci Tahir quando li raggiunsero.
Haelan guard i volti intensi e sporchi di sangue che lo circondavano e si sent un po' intimorito, ma ricacci indietro le sue paure, perch sapeva cosa era necessario dire.
Questo  il mio popolo afferm, rivolto a tutti loro. Jael  fuggito, credo, o forse  morto. L'ho visto laggi, dall'alto dei bastioni. Indic gli alberi, verso sud. Gli altri potrebbero smettere di combattere, se io glielo chiedessi e venisse loro offerta misericordia.
Misericordia? ringhi Farrell.
S, misericordia ribad Haelan a testa alta, poi guard verso Corban. Alcuni di loro... molti di loro... stavano solo obbedendo agli ordini del loro re, e tuttavia ti hanno applaudito...
Corban incontr il suo sguardo con un'espressione pensosa negli occhi scuri, dietro la quale Haelan scorse un abisso di sfinimento che lui stava tenendo sotto controllo.
Hai ragione comment.  inutile continuare a uccidere. Si tratta di decidere esattamente come fare.
Haelan dondolava nell'aria, con Balur Occhio Solo che lo teneva alto sopra la testa come una bandiera umana. Accanto a lui cavalcavano Tahir da un lato e Corban dall'altro, e Balur gridava con voce possente, proclamando Haelan re di Isiltir e promettendo salva la vita a quanti avessero deposto le armi.
Oltre settecento uomini si arresero.
Bene comment Farrell rivolto a Corban e a Haelan, quando si ritrovarono tutti davanti alle porte di Drassil. Suppongo sia una cosa rara concludere una battaglia con pi uomini di quanti se ne avevano all'inizio.
S. Credo quindi che possiamo definirla con certezza una vittoria rispose Corban.
Possiamo, Ban, possiamo disse Gar, con un sorriso stanco.
In quel momento sopraggiunse un gruppo di uomini e donne proveniente dall'estremit settentrionale del campo di battaglia: Dath e i suoi arcieri, Wulf e i suoi fratelli d'ascia, e anche Javed con i combattenti delle fosse. Nell'avvicinarsi, Wulf sollev una testa recisa e la gett ai piedi di Corban.
Ulfilas, esclam il sommo capitano di Jael, e l'uomo che ha ucciso mio padre.
Sono contento per te replic in tono stanco Corban. Questo  un giorno in cui  stata fatta molta giustizia e si  riparato a gravi ingiustizie.
S mormorarono molte voci, intorno a lui.
Haelan not che Dath continuava a fissare Corban con un sorriso assurdo sulla faccia. Accanto a lui c'era una Jehar, una donna minuta e graziosa, o almeno Haelan la trov tale. Anche lei sorrideva.
Cos'hai da sorridere? gli chiese Corban.
Sto per sposarmi rispose Dath, il sorriso che gli si allargava ancora di pi.

83. Camlin.

Camlin sedeva e aspettava.
Mi sembra di aver trascorso met della mia vita ad aspettare uomini da uccidere. Non cosa sia peggio, se l'attesa o l'uccisione. Suppongo dipenda da chi sto aspettando di uccidere.
Era seduto su una collinetta, in una fitta macchia di canne al cui centro si era creato uno spazio sgombro. Da l poteva sbirciare fra le canne e dominare con lo sguardo l'area circostante, tenendo d'occhio una dozzina di corsi d'acqua che si gettavano nel lago e si stendevano nella direzione da cui calcolava che sarebbero arrivati Evnis e la sua banda di guerra. Nell'altra direzione poteva vedere il lago e il villaggio che era cresciuto sulle sue rive ora deserte, immoto e silenzioso a parte qualche gallina qua e l. Una gallinella d'acqua becchettava intorno a quella che era stata una fossa per il fuoco, reclamandola per s. Nel centro del lago, Dun Crin si levava dalle sue acque nere e immote. Se la fissava abbastanza intensamente, Camlin poteva distinguere i guerrieri sui suoi antichi bastioni, nell'ombra delle torri fatiscenti.
In alto, il cielo era di un azzurro pallido, solcato a un vento fresco che era il benvenuto in quel luogo stagnante e portava con s il profumo della primavera.
Se non altro, il maltempo  cessato. Aspettare  sempre una cosa migliore senza pioggia e neve.
Sent un rumore di passi che si avvicinavano e sbirciando scorse i capelli chiari di Edana, accompagnata da Roisin, Lorcan e Pendathran, come pure dai loro scudieri, Helion e Vonn, Cian e Brogan. Si fece largo fra le canne per raggiungerli. Allora  tutto pronto?
Siamo pronti quanto pi potremo mai esserlo rispose Pendathran. Ti senti di farlo? chiese quindi a Camlin.
Certo grugn lui.
 ovvio che se la sente scatt Edana.
S, finora hai dimostrato quello che vali, questo  certo ringhi Pendathran. Non badate a me, divento sempre nervoso prima di un combattimento, tutto qui.
Non tu, ne sono certa replic Roisin, con una voce mielosa che non piacque a Camlin.
Anch'io divento nervosa comment Edana, scrutando la palude con i suoi innumerevoli fiumi e ruscelli e accessi nascosti.
Non succede a tutti?, pens Camlin. Ho preso parte a un centinaio di scontri, probabilmente anche di pi, e prima di un combattimento continuo a sentirmi la bocca arida e le mani sudate.
 la prospettiva della morte disse in tono pratico. Non importa a quante battaglie si sia sopravvissuti, questo non significa che si vivr per vedere la fine di quella successiva.
Scese il silenzio.
Certo, bene, e con questo allegro commento... cominci Roisin.
In alto si sent un battito d'ali e un punto nero scese dal cielo.
Uomini, barche, lance gracchi il corvo, posandosi sui rami di un salice. Lo fissarono tutti.
Adesso sono lieto che Edana lo abbia convinto a rimanere.
Vicini stridette Craf, sbattendo una volta di pi le ali per sottolineare quel punto, cosa che li fece sussultare tutti, perfino Pendathran, che imprec.
Allora ci siamo esclam Edana. Sapete tutti cosa fare.
S rispose Pendathran. Li guard negli occhi, poi sorrise.
Per Ardan e per Domhain, per parenti e amici, per le nostre regine.
Si separarono, e Camlin torn nel suo canneto.
Camlin chiam una voce, e lui vide Halion che lo seguiva. Ci rivedremo disse il soldato offrendogli il braccio, che Camlin strinse alla maniera dei guerrieri.
S, fratello, da questa parte o dall'altra rispose.
Un'altra attesa.
Camlin controll l'arco e la sua corda, sollev la lama dentro il fodero per controllare che non si fosse bloccata e la lasci scivolare al suo posto con un lieve rumore. Controll le frecce, la cui punta era avvolta in pezze di lino dall'odore sgradevole. L'acciarino e un mucchietto di esca e legnetti erano disposti con ordine da un lato, e non si erano inumiditi e rovinati.
Bene.
Le canne frusciarono e una testa fece capolino, una massa di arruffati capelli rossi intorno a un faccino sporco.
Ciao, Meg salut Camlin. Non dovresti andare in giro in un momento come questo. Il suo rimprovero era per privo di convinzione, perch aveva ormai imparato che quella bambina faceva quello che voleva, qualsiasi cosa lui le dicesse.
Non devi preoccuparti per me rispose lei.
Camlin si accigli. Sei contenta di quello che sei stata incaricata di fare?
Aveva adottato una nuova strategia con Meg. Aveva imparato a sue spese che se la teneva lontana da quanto succedeva nello sforzo di metterla al sicuro, lei lo avrebbe seguito e sarebbe comunque rimasta coinvolta, quindi adesso le trovava degli incarichi da assolvere, anche nelle situazioni pi pericolose. Era stato quello che aveva fatto durante la caccia a Braith.
E le cose sono andate meglio che potevano, siano ringraziate le stelle.
Ogni notte, nel posare la testa sul cuscino provava un senso di sollievo al pensiero che Braith non era pi l fuori a dargli la caccia.
S replic la bambina. Sono solo venuta a controllare che stessi bene. Lo fiss intensamente, poi sorrise. Ed  cos. Con quelle parole si gir e scomparve fra le canne.
Strana bambina. Forse  per questo che si integra cos bene con noi. Con me.
Poi sent lo scricchiolio delle barche di legno quando il peso si spostava su di esse, lo sciacquio di remi e pagaie, il cui movimento era sommesso ma non silenzioso.
Allora ci siamo.

84. Evnis.

Seduto a prua della sua barca, Evnis fiss sorpreso il lago quando esso si allarg davanti a lui. Al suo fianco, Glyn imprec.
Chi avrebbe mai pensato che esistesse un posto del genere?
Il lago era vasto, le sue acque scure e immote, e al suo centro si levavano torri e mura di pietra, come se fosse un campo nero intorno a una fortezza diroccata, tranne per le alghe verdi e i rampicanti che crescevano, cose silenziose e sinuose che vorticavano nell'acqua intorno alle mura.
Gli uccelli abbondavano sulle torri in rovina, e si levarono in volo stridendo di protesta all'arrivo di Evnis e della banda di guerra.
Fungendo da guida, Rafe era sulla prima barca, con i suoi due cani che gli sedevano accanto immobili come pietra, o come statue. I guerrieri alle spalle di Evnis spinsero l'imbarcazione pi addentro nel lago a forza di remi, e altre barche seguirono la prima, mentre altre ancora sopraggiungevano da una serie di corsi d'acqua lungo la riva nordorientale. Prima che la met di esse fosse emersa dai fiumi palustri, una barca apparve da in mezzo a due torri che incombevano sul lago e punt verso di loro.
Fermi ordin Evnis, sollevando una mano, e i suoi uomini usarono i remi per frenare l'imbarcazione, un movimento che si estese a quelle che seguivano.
La barca isolata si fece pi vicina, e fu possibile vedere su di essa quattro o cinque figure, la prima delle quali aveva lunghi capelli biondi.
Di certo non pu essere...
I rematori invertirono il movimento dei remi e la barca si ferm, ruotando un poco fino a girarsi con il fianco rivolto verso l'imbarcazione di Evnis, a una distanza di circa cinquanta passi. Met della flotta di Evnis era allargata alle sue spalle, l'altra met era ancora in coda su fiumi e ruscelli.
Edana si alz in piedi sulla sua barca, ed Evnis sorrise nel vederla. Era vestita in modo semplice, pi da boscaiola che da regina, con calzoni di lana, una camicia di lino e un giustacuore nero, anche se portava sulle spalle il mantello grigio di Ardan, una cosa che Evnis non aveva pi visto da tempo. E aveva una spada al fianco.
Quella vista lo fece quasi scoppiare a ridere.
Non  necessario che oggi qui ci siano spargimenti di sangue disse Edana, con voce che risuon nitida sulle acque immote del lago.
 improbabile che sia il nostro sangue, pens Evnis. Forse intendi riferirti al tuo.
Edana guard i guerrieri nelle diverse barche, prendendosi il tempo di incontrare lo sguardo di ciascuno. Alle spalle di Evnis, gli uomini si agitarono, a disagio.
Fra voi ci sono uomini di Ardan, guerrieri che sono nati l e hanno combattuto per mio padre.
S, ce ne sono, e adesso combattono per me. I pi hanno sempre combattuto per me.
Ci sono uomini di Narvon, forse, uomini di Owain. E forse anche guerrieri di Domhain, che un tempo servivano Eremon.
Due figure si alzarono in piedi sulla barca di Edana, una vestita da guerriero, anche se Evnis vide che era poco pi che un ragazzino dai capelli scuri, l'altra una donna alta e scura di capelli, con il mento sollevato in una posa orgogliosa.
Una bellezza rara, pens Evnis.
Questa  Roisin di Domhain, moglie di Eremon, con suo figlio Lorcan, il legittimo re di Domhain.
Eccellente. Molto servizievole da parte tua, Edana, raccogliere tutti i ratti su una sola barca. Mi stai rendendo la vita molto pi facile.
State combattendo come pedine di una donna dal cuore nero, una manipolatrice, ingannatrice, traditrice. Rhin non  una regina,  una tiranna, una malattia che deve essere sradicata.
Con sua sorpresa, Evnis si rese conto che stava ascoltando, come se Edana avesse effettivamente avuto qualcosa da dire. Distolse lo sguardo da lei per osservare le altre persone che si trovavano sulla barca, sedute ai remi. Una di esse era Halion, che sedeva calmo, esaminando con lo sguardo le imbarcazioni alle spalle di Evnis. Poi guard l'altro rematore e sussult.
Era Vonn.
Suo figlio lo stava fissando.
Fra loro pass un lungo silenzio che comunicava qualcosa di non detto; alla fine, Evnis annu, un cenno infinitesimale della testa, niente di pi. Vonn lo vide e distolse lo sguardo.
Edana stava ancora parlando, qualcosa riguardo alla pace e alla necessit che gli uomini buoni unissero le forze.
Per favore, qualcuno la pu uccidere? grid una voce alle spalle di Evnis.
Morcant, naturalmente.
E credo che dovrei accontentarlo.
Evnis rugg un ordine, remi e pagaie tornarono ad abbassarsi nell'acqua e le imbarcazioni ripresero ad avanzare.
Edana, Roisin e Lorcan si erano rimessi a sedere, mentre Halion e Vonn remavano con forza per tornare a tutta velocit verso la fortezza semiaffondata. Altre barche apparvero da aperture nei muri e nelle torri ma per ognuna di esse che trasportava delle persone ce n'era un'altra vuota, trainata con una fune. Evnis lo not, ma non ebbe il tempo di rifletterci sopra perch stava accorciando le distanze da Edana.
Poi sent una sorta di immane sibilo diffondersi alle sue spalle, seguito quasi immediatamente da urla. Si gir di scatto nella barca, facendola oscillare, e vide un muro di fiamme levarsi lungo la riva del lago, crepitando fra i canneti ed estendendosi in qualche modo ai fiumi e ai ruscelli su cui avevano viaggiato.
Come diavolo lo hanno fatto? Siamo in una palude, con pi acqua che terra.
Alcune delle sue barche erano in fiamme, c'erano uomini che si gettavano fuoribordo, trasformati in torce umane, e circa met della sua banda di guerra era rimasta bloccata dall'altra parte delle fiamme, separata da loro.
Imprecando contro s stesso e dandosi dello stupido, si concentr sul compito di uccidere Edana.

85. Camlin.

Camlin guard Meg tirare una lunga corda, trascinando una stuoia arrotolata fatta di giunchi e canne secchi attraverso un corso d'acqua, fra due barche cariche di guerrieri.
Poi Camlin accost la punta della freccia al piccolo fuoco che aveva acceso, e il lino intriso di olio di pesce si incendi con un sibilo. Sollevato l'arco, lo tese e lasci partire la freccia, che descrisse un arco e cadde sulla stuoia di canne, che era stata a sua volta intrisa di olio di pesce e prese fuoco in un istante, con gli uomini che urlavano e si gettavano dalla barca, mentre le fiamme aggredivano la carne dei guerrieri che si trovavano davanti e dietro di esse.
Meg apparve in un altro punto della riva, accanto alle sagome di altri uomini nascosti nei canneti. Vasi d'argilla pieni di olio di pesce volarono nell'aria per infrangersi nelle barche, poi Camlin lanci un'altra freccia incendiaria e un'imbarcazione fu avvolta dalle fiamme. Lungo la riva, altri guardacaccia scagliarono le loro frecce incendiarie, altre fiamme divamparono ruggenti e altri uomini urlarono.
Camlin sent altre urla giungere da tutt'intorno a lui, perch lo stesso stava succedendo su una dozzina di quei piccoli corsi d'acqua.
Guardando in direzione del lago, vide Evnis guidare una ventina di barche verso Dun Crin e Edana, che era un piccolo punto davanti a loro. Altre imbarcazioni stavano emergendo dalle mura, puntando verso la flotta divisa di Evnis.
Allora tutto procede secondo il piano. Questa  una piacevole sorpresa.
Alcune imprecazioni e grida di guerra richiamarono la sua attenzione sul fiume che aveva davanti. Circa una dozzina di guerrieri di Edana erano sparsi insieme a lui su quel lato della riva, e alcuni stavano facendo la sua stessa cosa, mentre altri si stavano lanciando in avanti a mano a mano che gli uomini di Evnis cominciavano a raggiungere le rive, alcuni con un balzo, altri nuotando, perch non tutte le barche si erano incendiate; alcune di quelle pi indietro erano addirittura intatte.
Dannazione, sono davvero tanti. Almeno cinquecento, secondo i miei calcoli. Quelle non erano cifre promettenti, perch la banda di guerra di Edana contava meno di duecento spade.
In ogni caso, adesso stiamo riducendo un poco quella disparit numerica.
Le lance cominciarono a solcare l'aria in entrambe le direzioni, e Camlin si abbass quando una di esse gli sibil a una spanna dalla testa.
Cominci poi a prendere di mira gli uomini, piantando frecce incendiarie in petti, gole, schiene, cosce, e almeno una dozzina di guerrieri cadde sotto i suoi tiri prima che una manciata di uomini raggiungesse la riva e si lanciasse alla carica verso il canneto dove era annidato.
 ora di andarmene.
Raccolse la faretra con le frecce, ora mezza vuota, se l'appese sulla schiena e attese qualche momento, mentre i nemici si avvicinavano, finch non li sent avanzare fra le canne, poi afferr un vaso di argilla e lo scagli nel lanciarsi in corsa nella direzione opposta, sentendolo infrangersi nel piccolo fuoco che aveva acceso. Quel rumore fu seguito da un risucchio d'aria, una sorta di respiro, prima che le fiamme esplodessero, dilagando fra le canne e ustionando i guerrieri lanciati all'attacco.
Ci furono altre urla.
Sentendo le fiamme avanzare rapide alle sue spalle, Camlin si catapult fuori dal canneto e sulla riva del lago, rotolando fra le capanne abbandonate. Quando si rialz era solo, con il fragore della battaglia che si levava lungo i diversi fiumi e corsi d'acqua alle sue spalle e, pi soffocato, dalla fortezza nel lago. Si concesse un momento per guardare in quella direzione, tormentato dalla preoccupazione per Edana.
Svariati incendi punteggiavano il lago, dondolando sulle acque come candele accese.
Scommetto per che non  cos grazioso, visto da vicino. Mentre guardava, vide una di quelle barche vuote che avevano caricato con giare di olio di pesce che veniva spinta con lunghi pali contro un'imbarcazione nemica fino a far sbattere i due scafi uno contro l'altro, impatto seguito dal lancio di una torcia accesa. La barca prese fuoco, e le fiamme si estesero rapidamente a quella nemica.
Altre urla.
Credo che oggi le urla abbonderanno.
Molte delle imbarcazioni di Evnis erano in fiamme, e Camlin poteva vedere delle forme nell'acqua: uomini che nuotavano verso la riva. Alcune delle barche di Evnis avevano per raggiunto le mura di Dun Crin e i guerrieri si stavano arrampicando sulla fredda pietra. Camlin sent un clangore di armi arrivare dal lago.
Sulle mura semiaffondate c'erano soltanto sessanta guerrieri di Edana, perch l'altro centinaio circa era sparso lungo fiumi e ruscelli, dove speravano di contenere la massa della banda di guerra nemica e dove pensavano che sarebbe stato pi intenso il combattimento.
E a proposito di combattimento...
Camlin spost lo sguardo da Dun Crin alla riva del lago, poi decise che adesso non c'era niente che poteva fare per Edana, tranne uccidere quelli dei suoi nemici che erano pi vicini a lui.
Incocc una freccia e prese a correre verso i corsi d'acqua, aggirando il muro di fiamme.
Sbuc in mezzo al caos, dove il mondo si andava rapidamente riducendo a una dozzina di passi in ogni direzione. Lo sbarramento bruciava ancora, ma anche se cos non fosse stato, adesso nessuna barca avrebbe potuto accedere al lago, perch le prime due da questo lato del muro di fuoco erano un inferno ruggente che bloccava completamente le vie d'acqua. Alcuni dei nemici cercavano di avanzare a guado, solo per essere trafitti come pesci dalle lance dei compagni di Camlin, che si trovavano sul terreno. Alcune imbarcazioni erano riuscite a raggiungere la riva, dove stavano rapidamente scaricando il loro carico di carne, ferro e intenzioni malevole. Quindici, venti uomini, e ce n'erano altri su una seconda barca che seguiva la prima. Camlin ne riconobbe uno, vestito di cuoio nero e lana, con un mantello di zibellino e un elmo d'argento.
Morcant.
L'antica prima-spada di Rhin guid i suoi uomini lungo la riva, abbattendo due guerrieri di Edana prima ancora che essi si fossero resi conto che il nemico era sbarcato.
Camlin raggiunse di corsa un tratto di terreno pi elevato e prese a scagliare frecce contro di loro, consapevole che il vantaggio numerico degli avversari poteva ancora scacciare in breve tempo lui e la sua dozzina circa di guerrieri da quella riva del corso d'acqua.
Per il momento Morcant era scomparso dal suo campo visivo, quindi Camlin si accontent di sfoltire le file avversarie.
Un guerriero ruot su s stesso e ricadde in acqua con una freccia nel cuore, un altro si accasci a terra con la mano serrata intorno al dardo che gli trapassava la gola. Poi gli uomini lo individuarono e gli si lanciarono contro. Camlin lasci partire un'altra freccia, la vide piantarsi in una coscia, poi si mosse, passando attraverso la fitta cortina dei rami di un salice e descrivendo un cerchio sulla destra per addentrarsi in un canneto e riapparire sulla riva del ruscello, ma alle spalle dei guerrieri che gli si erano lanciati contro e che si stavano ora addentrando con cautela fra i rami del salice. Piant una freccia nella schiena di un soldato, abbastanza vicino perch il dardo riuscisse a trapassare la corazza di cuoio e a penetrare nella carne, poi ne incocc subito un'altra e la mand a conficcarsi nella faccia di un nemico che era girato, i cui i denti volarono in ogni direzione quando la punta della freccia gli trapass la bocca fino a raggiungergli il cervello. Un momento pi tardi Camlin riprese a correre, sfiorando intanto la faretra con le dita.
Mi rimangono tre frecce.
Avanz attraverso l'erba alta, spicc un salto e si insinu in una macchia di ontani, descrivendo un lento giro sulla sinistra nella speranza di aggirare gli inseguitori.
Vide il salice attraverso cui era passato in precedenza e punt verso di esso, sbirciando con cautela fra i suoi rami penzolanti senza per notare guerrieri nemici. Da l non poteva vedere la riva, ma il fragore della battaglia sembrava ora meno intenso.
 quasi finita?
Poi qualcosa gli si abbatt sulla schiena e lui cadde rotolando, con l'arco che gli sfuggiva di mano. Nel fermarsi, vide Morcant emergere da sotto i rami del salice, sorridente, con la spada in pugno.
Avrei potuto ucciderti adesso, ma non l'ho fatto disse continuando a sorridere, mentre altri guerrieri apparivano alle sue spalle - quattro, sei, sette - e se ne intravedevano altri nell'ombra. Mi ricordo di te da Boscoscuro, quindi ho pensato che sarebbe stata una vergogna trafiggerti alle spalle.
Molto nobile da parte tua ribatt Camlin nel sollevarsi su un ginocchio, lo sguardo che vagava alla ricerca dell'arco. Morcant lo raggiunse e lo allontan con un calcio.
Forse dovresti estrarre la spada esclam avvicinandosi.
Anche se non pensava che gli sarebbe servito a molto, Camlin lo fece e si alz in piedi, mettendosi in posizione.
Eccellente comment Morcant.
La sua spada si mosse fulminea e Camlin vide la punta che scattava in avanti, descrivendo in qualche modo una curva a spirale che aggir il suo tentativo di parata e la port a strisciargli lungo le costole. Grugnendo di dolore indietreggi, blocc un fendente dall'alto e uno al ventre, ma non un affondo che gli trapass la coscia. Il sangue prese a scorrergli lungo la gamba e lui barcoll all'indietro, rendendosi conto che Morcant doveva avergli leso un muscolo perch la gamba gli cedette e croll al suolo.
Bene,  stato divertente disse Morcant, ergendosi su di lui e sollevando la spada.
Una freccia gli trapass la parte carnosa del braccio, facendolo barcollare all'indietro di un passo mentre si guardava intorno con un ringhio.
Qui! grid una vocetta acuta. Da questa parte.
Camlin rotol, concentrandosi sull'allontanarsi il pi possibile dalla portata della spada di Morcant, indipendentemente da quante frecce lui potesse avere in corpo; intravide Meg in piedi con in mano l'arco corto che le aveva fabbricato, pi che altro perch si annoiava e certo non aspettandosi che questo un giorno gli avrebbe salvato la vita. Meg stava chiamando qualcuno che era alle sue spalle, nascosto da alberi e canne: apparve il volto barbuto di Pendathran, sporco di sangue e furioso, con una ventina di uomini che lo seguivano.
Morcant gli diede una sola occhiata e fugg con la sua manciata di guerrieri.
Parecchi stivali passarono accanto alla testa di Camlin quando Pendathran e i suoi uomini si lanciarono all'inseguimento, poi Meg lo aiut a rialzarsi e gli leg un pezzo di stoffa intorno alla gamba.
Con questa mi devi la vita due volte comment con un sorriso.
Non intendo discutere al riguardo, ragazzina rispose lui. Come vanno le cose laggi? chiese quindi, mentre recuperava l'arco.
Stiamo vincendo replic Meg. In effetti, credo che abbiamo vinto, perch i pi sono in fuga, con Pendathran, Drust e altri che li inseguono per il gusto di farlo.
E quelli sul lago? Camlin stava pensando a Edana.
Meg scroll le spalle.
Andarono a vedere.
I fuochi divampavano ancora sul lago, e lungo la riva alcuni degli uomini di Evnis, quelli che avevano indosso una corazza di cuoio e non una cotta di maglia, stavano uscendo barcollanti all'acqua. Camlin si mise in ascolto, ma non sent suoni di combattimento giungere dalla fortezza. Poi vide due barche puntare a forza di remi verso la riva, un po' pi a sud e lontano dalla battaglia. Fermi nell'ombra di una capanna abbandonata, lui e Meg le guardarono avvicinarsi.
Lo scafo della prima imbarcazione scricchiol sulla sabbia e Edana scese a terra, allontanandosi barcollando lungo la riva di un ruscello e scomparendo fra le canne.
La seconda barca non era molto lontana e attracc senza problemi.
Ne scesero due guerrieri, Brogan e Cian, che protese una mano per aiutare Roisin a sbarcare a sua volta.
Roisin si guard rapidamente intorno, poi si avvi a lunghi passi nella direzione presa da Edana, con Cian e Brogan che la seguivano.
Allora  cos. Camlin annu fra s, poi guard verso Meg e si port un dito alle labbra, prima che si avviassero dietro agli altri.
Li raggiunse abbastanza presto e senza fare rumore, anche se la gamba gli pulsava come se fosse stata presa a calci da un cavallo e aveva le costole che bruciavano dove Morcant lo aveva ferito. Lui e Meg si fermarono nell'ombra degli alberi e osservarono la scena.
Edana si era fermata in un boschetto riparato che cresceva vicino al corso d'acqua, con alberi da un lato e un fitto canneto dall'altro a bloccarle il passo. Aveva una mano puntellata sulla coscia ed era china sul ruscello con l'aria di aver appena vomitato.
Roisin entr nella radura, si sofferm per un momento, poi si fece pi vicina.
Edana, stai bene? chiese.
No rispose Edana. Ho appena ucciso un uomo. Batt un colpetto sull'elsa della spada, e Camlin vide che era sporca di sangue.
In tempi difficili  necessario fare cose difficili dichiar Roisin, facendosi sempre pi vicina a Edana. Camlin not che teneva la mano appoggiata sull'elsa di un coltello che aveva alla cintura.
A quelle parole, Edana si raddrizz sulla persona.
Infatti comment. Quindi ne deduco che sei venuta a uccidermi. Non era una domanda.
Cosa? farfugli Roisin, fermandosi. Non essere assurda.
Camlin allung la mano verso una delle sue ultime frecce.
Assurda? Forse, ma con tutta questa guerra, l'essere braccata, i tradimenti e le uccisioni... alla fine si pu perdere la fiducia, non credi?
S convenne Roisin, la voce ridotta a un sussurro.
Mi scuso se ti ho insultata continu Edana. Attribuiscilo alla stanchezza dovuta alla battaglia.
Non  un insulto ribatt Roisin. Piuttosto,  una dimostrazione della tua intelligenza. Credo che in un'altra vita saremmo potute essere amiche, perch abbiamo molto in comune. In questa vita, per, mi sei soltanto di intralcio... Sei troppo popolare, ed  una cosa che aumenta ogni giorno che passa. Perfino il mio unico figlio ti adora.
Sospir.
Cian, Brogan, per favore.
I suoi scudieri estrassero le armi e avanzarono verso Edana.
Roisin, non hai bisogno di fare questo disse Edana, indietreggiando davanti ai due scudieri.
Temo di doverlo fare. Senza te intorno, Pendathran  mio. Questa banda di guerra sar mia, per mio figlio, naturalmente.
Credo che tu sia troppo abituata a uccidere chiunque consideri una potenziale minaccia.
Roisin annu. Probabilmente hai ragione, ma  meglio una potenziale minaccia morta che una concreta ancora viva. Finora questa filosofia mi ha servita bene.
Edana incespic a ridosso del canneto e si ferm.
Questo non mi d nessun piacere afferm Cian, levando alta la spada sopra la testa di Edana. Brogan lo trapass alle spalle, con la punta della lama che fuoriusc dal torace, spruzzando una nebbia rossa su Edana.
Alcuni uomini emersero dal canneto e dagli alberi. Halion, Vonn e Lorcan.
Tu sei il mio scudiero sibil Roisin a Brogan.
S rispose lui con tristezza, liberando la lama mentre Cian scivolava al suolo. Ma solo per via di tuo figlio. Io sono un suo uomo, un uomo di Domhain, non tuo.
Roisin stridette di rabbia, poi si gir a fissare il figlio.
Era per te disse in tono supplichevole. Lo stavo facendo per te.
Lorcan la guard con freddezza. No, madre, lo stavi facendo perch sei gelosa. Perch ami il potere. Ma ti sei spinta troppo oltre.
Allora, che ne farai di me? chiese Roisin, riportando lo sguardo su Edana, che era di nuovo eretta e regale. Processo? Prigione? Esilio?
Esilio rispose Edana, la bocca serrata in una dura linea diritta.
Il volto di Roisin dapprima si contorse in un amaro sorriso, poi le labbra presero a tremarle.
Non essere ridicola esclam.
Tradimento replic Edana con una smorfia, come se la parola stessa le desse la nausea. Sono cos stanca che le persone pi vicine a me cerchino di tradirmi continu. Non ho pi la pazienza di sopportarlo. I tuoi giorni qui sono finiti.
Questo  assurdo protest Roisin.  un fraintendimento.
Qui ti hanno sentita tutti le fece notare Edana.
Per favore sussurr Roisin.
Halion ti porter via di qui, e ti lascer dove non potrai mai pi ritrovarci.
Halion sfil un pezzo di stoffa dalla cintura.
Vorreste bendarmi e abbandonarmi? chiese Roisin. Lasciarmi sola?
Sempre meglio di quello che avresti fatto a me ribatt Edana.
Roisin corse da suo figlio, gli afferr la mano. Per favore disse.
Ti voglio bene, mamma, ma non potevo permetterti di assassinare Edana. Io la amo.
Io sono tua madre sibil Roisin.
S, lo sei, ma non avresti dovuto costringermi a scegliere.
Argh! url Roisin, cercando di graffiare le guance del figlio.
Lorcan distolse il volto.
Lei barcoll verso Halion, si aggrapp al suo giustacuore di cuoio.
Per favore, aiutami.
Hai assassinato mia madre. Le hai dato il veleno destinato a me e a Conall ribatt lui, duro e freddo in volto.
Piet implor Roisin. Il suo sguardo disperato vag per la radura e si pos sul corpo di Cian, sulla spada che giaceva nell'erba accanto a lui. Prima che chiunque la potesse fermare, scatt in avanti e la raccolse, brandendola a due mani con la punta rivolta verso Edana, i suoi piedi che si muovevano come se quella non fosse stata la prima volta che maneggiava una lama.
Halion avanz verso di lei.
Fermo! grid Edana, e lui si immobilizz.
Combatti contro di me disse Roisin. Essere esiliata in queste paludi equivale a una condanna a morte, lo sapete tutti.
Edana non ha bisogno di combattere contro di te dichiar Halion. Lei  la regina, impartisce ordini.
Affrontami ora nella corte delle spade, ringhi Roisin a Edana dimostra di avere la forza di carattere che deve avere una regina. Oppure sei una vigliacca, e ti accontenti di lasciare che siano altri a fare il lavoro sporco per te?
Edana esit.
Ho sempre saputo che eri solo chiacchiere, una bambina superficiale e viziata continu con disprezzo Roisin.
Edana estrasse la spada che portava al fianco. Era ancora macchiata di sangue.
No! esclamarono all'unisono Halion e Vonn, muovendosi entrambi per intervenire.
State indietro ringhi Edana, gli occhi fissi su Roisin. I due esitarono, poi obbedirono con riluttanza.
Roisin fece ruotare la spada che aveva in mano. Ho tre fratelli maggiori, che erano soliti usarmi per addestrarsi afferm, le labbra incurvate in un sottile sorriso, poi si lanci contro Edana, che blocc l'attacco, indietreggi, par ancora, si spost di lato e sferr a Roisin un pugno sulla bocca.
Roisin barcoll all'indietro, sputando sangue. Questo lo rimpiangerai, piccola ca...
Edana scatt in un affondo, devi l'affrettato blocco di Roisin e le cal la spada sul polso. Schizz il sangue e Roisin url, accasciandosi in ginocchio e fissando Edana con sorpresa.
Edana si erse su di lei, la lama sollevata e vibrante puntata contro il suo cuore. Ci fu un lungo momento di silenzio. Sei sconfitta disse poi Edana, abbassando la spada. Halion, falla sparire dalla mia vista.
Pare che la principessa sia cresciuta.
Mentre Halion veniva avanti, Camlin abbass l'arco e ripose la freccia nella faretra, poi si guard intorno nella radura e si rese conto che uno di loro mancava.
Dov' Vonn?

86. Evnis.

Evnis procedeva incespicando lungo la riva del corso d'acqua, facendosi largo fra le alte canne e i rami bassi. Il sole cominciava a tramontare e un velo di nebbia si stava levando dall'acqua, vorticando pigro sulla riva. Evnis stava tremando, fradicio fino alle ossa, con i vestiti che sul lato sinistro del corpo erano anneriti dal fuoco; la pelle sul dorso della mano e sulla parte sinistra della faccia gli causava un dolore pungente.
Per sono ancora vivo. Uscir da questa palude e aspetter la banda di guerra proveniente da Dun Carreg. Scosse il capo. Superato in astuzia da quella piccola cagna di Edana. Che umiliazione. Il piano deve essere stato ideato da qualcun altro... forse da Pendathran. Lui era l, l'ho visto. E se vogliamo cercare un lato positivo, con un po' di fortuna Morcant deve essere morto.
Pi avanti intravide un movimento, una chiazza di pelo grigio che scompariva fra le canne.
Un cane? Rafe? Lui potrebbe essere in grado di portarmi fuori da questo buco puzzolente.
Aveva perso tutti i suoi uomini, perch mentre la sua imbarcazione si lanciava all'inseguimento di Edana, era stato cos concentrato sulla necessit di raggiungerla che non aveva visto quella barca vuota venire spinta con dei pali contro la sua... comunque, non prima che fosse troppo tardi. Poi erano divampate le fiamme, e gettarsi in acqua era parsa la sola cosa sensata da fare, soprattutto alla luce del fatto che tutto il lato sinistro del suo corpo era in fiamme.
Oh, che dolore ...
In qualche modo era riuscito a raggiungere la riva, ma aveva perso la spada, anche se un coltello gli pendeva ancora dalla cintura.
Non che mi possa servire a qualcosa.
Per un po' era rimasto disteso sulla riva, coperto di fango freddo e appiccicoso che in qualche modo aveva attenuato il dolore delle ustioni. E da l aveva osservato il caos e la carneficina, mentre la sua banda di guerra veniva sistematicamente bruciata viva e massacrata.
Non c' niente come il fuoco per seminare il panico. Me lo devo ricordare.
Lentamente, aveva ritrovato in parte le forze mentre giaceva sulla riva; l'idea di fuggire e continuare a vivere era cresciuta nella sua mente, e cos questo era stato ci che aveva fatto. Mentre le urla della sua banda di guerra risuonavano per la palude, la maggior parte dei suoi guerrieri si dava alla fuga e la caccia aveva inizio, lui si era issato in piedi e si era messo a correre. Naturalmente non aveva retto quell'andatura per molto, con lo sfinimento che sembrava essere sempre ad appena pochi passi di distanza, ma era riuscito a correre abbastanza a lungo da portarsi al coperto.
E stava ancora camminando. A tratti sentiva echeggiare qualche altro urlo, di solito troncato sul nascere; non sapeva se a troncarlo era stata la palude o una mano umana, ma nessuna delle due ipotesi era comunque incoraggiante. Prosegu nella direzione in cui gli era parso di aver visto il cane, anche se non lo aveva pi scorto.
In alto ci fu un frullare d'ali, e nel sollevare lo sguardo vide un corvo volare in cerchio sopra di lui.
Non sono ancora morto.
Prosegu la marcia, mentre il sole si abbassava lento verso ovest fino a diventare una sfera di bronzo che si fondeva con l'orizzonte. Sent di nuovo quel battito di ali, questa volta pi vicino, e sollev lo sguardo. Adesso il corvo era appollaiato su un ramo di un ontano, una dozzina di passi pi avanti. Era il corvo pi arruffato che avesse mai visto, con le penne che sporgevano con ogni possibile angolazione e la pelle visibile a tratti, qua e l.
Aspetta qui gli disse il corvo.
Evnis si ferm e lo fiss.
Me lo sono immaginato?
Il corvo spicc il volo, cosa che parve costargli uno sforzo notevole.
Non te ne andare gli gracchi.
Di solito, una cosa del genere gli sarebbe parsa strana, ma dopo la giornata che aveva avuto si limit a sedersi.
Stava cominciando ad assopirsi quando sent un rumore di passi e apparve un uomo, un alto guerriero dai capelli biondi, dal volto severo e dai seri occhi azzurro chiaro.
Vonn.
Padre disse Vonn.
Evnis si alz, cosa tutt'altro che facile perch il corpo gli si era irrigidito a causa del breve periodo di riposo.
C' stato un tempo in cui ho creduto che non ti avrei mai pi rivisto esclam.
Non ho quasi pensato ad altro se non a questo incontro, replic Vonn, con un mezzo sorriso sulle labbra anche se non immaginavo che sarebbe avvenuto qui, in queste circostanze. Guard meglio Evnis e aggiunse: Padre, tu stai tremando.
S rispose Evnis, non sapendo cosa dire.
Vonn si tolse il mantello e glielo avvolse intorno alle spalle. Era grigio, il colore di Ardan.
Meglio che non torni a Dun Carreg con questo addosso comment Evnis.
Potresti farlo ribatt Vonn, indietreggiando di un passo.
Non credo che Rhin lo approverebbe sbuff Evnis.
Potresti tornare a Dun Carreg con Edana e con la sua banda di guerra. Vonn esit, poi aggiunse: E con tuo figlio al fianco.
E Rhin? La regina dell'ovest, conquistatrice di Ardan, di Narvon e di Domhain. Che mi dici di lei? Cosa credi che ne penserebbe?
Che Rhin sia dannata ringhi Vonn. Ha sparpagliato troppo le sue forze e cercato di conquistare pi di quanto possa governare. Ardan  pronto per il ritorno di Edana.
Non essere sciocco ribatt in tono stanco Evnis. Rhin ha potenti alleati. Mettersi contro di lei significa morire.
Ti sbagli.
Non mi sbaglio. Evnis sent l'ira crescere dentro di lui insieme all'affiorare di ricordi della sua ultima discussione con Vonn. Anche allora lui era stato convinto della validit della sua opinione.
Speravo che fossi cambiato, che fossi cresciuto disse. Che le difficolt della vita ti avessero disingannato riguardo alle tue infantili idee di onore. Nel pronunciare quelle parole, Evnis si pent immediatamente del tono iroso e impaziente che aveva usato.
Sono cresciuto e ho imparato molte lezioni replic con tristezza Vonn. La cosa principale che ho imparato  che credo mi aspettino molte altre lezioni, in futuro. Non rispose all'acredine con altrettanta acredine, il che era di per s un cambiamento.
Forse sei cresciuto, riflett Evnis ma questo non cambia i fatti. Rhin  dalla parte vincente, ed  stato in parte per questo che ho scelto lei. Non perder. Qualsiasi resistenza sar solo una cosa passeggera. E poi, perch dovrei voler accogliere il ritorno di Edana?  la figlia dell'uomo che ha condannato a morte tua madre. Perch dovrei volere che lei tornasse a governare su Ardan quando esso  gi mio? Siedo sul trono di Brenin, regno da Dun Carreg. Perch dovrei rinunciarci?
Per me. Perch  la cosa giusta da fare. Rhin  malvagia. Padre, cosa sai della Guerra degli Di? Dei Sette Tesori?
Poco ment Evnis.
Ho sentito delle cose continu Vonn. Riguardo al calderone, a un raduno a Drassil, nella foresta di Forn. Alla necessit di trovare i Sette Tesori.
So qualche cosa al riguardo, replic Evnis ma questo non  il momento n il posto per parlarne. Il crepuscolo stava calando intorno a loro. Una mosca gli ronz accanto all'orecchio.
C'era una collana, nella tua stanza segreta disse Vonn.
S. Era insieme al mio libro, che tu hai rubato.
Mi dispiace. Volevo ferirti.
Ecco, se non altro  sincero.
Mi hai ferito, infatti. Posso riaverlo?
Non ce l'ho pi.
Questo non va bene.  un libro potente e pericoloso. Chi ce l'ha?
Brina.
Oh, davvero meraviglioso.
L dentro c'era qualcos'altro insistette Vonn. Una collana con una pietra nera. Evnis non disse niente.
 ancora l? chiese Vonn.
Perch vuoi saperlo?
Credo sia uno dei Sette Tesori, la collana di Nemain.
Questo  ridicolo protest Evnis.
Io un tempo pensavo esattamente la stessa cosa.
E se pure lo fosse, per te che importanza ha?
Corban ne ha bisogno, a Drassil.
Corban... quello stolto arrogante.
Corban  l'Astro Splendente.
Cosa? Dove hai sentito cose del genere? Con chi hai parlato?
Per la prima volta Vonn parve un po' insicuro. Con Craf rispose, piano.
Chi  Craf?
Vonn sollev lo sguardo sul corvo, appollaiato fra i rami, sopra di lui.
Un uccello comment Evnis.
Craf  molto intelligente si scherm Vonn, un po' sulla difensiva.
Craf intelligente borbott l'uccello, sopra di loro.
Lo  davvero, pens Evnis, perch sembra saperne pi di me riguardo tutto questo, e io l'ho studiato per tutta la vita.
Vonn, tutto questo  molto interessante, pi che interessante,  importante... per questo non  luogo dove discuterne. Per favore, vieni con me, sii di nuovo mio figlio. Mi dispiace per le cose che sono successe, la notte in cui Dun Carreg  caduta, e mi dispiace per la frattura fra noi, per aver litigato, per la morte di Bethan...
Ti chiedo perdono per la parte che ho avuto in tutto questo, e spero tu riesca a capire che non era mia intenzione che le accadesse qualcosa di male. Ho agito per quello che ritenevo il nostro interesse. Ho tradito il nostro re, lo so, ma lui ha tradito me, tutti noi. Mi ha rifiutato l'aiuto che avrebbe salvato la mia Fain, tua madre...
Le parole gli si strozzarono in gola per un momento.
Quanto il dolore sia vicino alla superficie non manca mai di stupirmi.
Voglio che torni indietro con me. Torna con me, condividi la mia vittoria, aiutami a regnare su Ardan, sii il mio capo militare, la mia prima-spada, mio figlio.
Per favore, di' di s, Vonn. Per favore, ti prego. Se non lo farai...
Vonn lo stava fissando con le lacrime agli occhi.
Non posso, padre. Ti chiedo la stessa cosa. Torna indietro con me, a Dun Crin. Ti ho odiato a causa di quella notte a Dun Carreg, ma posso capire i tuoi sentimenti. La mamma... Fece una pausa, e deglut a fatica. Posso perdonarti per quella notte, ma non per il proseguire su questa strada. Per favore, torna indietro con me.
Evnis avvert un'enorme ondata di emozione, come se una grande mano tirasse dei fili attaccati al suo cuore, tanto che quasi disse di s per fare felice Vonn. Poi per quel sentimento si plac quanto bastava a permettergli di vedere le cose con chiarezza.
Mi sono spinto troppo oltre, ho fatto troppo. Si guard il palmo, seguendo i contorni della cicatrice vecchia di decenni. Ho pronunciato un giuramento, votato la mia anima...
Non posso rispose, grave e solenne.
La delusione si dipinse sul volto di Vonn.
Allora dobbiamo dirci addio qui afferm. Per quanto mi riguarda, spero di non incontrarti sul campo di battaglia. E si volt per allontanarsi.
Questo  molto improbabile, pens Evnis, indurendo il cuore nell'estrarre il coltello dalla cintura; poi segu rapidamente il figlio, levando in alto la lama.
Per favore, cerca di capire. Non posso permettere che mio figlio, il mio unico figlio, mi si opponga apertamente, si schieri con i nemici di Rhin. Mi coprirebbe di vergogna e sarebbe la mia rovina in questa nuova vita che mi sto costruendo...
Poi qualcosa lo colp al petto, come una sorta di pugno, e lui barcoll, fermandosi.
Vonn si gir di scatto e vide la sua mano alzata che brandiva il coltello.
Poi abbassarono entrambi lo sguardo sul petto di Evnis.
Da esso sporgeva la lunga asta di una freccia, con il sangue che cominciava a sgorgare nel punto in cui era penetrata, appena sopra il cuore. Evnis apr la bocca per dire qualcosa, ma non riusc a costringere i polmoni e le corde vocali a lavorare all'unisono. Dalla bocca gli usc un respiro sibilante. Si sentiva le gambe deboli e barcoll in avanti, poi avvert uno scossone e si rese conto di essere caduto in ginocchio.
Questo  morire?
Si rovesci prono in avanti, con gli stivali del figlio che riempivano il suo campo visivo e l'oscurit che gli si chiudeva intorno come una galleria. Sent una voce, distante ma terrificante, che lo chiamava, e la riconobbe da quella notte di tanto tempo prima quando aveva pronunciato un giuramento, in una radura.
Asroth.

87. Cywen.

Stai scherzando? chiese Cywen a Farrell, sentendosi quasi infuriata con lui per aver inventato una cosa tanto stupida in un momento cos serio.
L'ospizio straripava di guerrieri feriti. Cywen, Brina e la squadra che avevano messo insieme ammontavano a quasi sessanta persone, e tuttavia si trovavano comunque in difficolt a curare tutti quelli che si trascinavano fin l o venivano trasportati attraverso le ampie porte.
Farrell era la prima persona che fosse entrata l senza avere una ferita che necessitava di cure, anche se questo non era del tutto vero, perch lui aveva accumulato una serie di tagli, escoriazioni e lividi; comunque, non erano ferite che potessero causare la morte o l'invalidit se non fossero state curate immediatamente.
No, lo giuro rispose lui. Cywen si arrest nell'atto di fasciare la gamba dello Jehar che stava curando e lo fiss.
Se questo  uno scherzo, Farrell, te la far pagare. Ci sono buone probabilit che un giorno mi trovi a dover avvolgere una benda intorno a qualche parte del tuo corpo, ricordalo. So come alleviare il dolore, ma so anche come intensificarlo. E inarc un sopracciglio.
Pronuncerei un giuramento, se questo ti aiutasse a credermi ribatt Farrell, che adesso appariva preoccupato e anche un po' offeso dall'intensit della mancanza di fiducia di Cywen.
Dici sul serio, vero?
S sbott Farrell, che appariva sollevato. Dath e Kulla si sposeranno. Lui va in giro con un tale sorriso sulla faccia che neppure un Kadoshim riuscirebbe a cancellarlo.
Ecco, non lo avrei mai immaginato mormor Cywen.
Ragazzo idiota comment Brina, che era accanto a un altro giaciglio.
Forse non  poi cos stupido, pens Cywen. In questa guerra ci troviamo tutti sulla soglia della morte. Ci ricorda quanto la vita sia preziosa, e quanto dovrebbe essere vissuta.
Naturalmente, la gioia della vittoria si era riversata in tutta Drassil come un vento estivo, caldo e piacevole, spargendo sollievo e una grande felicit. Cywen poteva gi sentire i festeggiamenti che cominciavano, altrove, ma quello stato d'animo ci stava mettendo di pi a penetrare nell'ospizio, dove il duro e nudo costo della vittoria era fin troppo visibile.
Buon per loro comment.
 quello che ho detto anche io convenne Farrell. Dopo aver smesso di ridere, ovviamente.
Brina scosse il capo, borbottando.
E non hai ancora sentito la parte migliore sorrise Farrell.
Oh, e quale sarebbe? chiese Cywen, riprendendo a concentrarsi sulla fasciatura.
Dath vuole che sia Brina a officiare la cerimonia.
Cosa? stridette Brina.
Cywen aveva un sorriso sulle labbra e una lacrima negli occhi, mentre sostava sotto la morbida luce del sole primaverile che filtrava attraverso i rami.
La parte conclusiva della cerimonia del vincolo delle mani di Dath e Kulla si stava svolgendo in una parte della fortezza che veniva usata di rado, scelta dalla sposa a causa della magnolia che vi cresceva e che era fiorita in anticipo con il primo calore primaverile, una massa di enormi petali rosa che pendeva sopra la coppia mentre si teneva per mano davanti a Brina.
Dath che si sposa. Il ragazzino che amava raccogliere uova di gabbiano insieme al mio fratellino. Sembra sia successo una vita fa. Immagino che stiamo crescendo tutti.
Il cortile era pieno al massimo della capienza, con la gente che si accalcava sui gradini che salivano sulle mura, si affacciava dalle finestre, se ne stava sui tetti piatti, perch ogni singola persona che adesso viveva a Drassil era venuta ad assistere al vincolo delle mani del miglior amico dell'Astro Splendente.
Era stata una giornata felice, con la prima parte della cerimonia del vincolo che era cominciata quella mattina con i primi raggi dell'alba, quando le mani di Dath e Kulla erano state legate insieme, in modo che trascorressero la giornata uniti, per avere un assaggio di quello che sarebbe stato il resto della loro vita.
Per loro non sar comunque un giorno molto diverso dal solito, dato che non sono mai lontani uno dall'altra.
Era stata una splendida cerimonia, nella quale Brina era riuscita a dire parole che avevano fatto piangere Cywen, e anche se la vecchia guaritrice le aveva ripetuto in passato di non avere tempo per le stupidaggini della giovent', era convinta che fosse segretamente contenta per Dath e Kulla quanto lo era il resto di loro. Cywen aveva sorriso pi di quanto ricordasse di aver fatto di recente, e aveva notato che era stato lo stesso per Corban. Per tutti loro, in effetti, Gar incluso. E adesso si erano radunati al tramonto per la conclusione della cerimonia.
Brina sollev la mano, e sul cortile scese il silenzio.
Kulla di Barin, Dath figlio di Mordwyr esclam con forza. Il vostro giorno  concluso. Siete stati vincolati, mano e cuore, e avete vissuto questa giornata come una persona sola. Adesso  giunto per voi il tempo della scelta. Vi vincolerete per sempre, oppure la corda deve essere tagliata?
Dath e Kulla si sorrisero, una gioia contagiosa.
Saremo vincolati uno all'altra e vivremo la vita come una persona sola dissero all'unisono.
Brina prese le loro mani legate insieme nelle sue.
Allora stringete il vostro patto esclam.
Kulla di Barin, cominci Dath ti prometto il primo taglio della mia carne, il primo sorso del mio idromele...
Era passata una decimana dalla battaglia, e i primi cinque giorni erano stati impiegati a curare i feriti e a erigere tumuli sui caduti. Per quanto quelle perdite fossero dolorose, il numero dei caduti era tanto basso da rasentare il miracoloso. Centocinquantasette morti fra i vari gruppi che formavano la banda di guerra di Corban, e milleseicento morti di quella di Isiltir, pi altri settecento guerrieri di Isiltir che si erano arresi e si erano uniti alla popolazione di Drassil, come cominciavano a considerare loro stessi.
E da quei superstiti della banda di guerra di Isiltir abbiamo appreso che altre due bande di guerra stanno costruendo strade attraverso Forn per cercare di trovarci, oltre al contingente di Kadoshim di Nathair. Le forze schierate contro di noi sembrano schiaccianti, e tuttavia non mi sento pi spaventata come un tempo. Non ho in fondo allo stomaco quella sensazione che qualcosa di brutto sia in agguato dietro l'angolo.
Era dovuto al fatto di aver visto Corban uccidere il Kadoshim, sfuggire in modo cos drammatico a venti scudieri che gli stavano piombando addosso, e poi guidare una banda di guerra contro forze nemiche drammaticamente schiaccianti e vincere con perdite minime.
Era stata una cosa motivante, e Cywen sapeva di non essere la sola a sentirsi cos. Lo facevano tutti. Adesso in Drassil si respirava un'atmosfera di pacata sicurezza, la convinzione che forse, dopotutto, Elyon stava davvero guidando suo fratello.
Vinceremo.
Sorrise fra s e torn a concentrarsi su Brina e sulla coppia felice.
Che la pace vi circondi entrambi e l'appagamento chiuda la vostra porta cant la guaritrice, intonando le parole di chiusura della benedizione. Sollev poi una larga coppa, perch Dath e Kulla la stringessero con le mani legate. Essi bevvero insieme, poi Brina la gett a terra e la calpest.
 fatto! grid, e la folla eruppe in applausi, mentre Kulla afferrava Dath e lo baciava intensamente.
Bene, ora mangiamo annunci Brina.
La grande sala era stata trasformata, con lunghe file di tavoli coperti da vassoi pieni di cibo fumante, e una ventina di carcasse allo spiedo che giravano nelle fosse per il fuoco; c'erano anche parecchie botti di idromele, trovate sui carri delle salmerie che la banda di guerra di Jael aveva abbandonato, disposti in una lunga fila.
Cywen se ne stava seduta a guardare ogni cosa, semplicemente assaporando quello stare ferma a osservare, mentre di solito la maggior parte della vita sembrava fatta di azioni frenetiche. A mano a mano che la sera cedette il posto alla notte e che il fuoco cominci a morire nelle fosse, si sorprese a riflettere e a ripensare a tutto l'ultimo anno, mentre sorseggiava una coppa di idromele.
 passato quasi un anno esatto da quel giorno in cui mi trovavo nella grande sala di Murias, e Corban e la mamma sono venuti a salvarmi...
Sorprendentemente, gli occhi le si colmarono di lacrime.
Mi manchi, ma', e anche tu, pa'. Sareste cos stupiti, se foste qui, cos orgogliosi di Corban.
Qualcuno le sedette accanto, facendo scricchiolare la panca sotto il suo peso.
Era Laith. Aveva una coppa in mano e sorrideva, con gli occhi scintillanti.
Stanotte la vita  bella proclam, sollevando la coppa.
Cywen annu e urt la sua coppa con la propria, asciugandosi intanto le lacrime.
Il tuo braccio disse quindi, indicando il tatuaggio scuro che adesso si snodava dal polso al gomito di Laith.
 il mio sgeul, il mio racconto spieg Laith, seria. Rappresenta le vite che ho spento. Il viticcio  il mio viaggio attraverso la vita, le spine sono ogni vita che tolgo.
Cywen l'osserv, sfiorandolo con delicatezza. La pelle era sollevata e si stava squamando, e sotto la crosta era possibile vedere un accenno di verde e di blu. Cerc di contare le spine, ma perse il conto quando arriv a quindici.
Spegnere una vita  una cosa seria disse Laith. Credo sia una cosa triste, anche se  meglio togliere la vita a qualcun altro che perdere la tua. Molti, fra la mia gente, considerano le spine una cosa di cui andare fieri. Suppongo sia anche questo.
Lo  rispose Cywen. Tuttavia, tutto pu essere molte cose o avere molti significati, non essere limitato a uno soltanto. Come noi.
Laith la fiss intensamente. Hai ragione. Ero solita pensare che tu fossi semplicemente arrabbiata, replic ma in te c' molto pi di questo. E sei anche saggia.
Ah sbuff Cywen, bevendo un sorso dalla sua coppa. La saggezza dell'idromele, forse.
Laith sorrise. Berr a questo replic, e lo fece. Ora, continu, schioccando le labbra dov' andato quell'avvenente Farrell?
Farrell? farfugli Cywen, quasi strozzandosi con l'idromele.
S, Farrell conferm Laith, scoccandole una timida occhiata.  grosso e forte, ha ossa solide, e con la primavera nell'aria... Scroll le spalle e fece un sorriso malizioso.
Sai che ha una cotta per Coralen le ricord Cywen.
Oh, s, lo sanno tutti. Ma tutti sanno anche che lei ha una cotta per qualcun altro.
S, lo sappiamo, pens Cywen. Tutti a parte il diretto interessato.
Quindi forse ha bisogno che le cose gli vengano spiegate. Ne stavo parlando con Balur...
Balur! Per poco Cywen non si strozz di nuovo. Per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare quel gigantesco guerriero a dispensare consigli di natura sentimentale.
S... e puoi smetterla di fare cos? Balur mi ha detto che a volte la gente non riesce a vedere cose che ha proprio davanti al naso, ma quando gliele mostri si chiede come abbia fatto a ignorarle per cos tanto tempo.
Questa  una cosa molto saggia convenne Cywen. In effetti, Laith, tu sei molto saggia. Quanti anni hai, esattamente?
Ho visto quarantadue estati rispose Laith, con un gesto indifferente della mano. Per noi giganti maturiamo lentamente, o almeno cos mi hanno detto. Come l'usque. Ah, eccolo l. Indic Farrell e si alz in piedi, barcollando leggermente. Qualche consiglio? chiese.
Prova con il braccio di ferro sugger Cywen. Ho sentito dire che gli piace.
L'uomo che fa per me sorrise Laith. Per dovr lasciarlo vincere, giusto?
Cywen stava ancora ridendo quando Laith scomparve fra la folla che si andava diradando.
La panca scricchiol di nuovo.
Questa volta si trattava di Brina.
Ho bisogno di parlarti disse la guaritrice.
Accomodati replic Cywen con un gesto della mano.
Brina si accigli. Sei sobria? chiese, poi la sua mano saett in avanti e pizzic il braccio di Cywen, torcendo leggermente.
Ouch!
Bene, senti ancora il dolore, quindi sei abbastanza lucida comment Brina. Si alz e fece per allontanarsi, poi si ferm e si guard indietro. Allora, vuoi venire, cosa stai aspettando?
Borbottando, Cywen si alz e la segu.
Finirono per ritrovarsi nella camera di Brina, piccola e spartana, con un letto, una sedia e un tavolo, su cui c'erano una candela mezza consumata e una caraffa d'acqua.
Per c' una sola coppa.
Non ricevo visite spieg Brina, con una scrollata di spalle, notando la direzione dello sguardo di Cywen. Poi affond una mano sotto il mantello e tir fuori il libro.
Non  troppo pesante per portarselo dietro tutto il giorno? osserv Cywen.
Certo che lo , scatt Brina ma non ho intenzione di lasciarlo in giro, in modo che qualcuno se lo prenda, giusto?  un libro che ha centinaia di anni e contiene una saggezza insieme meravigliosa e spaventosa.
No, suppongo non sia il caso.
Siediti e prestami attenzione ordin Brina, accomodandosi sul letto. Cywen prese posto sulla sedia, poi Brina apr il libro e cominci a leggere.
Quando ebbe finito, le due donne si fissarono a vicenda. Cywen sapeva che la preoccupazione che vedeva sul volto di Brina era dipinta anche sui suoi lineamenti. Dobbiamo dirlo a Corban afferm.

88. Corban.

Ormai Corban conosceva bene quel posto, quella parte dell'Oltremondo che pareva chiamarlo quando dormiva. La valle verde, il lago di un azzurro tanto cupo da ricordare quasi il violetto del cielo al crepuscolo, l'acero rosso sotto cui si nascondeva e, naturalmente, il battito delle ali di Meical, in alto, come il battito di un cuore, che lo trascinava verso l'altura su cui lui andava sempre a posarsi e la caverna in cui entrava ogni volta. Promettimi che se ti troverai di nuovo l ti nasconderai, senza muoverti. I Kadoshim di Asroth volano alti nel cielo, e ti vedranno prima che ti accorga di loro. Inoltre, essi non sono i soli pericoli dell'Oltremondo. Ci sono altre creature, spiriti ribelli che ti farebbero del male, se ti trovassero.'
Gli aveva sempre obbedito, e tuttavia questa volta non voleva farlo. Senza sapere il perch, sentendo semplicemente che doveva farlo, lasci l'ombra dell'acero e cominci ad arrampicarsi su per l'altura. Gli risult di una facilit notevole, perch le rocce non gli ferivano i palmi, non sudava e non sforzava i muscoli, n c'erano pericolose folate di vento. Solo un movimento lento e costante verso l'alto.
Quando arriv lass, si ritrov in piedi su una sporgenza di roccia, con l'ingresso della grotta davanti a s. Era un arco alto e perfetto, molto pi alto e ampio di quanto apparisse da terra, con intagliate una serie di rune della lingua antica. Gradini ricavati nella pietra portavano all'interno, e il tremolare di una luce di torce lo attir, spingendolo ad avanzare. Percorse un umido corridoio che scendendo si incurvava, creando una profonda spirale prima di allargarsi in un grande anfiteatro sotterraneo dove torce enormi immergevano la stanza in un chiarore arancione e un semicerchio di panche di pietra occupava la parete opposta, pieno al massimo della capienza di Ben-Elim dalle ali bianche. In piedi davanti a loro, una figura piccola e fragile spiccava al centro dell'anfiteatro: Meical.
Quando? tuon una voce proveniente dalla massa dei Ben-Elim.
Non lo so rispose Meical. Presto.
Dici sempre cos replic la voce.
Meical scroll le spalle, un gesto che in quella camera, in quel mondo cos pieno di creature ultraterrene, risult tipicamente umano.
Abbiamo aspettato per eoni, fratello, quanto ancora dobbiamo attendere? chiesero altre voci.
Abbiamo aspettato per eoni fece loro eco Meical. Ancora un po' di attesa non ci far male.
Quanto, ancora? chiesero le voci.
Presto ripet Meical.
Corban si svegli con un sussulto e si guard intorno, avvertendo un'intensa fitta di dolore al collo e al fianco. Era seduto in un'alcova della grande sala, dove i fuochi si andavano consumando. Cambi posizione e sistem l'impugnatura della spada che gli premeva contro il corpo.
Cosa ci faccio qui?
Poi ricord.
Dath ha stretto il vincolo delle mani con Kulla. Sorrise, sentendosi pervadere dalla gioia al ricordo dell'amico al culmine della sua assoluta, evidente felicit. Poi, come parevano fare spesso e quasi di loro iniziativa, i suoi pensieri si spostarono su Coralen. In realt non aveva quasi pensato ad altro da quando la battaglia era finita. O, pi precisamente, aveva pensato al suo bacio. Aveva desiderato parlarle, ogni giorno, aveva deciso che lo avrebbe fatto, si era fatto forza, aveva ripassato le parole, e poi si era ritrovato con la bocca arida e le ginocchia deboli non appena la vedeva.
Com' che posso combattere contro un Kadoshim, ma non riesco a parlare a una donna?
Oggi, le parler oggi. Quella decisione gli gener una sensazione piacevole nel ventre, che era in parte un fremito di paura e in parte qualcos'altro.
Ormai la camera era quasi vuota, nelle fosse il fuoco si era ridotto a un bagliore di carboni ardenti. Si alz, pensando al proprio letto e alla propria camera, poi vide una figura in piedi davanti all'albero di Drassil, alla lancia e allo scheletro di Skald.
Balur Occhio Solo.
Si diresse verso di lui, stiracchiando il collo e sbattendo le palpebre per liberare gli occhi dal sonno, poi si ferm accanto al gigante e per un momento godette di quel silenzio.
Alla fine, dovette formulare la domanda che gli bruciava sulla lingua.
Perch hai ucciso Skald?
Balur non lo guard, non disse nulla. Poi sospir e si pass la mano massiccia sulla faccia, sfregandosi gli occhi.
 stata una cosa terribile. Ero la sua guardia, il suo sommo capitano. Gli ho strappato di mano la sua stessa lancia e l'ho trafitto, l sul suo trono. Pronunci quelle parole come se ciascuna di esse fosse stata una punizione.
Corban ci pens su, poi annu lentamente. S,  una cosa terribile, il tradimento di una grande fiducia. Per come ti conosco, per... scosse il capo ...non riesco a concepire che tu abbia fatto una cosa simile.
Balur inarc un sopracciglio.
Aveva ordinato che Nemain venisse uccisa, che la strangolassero, qui davanti a lui, mentre sedeva sul trono.
Ma Nemain era la sua regina obiett Corban.
S, lo era.
Allora perch ha ordinato una cosa tanto terribile?
Perch lei aspettava un figlio, che non era suo.
Oh.
Corban osserv Balur, i solchi profondi incisi nel suo volto. Era molto anziano.
Il bambino era tuo, vero?
S.
Ethlinn?
Un altro sospiro. S.
Quindi lei  la tua regina, la regina dei Benothi.
Lo . Alcuni direbbero che  la regina di tutti i clan, anche se  di nascita illegittima.
Quindi quella lancia  sua.
S, le spetta di diritto, ma non la prender. Non la reclamer. Un giorno, forse. Balur abbass lo sguardo su Corban, il volto pieno di malinconia.
Un fruscio di passi che giunse fino a lui indusse Corban a voltarsi, e vide due figure vicino alle grandi porte: Brina e Cywen. La prima gli rivolse un gesto impaziente. Corban protese una mano a stringere con gentilezza quella di Balur, poi si diresse verso le due donne.
Ti abbiamo cercato ovunque sibil Brina, come se fosse stata colpa sua se non era riuscita a trovarlo.
Che ore sono? chiese lui.
 tardi. Ed  ora di parlare ribatt Brina.
Sembra pi ora di andare a letto borbott Corban. Questa cosa non pu aspettare fino a domani?
No ribatt Brina. Ci serve un luogo dove parlare in privato.
Allora andiamo nella mia camera sugger lui.  vicina, e dopo non dovr fare troppa strada per raggiungere il mio letto.
Brina fece un verso di riprovazione ma non sollev obiezioni, quindi si avviarono attraverso le scale e i corridoi di Drassil fino alla camera di Corban. Tempesta dormiva raggomitolata davanti alla sua porta. Adesso cominciava a trascorrere un po' di tempo lontano dai cuccioli, che diventavano sempre pi coraggiosi, avventurandosi per brevi periodi fuori della tana. Haelan, Swain e Sif parevano non essere mai molto distanti da loro.
Corban apr la porta della camera e accese una candela, anche se un'occhiata alla finestra gli indic che il cielo cominciava a tingersi di grigio.
Quindi  l'alba.
Brina tir fuori il libro e lo lasci cadere sul tavolo.
Un libro? borbott Corban.
Ban,  importante afferm Cywen. La sua espressione stronc la protesta che si stava gi formando sulle labbra di Corban, che prese posto su una sedia.
D'accordo disse. Sentiamo.
Brina apr il volume a una pagina che aveva segnato, quasi l'ultima, e indic una serie di antiche rune.
Cywen, leggi questo per me. I miei vecchi occhi...
Cywen si chin sul libro.
Is e an coire an ghlais.
 sempre stata brava a leggere, ma adesso si esprime proprio come un gigante... il tono, l'inflessione, se chiudo gli occhi mi sembra di sentire Laith.
Il calderone  la serratura tradusse Brina.
Is iad na se seoda eile an continu Cywen.
Gli altri sei Tesori sono la chiave scand Brina con voce piatta, senza mai distogliere lo sguardo da quello di Corban.
Na aris cheile is fiedir leo a bheith, go deo seachas nior clans aontu.
Mai potranno essere di nuovo insieme, per sempre separati, hanno convenuto i clan.
Uimh nios mo taobh le taobh faoi bhun an cran mor.
Non pi fianco a fianco sotto il grande albero.
Corban si appoggi allo schienale della sedia con una sensazione sgradevole che gli contraeva lo stomaco.
Per sempre separati mormor.
Brina e Cywen lo fissarono, in attesa.
Non ha senso dichiar infine Corban. Allora perch mai Balur avrebbe portato qui l'ascia?
 una cosa che mi ha sempre tormentata, ammise Brina ma non quanto questa: perch Meical non ha ordinato che l'ascia e la lancia venissero portate negli angoli opposti delle Terre dell'Esilio?
Corban sbatt le palpebre, mentre una serie di immagini gli affiorava nella mente. Un acero rosso, un'altura, una galleria buia...
Meical.
 come se le stesse usando, disse Cywen ma per cosa?
Sono un'esca borbott Corban, poi si alz e si diresse alla porta, seguito da Tempesta.
Dove vai? gli gridarono dietro le due donne.
A parlare con Meical.
Corban trov Meical nella grande sala, le cui dimensioni facevano apparire il Ben-Elim minuscolo, insignificante. A parte loro due, la sala era vuota e nel chiarore tenue dell'alba il silenzio era quasi una cosa fisica, e splendida. Sul suo trono, lo scheletro di Skald pareva rimuginare, un tumore maligno che rovinava la purezza della scena. Meical era in piedi accanto all'ingresso di una delle gallerie, quella lungo la quale avevano viaggiato, nella cui botola era aperta una porta pi piccola. Adesso tutte le sei gallerie erano sgombre, e in ciascuna era stato istituito un sistema di messaggeri che riferissero notizie di qualsiasi avvistamento nemico nella foresta di Forn. Meical pareva stesse ascoltando qualcosa, o cercando di cogliere un qualche suono.
Non c'erano Kadoshim disse Corban, fermandosi accanto a lui. Tempesta sbirci nella piccola porta sulla galleria e inclin la testa da un lato.
Meical parve sconcertato e guard Corban, inarcando un sopracciglio con fare interrogativo.
Nel mio sogno. Nell'Oltremondo. Ho scalato l'altura. Mi avevi detto di non farlo a causa dei Kadoshim nel cielo, ma non ce n'erano.
Ah comment Meical, e per un breve momento una serie di emozioni gli si avvicend sul volto, prima che lui tornare ad assumere la consueta espressione fredda. Si gir a fronteggiare Corban. Cosa hai visto?
Un ingresso su cui erano incise alcune rune, un corridoio illuminato da torce. Un anfiteatro di pietra pieno di Ben-Elim. E te.
Meical trasse un lungo, profondo respiro e contrasse le labbra, facendo arricciare le cicatrici argentee.
Presto, hai detto. Cos' che tu e i tuoi fratelli avete aspettato per eoni?
Questo tempo. Questi giorni. Ora rispose Meical, accantonando la cosa con un gesto della mano.
No.  pi di questo, Meical. Brina mi ha letto un passaggio da un libro... un libro dei giganti. Si parlava di come i Tesori debbano essere tenuti separati, mai riuniti. Guard verso la lancia che trapassava il corpo di Skald. Cosa sta succedendo?
Meical ebbe un lungo, triste sospiro. Qualcosa gli aleggi sul volto.
Pare che si vergogni. Corban sent il suo dubbio crescere, diventare pi concreto.
Mi nascondi qualcosa disse.
Un altro sguardo, lungo e freddo, poi Meical accenn ad allontanarsi. Non posso farlo borbott.
Corban gli afferr il polso e lo trasse indietro. Cosa non puoi fare?
Questo compito che mi  stato assegnato: il suo costo  pi elevato di quanto abbia mai immaginato.
Cosa intendi?
Meical lo fiss a lungo, in silenzio. Le emozioni aggredirono la sua espressione fredda come onde contro una diga, finch essa cominci a sgretolarsi, rivelando qualcos'altro nei suoi occhi: una profonda tristezza e un rammarico che accesero una scintilla di paura nel ventre di Corban.
Dimmelo sussurr.
Meical trasse un profondo respiro, poi cominci a parlare. Noi Ben-Elim siamo diversi da voi cominci. Noi serviamo Elyon, quella  la ragione della nostra esistenza. Dovere. Onore. La gioia di servire il nostro creatore. Guard Corban con le labbra contratte in un sorriso malinconico. Elyon  meraviglioso da contemplare, trovarsi alla sua presenza accenderebbe una luce nel tuo stesso essere. Purezza. Pace. Poi Asroth ha distrutto tutto questo, ci ha tolto Elyon. Il volto gli si contrasse in un ringhio che per alcuni, intensi istanti espresse puro odio, prima che la maschera di freddezza tornasse al suo posto. Noi per continuiamo a servire, nella speranza che lui veda i nostri sforzi, la nostra devozione anche in sua assenza.
Essere separati da lui deve essere stato molto duro per tutti voi osserv Corban.
S, lo  stato, e ancora lo . Per qualche tempo siamo stati come sperduti, non sapevamo che cosa fare, ma poi siamo tornati a ci che conoscevamo, alla sola cosa che avevamo mai conosciuto: il servirlo. Cos abbiamo cercato te, la tua razza, questo mondo. Non vi abbiamo mai capiti, e la mia gente ancora non vi comprende, ma questo non aveva importanza. Sapevamo che Elyon vi amava, che vi considerava preziosi, vi stimava, adorava, e questo  stato sufficiente per noi. Non avevamo bisogno di capirvi, solo di proteggervi in attesa del ritorno di Elyon. Un dono che avrebbe simboleggiato la nostra devozione per lui. Fiss Corban e annu con aria speranzosa, cercando di indurlo a capire.
E lo avete fatto disse Corban.
Il volto di Meical si alter di nuovo, come se ogni emozione mai provata stesse infine raggiungendo la superficie della sua pelle, erodendo e infrangendo il muro che lui aveva eretto.
Devi capire che noi non vi comprendevamo... la razza umana, intendo. I miei fratelli, io. Sono il solo della mia specie che abbia mai vissuto fra di voi, ed  stata un'esperienza... rivelatrice. Siete una razza animata da grandi passioni. Avete cos tanto di tutto. Siete notevoli. E tu pi di ogni altro, Corban. Torn a fissarlo, mentre un misto di ammirazione e di affetto gli affiorava sul volto. Hai realizzato cose davvero incredibili, e ti sei guadagnato l'amore e la devozione di cos tante persone.
Corban scroll le spalle, sentendosi a disagio come sempre gli accadeva quando era lui l'argomento della conversazione. Meical, sembra che tu ti stia in qualche modo scusando.
Infatti ammise Meical. Mi dispiace davvero.
Credo di sapere, e di capire afferm Corban. Hai corso un rischio, hai usato i Tesori come esca per attirare allo scoperto il Sole Nero di Asroth. Piuttosto che nascondere i Tesori, e correre il rischio che venissero scoperti, fra una luna, un anno o un decennio, hai rischiato il tutto per tutto in un confronto diretto, nella speranza di sconfiggere in modo decisivo il suo campione.
Adesso Meical lo stava fissando con un'intensit quasi intollerabile.
S, Corban. Hai ragione, o almeno sei sulla strada giusta. Quella per  solo una parte del tutto.
Cosa intendi?
Meical si port una mano sul volto. Non ho mai immaginato quanto questo compito sarebbe stato duro. Vivere in mezzo a voi, formare legami di amicizia, vedere i vostri sacrifici, i vostri atti di amore e di valore. Fra tutta la mia gente, credo di essere il solo che capisca l'amore di Elyon per la vostra razza, ed  per questo che non posso pi ingannarti.
Abbass la mano, e Corban scorse la sofferenza che gli tormentava il viso.
Perdonami, Corban. Una singola lacrima col da un occhio di Meical.
Corban era confuso. Sent crescere dentro di s il seme della paura.
Per cosa devo perdonarti, esattamente? Meical, adesso mi stai spaventando. Hai preparato una trappola, ci hai usati, cosa che  stata un po' disonesta, lo devo ammettere, ma che ha senso...
No, Corban, non capisci.  tutta una trappola sussurr Meical. Noi qui, i Tesori, la profezia...
La profezia? Come pu essere una trappola?
Non  vera.
Corban pens di aver sentito male.
Cosa? esclam.
La profezia non  reale. Non viene da Elyon. L'ho scritta io.
Corban si sent come se avesse incassato un pugno, e quel senso di apprensione che aveva avvertito in precedenza prese a espandersi dentro di lui come un'infezione.
Ma questo  impossibile.
No. Io lo so. L'ho scritta. L'ho inventata. Non  stato Elyon a sceglierti, Corban... Sono stato io.
No, non  possibile. Nella profezia ci sono cose che non potevi sapere... Corban aveva la mente che vorticava e si sentiva assalito dalle vertigini, come se il terreno gli si stesse muovendo sotto i piedi. Lott per aggrapparsi a qualcosa, per capire.
S, questo  vero ammise Meical, aggrottando la fronte. Il che mi fa sperare. Forse Elyon si sta infine ridestando. Sta notando qualcosa, si sta facendo coinvolgere... Scroll le spalle. Quello che so  che ho scritto la profezia di mio pugno. Non tutta, per. Il suo nucleo  venuto da me, sussurrato al gigante Halvor, voce di Skald, mentre in sogno si aggirava nell'Oltremondo. Quel nucleo per  cresciuto, diventando molto pi vasto del seme che avevo piantato nella sua mente. Questa  una cosa comune, giusto? Una storia viene raccontata, circola per cento tenute e villaggi e, quando la senti narrare di nuovo, l'eroe che aveva ucciso il gigante risulta ora aver ucciso un intero clan di giganti e anche qualche draig. Scroll le spalle. Questo per non aveva importanza, finch il nucleo rimaneva immutato.
Ma perch? Perch hai fatto questo?
Perch Asroth  prevedibile nella sua malvagit e nei suoi piani. Sapevamo che vi avrebbe colpiti, che avrebbe cercato di distruggere la creazione pi amata da Elyon in un atto di ripicca e di malizia contro il suo creatore, ma non sapevamo quando, o come, lo avrebbe fatto. Quindi abbiamo usato la profezia per attirarlo allo scoperto, ma anche per guidarlo. Per controllarlo. Gli abbiamo dato un sentiero perch la sua grande malizia potesse seguirlo.
Non capisco rugg Corban massaggiandosi le tempie, mentre l'ira cominciava a ribollirgli dentro. Parla pi chiaramente.
Tempesta sollev la testa per guardare Meical e ritrasse il labbro superiore dalle zanne in un ringhio silenzioso.
Asroth odia Elyon con una passione che pochi possono anche solo immaginare, per in un angolo profondo e nascosto del suo essere nutre anche amore per lui. Nonostante tutto, Elyon  ancora il suo creatore, un fatto che non dobbiamo mai dimenticare. Asroth si fida di Elyon, gli crede. Sapevamo che una volta vista la profezia non avrebbe mai dubitato della sua veridicit, se avesse creduto che era opera di Elyon. E non lo ha fatto. L'ha seguita come un regolamento... ha scelto il suo campione, cercato i Tesori. E adesso verr qui.
Corban barcoll e si protese per aggrapparsi a qualcosa. Pos la mano sull'asta della lancia di Skald ed ebbe un conato di vomito, spargendo bile sul pavimento di pietra.
Verit e coraggio sussurr con amarezza nel pulirsi il mento, poi si raddrizz e fiss Meical con occhi roventi. Che ne  di questo? Come hai potuto farci una cosa simile? Mentirci in questo modo?
Devi capire che  stata una decisione strategica. Noi non siamo abituati alle emozioni. Ricorda che noi siamo solo dovere, siamo onore. Vi vedevamo come una razza, un collettivo, non singoli individui. Come la posta di un conflitto antico di secoli. Che importava se qualcuno di voi fosse stato sacrificato lungo la strada, se la maggioranza fosse stata salvata? Sembrava logico, la scelta pi ovvia. Per il bene maggiore.
Il bene maggiore sussurr Corban. Mia madre, mio padre, Tukul... Sono tutti morti credendo di combattere per qualcosa di pi di questo.
Meical sollev una mano. Non dico di continuare a giustificare tutto questo, adesso. Non lo faccio, e rimpiango molte cose. Scosse il capo. Prima d'ora non avevo mai provato vergogna, o rammarico, ma lo faccio adesso. Ho imparato a rispettarti, Corban, a provare una sincera affinit con te e i tuoi compagni. Affetto, cos lo chiameresti tu.  per questo che ora ti sto dicendo tutto. Io... Fece una pausa, la bocca contorta in una smorfia. Mi importa di te, dei tuoi compagni, provo per voi qualcosa di simile al grande amore di Elyon nei vostri confronti e non posso pi sopportare di ingannarvi. Ora per il sentiero  predisposto ed  troppo tardi per cambiarlo. Dobbiamo andare fino in fondo.
Quale sentiero? C' ancora dell'altro?
Meical annu, evitando di incontrare lo sguardo di Corban.
Hai appena detto di non potermi pi ingannare scatt Corban. Oppure  un'altra menzogna?
Meical sussult come se lo avesse colpito. Ricordi gli uomini di paglia ideati da Coralen in Narvon? Quel diversivo che ci ha permesso di affondare la flotta e rubare le navi?
S.
Questa  la stessa cosa.
Come? In che modo? Parli ancora per enigmi.
Non posso dirti di pi. Ho giurato ai miei fratelli.
Corban gli volt le spalle e mosse una dozzina di passi, desiderando pi di ogni altra cosa andarsene, trovare un posto dove stare da solo, raggomitolarsi con la testa fra le mani e desiderare che tutto scomparisse. Poi si ferm, ruot sui tacchi e avanz verso Meical.
Io non sono l'Astro Splendente, vero?
Non esiste un Astro Splendente, o un Sole Nero, tranne quelli che noi abbiamo creato sussurr Meical.
Era per questo che non volevi che accettassi la sfida di Jael e impegnassi il duello. Corban scosse il capo, schiacciato sotto la valanga di una miriade di ripercussioni e conseguenze. Cosa mi dici di verit e coraggio? sibil.
Io non ti ho mai detto quelle parole replic Meical, distogliendo lo sguardo. Non potevo dirtele. In un certo senso, per, tu sei l'Astro Splendente, nella misura in cui un qualsiasi uomo pu essere qualcosa, reale come qualsiasi re, perch la gente ha scelto di crederci.
Questo non lo rende reale ringhi Corban.
Tu credi? ribatt Meical, in tono supplichevole. Siamo quello che scegliamo di essere. Cosa rende tale un re? C' qualcosa di diverso in lui? Gli scorre forse nelle vene un sangue sacro, speciale? No.  il prescelto, crede di esserlo e anche la gente lo crede.  all'altezza del suo compito, oppure fallisce. Scroll le spalle. Con te, la cosa non  diversa, e sei stato all'altezza del tuo compito, su questo non ci sono dubbi, hai superato ogni aspettativa. Sei la prova del potere della fede, di cosa si pu ottenere combinando fede e volont. Mostr un debole sorriso triste. Quello che hai fatto  davvero incredibile.
Corban stava tremando di rabbia. Sono stato ingannato, mi avete fatto danzare al ritmo di una profezia che non esiste. Sent la mano che gli scendeva verso l'impugnatura della spada, pervaso com'era di una furia di cui non aveva mai conosciuto uguale, alimentata da un'abissale disperazione. E la cosa peggiore  che hai fatto di me un bugiardo. Ho mentito a questa gente, ho rifilato loro un inganno elaborato da bambini immortali ebbri di potere! Url quelle ultime parole, con la saliva che gli schizzava di bocca, e Tempesta si alz in piedi con un ringhio, rizzando il pelo. La mano gli si chiuse intorno all'elsa della spada mentre Meical lo fissava con un mondo di dolore che gli scavava il volto e gli colava dagli occhi.
Mi dispiace sussurr.
Ti dispiace? Ci sono degli eserciti che stanno venendo a massacrarci, e la nostra sola speranza si basa su una menzogna. La mia gente morir... e a te dispiace?
Corban lasci la presa sull'elsa della spada come se essa gli avesse morso la mano.
Non tollero la tua vista concluse, e si allontan attraverso l'uscita pi vicina, che il caso volle essere la piccola porta di accesso alla galleria. La imbocc e si addentr nell'umido passaggio rischiarato dalle torce, procedendo a passo di marcia con Tempesta che lo seguiva. Prima di superare una curva si guard indietro e vide la sagoma indistinta di Meical ferma sulla soglia. Volt le spalle al Ben-Elim e prosegu nell'oscurit, piangendo lacrime di rabbia.

89. Rafe.

Rafe era esausto. Aveva corso, barcollato, strisciato attraverso le paludi per una decimana. A un certo punto si era accasciato, aveva pensato che sarebbe rimasto disteso l fino a quando non fosse morto, ma Scratcher e Sniffer lo avevano leccato, spinto con le zampe, mordicchiato e riportato a uno stato di coscienza. Se l'arrivo della primavera non avesse reso il clima pi mite sarebbe morto. Invece era sopravvissuto, e aveva continuato a camminare.
Era un buon guardacaccia, e anche nella vastit della palude che si stendeva fino all'orizzonte era riuscito a trovare la strada per tornare indietro, e alla fine in una fredda mattina aveva trovato il fiume che scorreva accanto alla torre di Morcant, come l'aveva ribattezzata dentro di s.
Una nebbia pallida copriva il terreno, levandosi dalle paludi per strisciare su per la collina su cui sorgeva la torre, ma il calore del sole cominciava gi a disperderla.
I cani gli correvano davanti, all'apparenza contenti quanto lui di essere fuori dalle paludi, e dovettero essere avvistati dall'alto della torre, perch i corni presero a squillare, annunciando il suo arrivo. Alcune figure uscirono dalle porte mentre risaliva la collina e riusciva a pensare soltanto a un pasto caldo e a un letto morbido; poi i cani tornarono di corsa verso di lui con le orecchie appiattite e la coda fra le gambe.
Rafe si ferm e guard le figure che stavano emergendo dalle porte.
C'era qualcosa che decisamente non andava: una di esse torreggiava sull'altra, quindi o una delle due era un nano e l'altra di taglia normale, oppure una di esse era un gigante...
Per gli attributi di Elyon,  Rhin. Non  decisamente la persona che desideravo vedere. E con lei c' un gigante!
La regina Rhin gli si par davanti, affiancata da un gigante dai capelli grigi che impugnava una lancia grossa quanto un remo.
Deduco che non porti buone notizie esclam Rhin.
Notizie? ripet Rafe.
Sei il solo che sia tornato spieg Rhin con impazienza, per poi guardarlo con aria interrogativa. La palude ti ha rubato il cervello?
Fame, sete borbott Rafe.
S, certo. Rhin fece schioccare le dita. Nutritelo e dategli qualcosa da bere; niente di alcolico, per, altrimenti dormir per una decimana. Poi portatelo da me.
Rafe venne scortato in un'enorme tenda, montata sul prato accanto alle mura della torre. C'erano tende ovunque, a centinaia, e guerrieri di Rhin in nero e oro. Rafe vide anche alcuni giganti, almeno una ventina.
Strani tempi, strani tempi.
Scratcher e Sniffer lo accompagnarono, ma rifiutarono di entrare nella tenda di Rhin e si allontanarono insieme quando lui ne varc la soglia. Questo forse dipese dal gigante fermo davanti all'ingresso; non quello che lui aveva visto prima, ma un altro che, se possibile, appariva ancora pi feroce, con un'enorme ascia appesa alla spalla e baffi tanto lunghi che lui ci si sarebbe potuto appendere.
Nella tenda faceva fresco e la luce era fioca. Rhin sedeva a un tavolo, e alle sue spalle c'era il gigante dai capelli grigi che l'aveva accompagnata in precedenza.
Ti senti meglio? chiese.
S, grazie, rispose Rafe, poi ricord tardivamente le buone maniere e aggiunse: Mia regina.
Rhin rise e gli segnal di sedersi. Rafe prese posto davanti alla coppa d'acqua che era gi pronta per lui e bevve, assaporandola. Nelle paludi, la maggior parte dell'acqua era fetida, perfino quella dei ruscelli era di qualit discutibile e in genere c'era dentro qualcosa di viscido. Sollev lo sguardo da sopra il bordo della coppa, rendendosi conto che Rhin e il gigante lo stavano fissando entrambi.
Allora, dov' Evnis? chiese Rhin.
Non era la domanda che Rafe si era aspettato, non per prima, comunque. Si era aspettato di pi un qualcosa come: Cosa  successo?
Non lo so rispose.
Rhin sospir. Per favore,  molto importante. Pensaci. Intensamente.
A volte lei faceva paura. Rafe ricord improvvisamente quella notte in cui si era trovato nella sua stanza, al buio, a guardare il fuoco rivelare immagini di Halion e di Conall in una segreta molto pi in basso rispetto a dove erano loro. Rabbrivid.
Era nella prima barca, eravamo sul lago e stavamo remando tutti verso Dun Crin, all'inseguimento di Edana...
Edana. Dun Crin. Inseguimento. Bene mormor Rhin.
Poi c' stato il fuoco... ci hanno teso delle trappole, hanno cominciato a incendiare le nostre barche.
In un lago! esclam Rhin in tono tutt'altro che compiaciuto.
Rafe spieg pi nei dettagli la battaglia di Dun Crin, le tattiche usate contro di loro. Le disse di come la sua barca si fosse rovesciata e lui avesse nuotato fino a riva.
Non  esattamente quello che  successo. Il fuoco non mi piace molto e ho remato fino a spaccarmi le braccia, arrivando alla riva del lago senza bagnarmi neppure i piedi. Poi per ho cercato di risalire uno dei corsi d'acqua, e gli uomini hanno cominciato a scagliarmi contro lance e vasi pieni di olio. A quel punto mi sono bagnato, perch la barca si  rovesciata e ho nuotato per un centinaio di passi sott'acqua, mi sono arrampicato sulla riva opposta e sono fuggito a precipizio.
Raccont di come la battaglia fosse ormai perduta e lui fosse fuggito nelle paludi.
Mmh fece Rhin congiungendo le dita, quando lui ebbe finito. Questo non mi  di molto aiuto.
Mi dispiace. Rafe scroll le spalle.
Non  per niente utile tuon il gigante, facendolo sussultare un poco.
Mi dispiace. Io procedevo per primo, perch ho guidato la banda di guerra fino a Dun Crin, ed Evnis era proprio dietro di me. Poi per  andato tutto al diavolo... chiedo scusa... con fuoco, acqua e sangue, e non ho pi visto Evnis.
Eri tu il capo guardacaccia? chiese Rhin.
S.
Che ne  stato di Braith?
Braith  morto.
Rhin si appoggi allo schienale della sedia con aria sinceramente sgomenta, tanto che parve quasi sul punto di versare una lacrima.
Per mano di chi? domand con voce tagliente come una lama.
Camlin. Era il capitano degli uomini di Braith, a Boscoscuro. Gli ha piantato una freccia nel ventre, da una distanza come quella che c' adesso fra noi due.
Ho gi sentito il suo nome, e non lo dimenticher sibil Rhin. Tu sei fuggito?
S.
 una cosa in cui sembri molto bravo osserv Rhin.
Non si pu biasimare un uomo per essere rimasto vivo, anche se suppongo lo si possa biasimare per essere fuggito.
Non sapendo cosa dire, Rafe rimase in silenzio, lo sguardo fisso sulla coppa che aveva in mano.
Voglio un resoconto dettagliato di cosa  successo al lago, a Dun Crin, e una mappa delle vie d'acqua. Tutto quello che ricordi. E il numero delle forze di Edana, naturalmente.
Roisin e Lorcan. Erano sulla barca con Edana.
Rhin fece una smorfia.
E c'era Halion.
Allora ce l'ha fatta a raggiungerli.
S. E Vonn.
Chi ?
Il figlio di Evnis.
Rhin e il gigante si scambiarono un'occhiata. Continua incit Rhin.
C'era Pendathran, e Camlin, credo, anche se non ricordo di averlo visto durante la battaglia. Lui per  un subdolo bastardo, e probabilmente era nascosto da qualche parte a lanciare le sue frecce.
In quel momento un certo trambusto filtr attraverso l'ingresso della tenda, poi il telo venne tratto di lato ed entrarono alcuni uomini che si fermarono sui lati per fare largo a un altro guerriero, malconcio e insanguinato, con l'elmo d'argento ammaccato e una fasciatura sporca di sangue intorno a un braccio.
Morcant.
Nel vedere Rhin, Morcant la raggiunse quasi di corsa e pieg a terra un ginocchio, baciandole la mano. A giudicare dalla sua espressione, lei parve gradire la cosa.
Avrei dovuto farlo anch'io?
Mia regina, sussurr Morcant vederti mi riempie di gioia.
Ecco, anch'io sono molto contenta di vederti replic Rhin, con un sorriso che le aleggiava sulle labbra, poi arricci il naso. Anche se potresti avere un odore migliore.
 colpa della palude protest Morcant, accennando al proprio corpo con aria offesa.
Certo. Per il momento posso tollerarlo. Stavamo ascoltando il primo superstite di questo disastro replic Rhin agitando una mano verso Rafe. A proposito, adesso puoi andare gli disse. Voglio parlare con Morcant per un po'. E accarezz una guancia del guerriero, facendo scorrere le dita su una delle cicatrici che lui si era guadagnato nella corte delle spade.
Rafe fu pi che lieto di andarsene. Si alz con un goffo inchino e lasci la tenda.
Dopo aver prelevato una fiasca di vino annacquato e un cosciotto di agnello freddo dalle cucine, si allontan dalla calca. Scratcher e Sniffer ben presto lo raggiunsero e lui girovag senza una meta precisa, ripensando all'interrogatorio di Rhin e alla battaglia. Raggiunse il fiume dove erano state attraccate tutte le barche, e da cui erano partiti quasi una luna prima, pieni di sicurezza e forse anche di arroganza, e continu a camminare lungo la riva. Adesso sapeva dove stava andando.
Svoltando, si allontan dal fiume e si addentr di un tratto nella palude, fermandosi accanto al ceppo di un albero morto. Aggirandolo, si port sulla sezione posteriore, dove le radici avevano smosso il terreno; quindi si inginocchi e infil le mani in un buco scuro. Frug alla cieca per un po', poi trov al tatto la sacca del suo equipaggiamento e la tir fuori.
Si sedette con la schiena addossata al ceppo, bevve del vino, mangi un po' di agnello e gett qualche striscia di grasso ai cani, godendo per qualche momento della sensazione di essere relativamente al sicuro.
Mi chiedo che succeder adesso. Probabilmente torneremo nelle paludi con questa nuova banda di guerra e avremo un altro scontro con Edana, ma questa volta forse avremo i giganti dalla nostra parte.
Aperta la sacca, ne estrasse la cotta di maglia. Aveva scelto di non indossarla; forse era stata una decisione stupida, considerato che stava andando in battaglia, ma l'idea di essere cos appesantito mentre viaggiava in barca su laghi e fiumi... No, l'idea di annegare lo terrorizzava.
Poi tir fuori la scatola, rigirandola fra le mani. Prov di nuovo ad azionare la serratura, ma non si smosse. Scosse quindi la scatola, e sent qualcosa di solido che si muoveva all'interno. Estratto il coltello, lo rigir nella serratura.
Non voleva aprirsi. Premette con forza crescente, e alla fine il coltello gli scivol fra le mani, ferendogli il palmo. In un impeto d'ira, gett l'arma a terra e si alz in piedi tenendo la scatola con entrambe le mani.
Non mi posso portare dietro questo stupido pezzo di legno dovunque vado.
Sollev la scatola sopra la testa e la cal con violenza sul ceppo d'albero, duro come vecchie ossa.
Si sent un sonoro crepitio e il coperchio si spalanc.
Compiaciuto di s stesso, Rafe si rimise a sedere, con i cani che si avvicinavano per annusare l'oggetto, e guard all'interno.
C'era una coppa, scura e non particolarmente raffinata. La sollev per esporla alla luce, e rimase sorpreso di quanto fosse pesante.
 fatta di un qualche tipo di metallo. La rigir fra le mani, constatando che era quasi nera e liscia, con una vena pi pallida che qua e l correva attraverso il metallo. Intorno all'orlo, una serie di antiche rune creava un'iscrizione di qualche tipo.
Bene, a quanto pare mi sono portato dietro una coppa per cinquecento leghe, attraverso le Terre dell'Esilio. Ridendo di s stesso, la sollev per gettarla nel fiume, poi si blocc. Nel guardarla, si sent assalire di colpo dalla sete.
Tanto vale che prima la usi per bere. Che ripaghi la mia fatica.
Vers un po' di vino nella coppa, lo fece vorticare per un momento al suo interno, poi lo bevve. Era stata sua intenzione accontentarsi di un sorso, ma quando infine schiocc le labbra la coppa era vuota.
Forse  una coppa magica, pens, che d a ogni cosa un sapore migliore. Forse non la getter nel fiume.
Poteva sentirsi il vino nel ventre come un alone di calore. Mentre ci pensava, la sensazione and crescendo e la sent diffonderglisi nelle vene, calda e meravigliosa, come filamenti d'oro.
Gemette di piacere.
La sensazione crebbe, espandendosi agli angoli pi estremi del suo corpo - le dita dei piedi e delle mani, la testa, dietro gli occhi -, vorticante e inebriante, meglio dell'usque pi pregiato che suo padre gli avesse mai permesso di assaggiare. Sent una risata, e si rese conto di essere lui a ridere, poi avvert l'erba contro una guancia. La coppa gli rotol dalle dita, sul tappeto erboso.
Onde di piacere gli pulsavano attraverso il corpo, sempre pi forti, fino a diventare sgradevoli nella loro intensit, troppo meravigliose. Adesso avvertiva come un prurito dietro gli occhi, gli pareva che il cuore gli si gonfiasse nel petto. Gemette ancora, ma questa volta non fu un'espressione di piacere, perch esso si stava trasformando in dolore, e paura. Ripieg le gambe contro il petto, si contorse e gemette, mentre i cani lo annusavano e gli leccavano la faccia, uggiolando con le orecchie appiattite sul cranio.
Poi url, rigido in tutto il corpo, sudato, con ogni muscolo bloccato in uno spasmo interminabile. Avvert un sapore di sangue e si rese conto che si era morso la lingua. L'oscurit lo avvolse, la vista gli si annebbi, il mondo svan intorno a lui e perse conoscenza.

90. Corban.

Corban marciava lungo la galleria umida, la cui oscurit era punteggiata dalle torce inserite nei loro sostegni, con l'eco sonoro dei propri passi e il fruscio di quelli di Tempesta che procedeva davanti a lui.
Aveva la sensazione di impazzire.
L'enormit di quello che Meical gli aveva appena rivelato continuava a martellarlo, rotolandogli addosso come un susseguirsi di onde su una spiaggia.
Il suo primo pensiero era stato per i suoi amici, aveva pensato di dirglielo. Di dirlo a Gar.
Ha vissuto tutta la vita votato alla profezia, e a me, a causa di essa. Suo padre  morto per quella profezia. Questo lo distrugger.
Come faccio a dirlo a chiunque altro? In tanti hanno perso cos tanto per via di questa strategia, come Meical l'ha definita.
Cosa penseranno?
Cosa faranno?
Lasceranno Drassil? Torneranno alle loro case? Si arrenderanno?
Poi un'altra domanda lo colp come un martello.
E io, cosa far?
La verit era che in quel preciso momento non ne aveva idea. Tutto quello che sapeva era che aveva bisogno di allontanarsi da Meical. La sua stessa ira lo aveva spaventato, nella grande sala, perch si era reso conto di essere a un passo dall'estrarre la spada contro il Ben-Elim, e nonostante tutto non voleva vedere Meical morto. O tentare di ucciderlo. C'era stato qualcosa di puro e onesto nella sua confessione, e nell'ascoltarlo aveva perfino provato una sfumatura di compassione per lui... adesso era completamente sopraffatta dalla sua rabbia, ma sapeva che esisteva comunque.
Guard verso Tempesta, che gli procedeva accanto, e pos una mano sul suo dorso continuando a camminare.
Alcune figure apparvero nella successiva pozza di luce, due uomini con la spada al fianco, uno dei quali impugnava una lancia. Non sapeva da quanto tempo stava camminando, sapeva solo che la sua ira aveva cominciato ad attenuarsi; non accennava a sbiadire o a scomparire, ma almeno aveva smesso di ribollirgli nella mente, ronzando come un migliaio di calabroni infuriati per essere stati buttati a calci fuori dal nido. E lo stomaco gli gorgogliava, suggerendogli di trovare qualcosa da mangiare.
Le figure si fecero pi vicine, due guardie di stanza alla prima botola di accesso alla foresta di Forn. Avvicinandosi li riconobbe, erano due dei rematori, Atilius e suo figlio Pax. Li salut, e loro parvero compiaciuti nel sentirlo chiamarli per nome.
Entrambi recavano i segni della battaglia impegnata davanti alle mura di Drassil. Pax aveva una benda di lino intorno alla testa e Atilius una cicatrice ancora fresca che gli correva lungo tutto l'avambraccio, con i buchi dei punti rimossi di recente che erano ancora visibili.
Entrambi erano sorridenti e in vena di conversare, e gli chiesero di Dath.
Ieri ha stretto il vincolo delle mani!  stato solo ieri? Da allora parevano essere successe una quantit di cose. Trov difficile chiacchierare con quei due uomini. Si era abituato al fatto che la gente gli volesse parlare, e cercava sempre di trovare qualche momento per tutti, ma questo era stato prima.
Prima che sapessi della grande menzogna. Davanti a loro provava vergogna, perch quelli erano guerrieri che avevano rischiato la vita davanti alle mura di Drassil, tutto nel nome di una profezia e di un Astro Splendente. Lo guardavano pensando che fosse qualcosa che in realt non era.
Mi serve un po' d'aria.
Mi aprireste la porta? chiese. Ho bisogno di sentire un po' di sole sulla faccia.
S, mio signore rispose Pax, e risal di corsa il pendio che conduceva alla porta nascosta.
Signore!, pens Corban, mentre Pax e Atilius lo seguivano pi lentamente.
Ci sono notizie della prossima banda di guerra? chiese Atilius. Era un veterano, un guerriero di Tenebral, ed era chiaro che fosse abituato alla guerra.
No rispose Corban.
Gliela faremo vedere noi, se arriveranno qui dichiar Pax, mentre suo padre lo aiutava a sollevare la pesante sbarra di quercia.
Non ne dubito replic Corban. Intanto la porta venne spalancata e la luce del sole fiott nella galleria. Grazie esclam, e usc all'aria aperta, con Tempesta che lo precedeva per andare ad annusare una macchia di sanguinella.
Mio signore? chiam Pax, in tono nervoso.
Non di nuovo. S? sospir Corban.
Dove sono i tuoi scudieri? Pax si guard intorno nella foresta. Forn non  sicura.
Stanno dormendo tutti per smaltire i postumi della sbornia spieg Corban con un pallido sorriso. Per ho con me Tempesta, e comunque non mi allontaner di molto. Picchier sulla porta quando sar pronto a rientrare.
D'accordo, allora replic Atilius, e i due richiusero la botola. Appena prima che si chiudesse del tutto, Pax fece capolino e gett qualcosa a Corban: una fiasca d'acqua e qualcosa avvolto in una pezza di lino. Corban sorrise mentre la botola finiva di abbassarsi e l'erba si fissava su di essa, facendola apparire come un normale tratto di foresta.
Cammin per un po', attirato da un rumore di acqua corrente, e ben presto raggiunse un fiume stretto e veloce, dalle sponde ripide, coperto di spuma bianca e ruggente nel farsi largo lungo un burrone in miniatura. Sal su una lieve altura che divenne di colpo pi erta, fino a farlo sbucare in una radura erbosa sul ciglio di una collina. A sud le mura e le torri di Drassil erano chiaramente visibili fra la vegetazione, e il grande albero allargava i rami su di essa come un guardiano di legno e corteccia. In quella radura il sole gli batteva caldo sulla faccia. Si distese supino e guard in alto, assaporando la sensazione di non avere, per una volta, l'intreccio dei rami che lo sovrastava. Nubi simili a ragnatele sbiadite velavano il cielo, attenuandone l'intenso bagliore azzurro primaverile.
Da l, i problemi della vita sembravano attenuarsi appena un poco, e la tempesta di shock e di disperazione che lo aveva sopraffatto solo poco tempo prima si trasform in acque pi calme. Si puntell su un gomito e apr la fiasca che Pax gli aveva gettato: era piena di vino annacquato, non di acqua, che risult molto gradito alla sua gola arida e gli ricord i festeggiamenti del giorno precedente. L'involto di lino conteneva un pezzo di formaggio e una spessa focaccia d'avena, che divise con Tempesta, che lo fissava seduta perfettamente immobile, tranne per un filo di saliva che le gocciolava da una zanna. Le lanci un altro pezzo di formaggio e lei lo afferr al volo, schioccando i denti, poi si avvicin e lo urt con la testa, gettandolo di nuovo disteso e sovrastandolo per leccargli la faccia.
La spinse di lato e rotol su un fianco. Cos facendo sent qualcosa pizzicargli il braccio, e nell'abbassare lo sguardo vide il bracciale di ferro scuro e fili d'argento che gli cingeva l'avambraccio, un oggetto splendido. Ricord la notte in cui gli era stato dato, e come Meical avesse conficcato la sua spada nella pietra.
Siamo quello che scegliamo di essere' gli aveva detto Meical quella mattina.
La domanda , cosa scelgo di essere?
Ripens alle parole di Meical, a ogni singola frase, riflettendoci sopra. Intanto, not che l'aria cominciava a farsi pi fredda, e che un vento teso soffiava ora da sud.
 ora di rientrare disse infine a Tempesta. Non posso restare qui seduto per sempre, e devo fare un annuncio.
La confessione di Meical gli faceva ancora male, quasi in modo intollerabile, come una ferita irraggiungibile e inguaribile che lo aveva trapassato in profondit, ma sapeva che non si poteva semplicemente nascondere nei boschi. Che doveva tornare indietro, se non per s stesso, per quanti avevano creduto alla menzogna e lo avevano seguito. In questa Guerra degli Di c'era pi che strategie e giochi di creature immortali. C'erano persone. Parenti. Amici.
Posso non essere il grande guerriero che credevo, che secondo la profezia  venuto a salvare il mondo, ma sono un uomo che ha perso sua madre e suo padre a causa della guerra. Ho perso la mia casa, il mio re, i miei amici. Non volter semplicemente le spalle a tutto questo. Calidus e Nathair costituiscono ancora l'incarnazione del male, e devono essere fermati. Che io sia o meno stato scelto da un dio perduto, non volter le spalle a questa lotta.
Mentre si alzava, Tempesta guard verso nord, in direzione del pendio e dell'ombra degli alberi, e ringhi. Nello stesso tempo, un suono giunse all'orecchio di Corban da sud. Da Drassil. Un selvaggio squillare di corni. Tese l'orecchio per ascoltare e gli parve di sentire voci, urla, un cozzare di armi.
Accanto a lui, il ringhio di Tempesta si fece pi sordo, trasformandosi in un brontolio aggressivo, mentre lei rizzava il pelo. Corban si gir di scatto, sent il terreno tremare, scorse i rami muoversi a causa di qualcosa di enorme che sopraggiungeva dalla foresta.
Ingiunse ai suoi piedi di muoversi, ma per un momento rimase paralizzato dove si trovava. Poi una massa di pelo e zanne emerse dall'ombra degli alberi: un grande orso, montato da un gigante biondo e chiaro di carnagione. Era vestito di pelli e portava un martello da guerra appeso alla schiena.
Il gigante della tenuta di Gramm, quello che ha ucciso Tukul. Ildaer, il signore della guerra dei Jotun.
Io ti conosco esclam il gigante, con voce aspra.
Altri orsi emersero dalla foresta - due, quattro, cinque - ciascuno con un cavaliere sul dorso.
Corban diede un secco ordine a Tempesta e si gir, mettendosi a correre.

91. Coralen.

Coralen fece perdere l'equilibrio ad Akar con un calcio, lo vide cadere e tentare quella manovra rotolante che Sumur aveva eseguito in modo tanto perfetto davanti a tutti loro durante il suo duello con Corban. Akar fu per pi lento di una frazione di secondo e Coralen mir un po' pi in alto, perch aveva messo in conto quel tentativo prima ancora che venisse messo in atto.
Il risultato fu un Akar morto, o che sarebbe stato tale se la sua spada non fosse stata di legno. Lui si rialz con un sussulto e un cenno cortese del capo che lei quasi non not. Stava pensando a Corban.
L'ho baciato. Baciato. E lui cosa fa? Niente. Quella parola suon come un ringhio perfino nella sua mente.
Di nuovo disse ad Akar, senza notare che lui parve deluso da quella richiesta.
Mentre si muovevano, le loro armi scandirono un ritmo sordo e costante. Akar era tecnico, fluido, perfetto come ogni Jehar. Coralen era tutta movimento e furia, ma non aveva gli artigli da wolven, soltanto una spada da addestramento. Akar super la sua guardia con una fitta e un affondo, e le premette la spada contro la carne, appena sotto la gabbia toracica.
Mi hai appena uccisa.
Quel pensiero la fece infuriare. Afferr la spada, si iss in piedi e cal la lama di legno sulla gola di Akar.
Questo cosa sarebbe? domand lui ritraendosi.
Mi hai uccisa, ma non sul colpo. Mi stavo esercitando a portare il mio nemico con me al ponte delle spade.
Lui accolse quelle parole con un sorriso e un cenno di rispetto, poi si port una mano alla gola e ritrasse le dita sporche di sangue. Anche se la sua lama era fatta di legno, Coralen era riuscita a ferirlo.
Io non sono il tuo nemico esclam Akar.
Cosa?
Io non sono il tuo nemico, ripet lui, e non desidero morire mentre mi addestro nella corte delle armi.
Mi dispiace borbott Coralen.
Quella mattina era arrivata per prima nella corte delle armi, aspettandosi di trovare l Corban e di infliggergli quanti pi lividi era fisicamente possibile causare in una mattinata di addestramento. Quando lui non si era fatto vedere, questo l'aveva fatta infuriare ancora di pi, perch si era trovata costretta a vedere la cosa come un insulto personale.
Mi sta evitando.
Akar era stato il primo sfortunato che le aveva chiesto se voleva duellare con lui.
Non funziona. Devo cercare Corban e dirgli quello che penso di lui. Quello che penso di un uomo che viene baciato da una donna e poi la evita per una decimana. Soprattutto quando la donna in questione sono io. Io, che ho preso a pugni, calci e morsi una ventina di uomini che hanno cercato di baciarmi, e che adesso...
Url internamente.
Lasci a grandi passi la corte delle spade, scagliando la spada da addestramento in uno dei contenitori di vimini. Percorse le ampie strade della fortezza, diretta verso la grande sala, e lungo il percorso si guard intorno in cerca di Tempesta. Se Corban non fosse stato nella sala, lo avrebbe cercato in camera sua.
Raggiunta la grande sala, ne varc le porte aperte. Quella camera riusciva ancora a pervaderla di un senso di meraviglia, cos vasta, con i rami che si stendevano lungo il soffitto, in alto. Si sofferm sui gradini che portavano nella sala, guardandosi intorno, mentre pensava a Dath e Kulla, ai festeggiamenti della notte precedente, e sorrideva. Poi ramment il loro bacio, che a sua volta le ricord qualcos'altro e la fece accigliare.
Scorse Meical seduto su una panca a uno dei tavoli, a testa china.
 la prima volta che lo vedo immobile. Di solito sta sempre facendo qualcosa, in ogni momento della giornata. Forse ha visto Corban.
Uno squillo di corno echeggi attraverso la camera, proveniente da un punto lontano, sulla destra. Si guard intorno senza vedere nessuno, poi si rese conto di cosa si trattava.
L'allarme di una delle gallerie.
Alle armi! tuon. Nemici nelle gallerie. Alle armi! Alle armi! Intanto stava gi correndo con la spada in pugno, senza neppure aver registrato l'atto di estrarla, controllando ogni galleria per trovare quella da cui veniva l'allarme. Gli squilli continuarono a ripetersi, e altre persone raccolsero il suo grido. Coralen lo sent diffondersi nella sala e fuori dalle porte, nel cortile al di l di esse.
Dobbiamo chiudere la galleria, sigillare le porte.
Si guard intorno e not che Meical le stava correndo dietro, mentre altri si dirigevano alle porte. Poi individu la galleria in questione. Un guerriero era fermo alla sua imboccatura, soffiando nel corno, mentre altri spingevano l'enorme botola. Un gigante si un agli altri per aiutarli, ma l'uomo con il corno grid loro qualcosa, segnalando che si fermassero.
Poi Coralen arriv sul posto. Strani suoni echeggiavano nel tunnel, zoccoli, piedi e qualcosa che sembrava un grande vento.
Chiudete! url agli uomini e al gigante, che erano fermi con le mani sulle funi dell'enorme botola, tenendola sospesa.
No grid di rimando l'uomo con il corno, un cacciatore di Narvon che si era unito al suo gruppo. Abbiamo degli esploratori laggi! Mio fratello  l sotto!
Coralen si arrest per un momento, guardando nella galleria che digradava con un lieve pendio, rischiarata per duecento passi da due torce il cui chiarore non rivelava nulla. In teoria, qualsiasi nemico presente nella galleria avrebbe dovuto essere ad almeno mezza giornata di distanza, e gli esploratori di stanza laggi erano dotati di corni e di rapide cavalcature per dare l'allarme il pi in fretta possibile, ma i rumori che arrivavano dal passaggio non le piacevano affatto.
Potrebbero essere molto lontani... il suono arriva distante in quelle gallerie, soprattutto se prodotto da qualcuno che procede in fretta.
Poi il martellare degli zoccoli si separ dagli altri suoni e divenne pi forte. D'un tratto un cavaliere apparve nella galleria, rischiarato dalle torce mentre galoppava a rotta di collo su per il pendio, verso di loro. La sua bocca si muoveva, urlando, ma lei non si riusciva a sentire nulla a causa del fragore degli zoccoli e da quello strano suono alle sue spalle, uno stridere e strisciare come di mille coltelli sulla pietra.
Chiudete le porte! url il cavaliere emergendo dalla galleria. Coralen si affrett ad afferrare le redini del cavallo, fradicio di sudore e con la schiuma alla bocca. Gli occhi del cavaliere erano dilatati dal panico.
Coralen aveva avuto intenzione di fargli qualche domanda, ma invece si gir di scatto verso gli uomini che manovravano l'enorme botola e url loro di chiuderla. I cardini scricchiolarono quando cominci ad abbassarsi.
Un enorme ruggito rimbomb nella galleria, esplodendo nella sala come una raffica di vento nella pi violenta delle tempeste, una cosa fisica che fece tremare le ossa e scoppiare i timpani. Qualcosa apparve nel passaggio, un essere enorme con una testa dal muso piatto e dagli occhi piccoli, con lunghe zanne e gambe possenti dagli artigli affilati come rasoi.
No.
Un draig! stridette Coralen, e la botola si abbatt di schianto quando gli uomini cessarono i loro sforzi di abbassarla in modo controllato. Coralen intravide un'ultima volta l'interno del tunnel, il draig che incombeva sempre pi vicino, con qualcuno sul suo dorso, e dietro di esso una massa di guerrieri, alcuni a cavallo, altri che correvano a piedi, poi la botola si chiuse sollevando una grande nuvola di polvere.
Gli uomini si lanciarono sui catenacci per farli scattare, mentre il gigante e altri guerrieri sollevavano la grande trave di quercia da inserire nei passanti di ferro montati sulla botola.
Qualcuno l'afferr per un braccio e la fece girare. Meical.
Cosa hai visto? le chiese, con voce calma e controllata.
Un draig, con un cavaliere sul dorso.
Nathair cavalca un draig disse Meical.
S, era lui sussurr Coralen, che non lo avrebbe mai dimenticato, dopo averlo visto a Murias. Con lui ci sono i Kadoshim, a centinaia. Guard verso l'esploratore, che aveva ancora gli occhi dilatati dal panico. Lo afferr per un polso e lo scosse.
Come mai sono cos vicini? gli chiese. Dove sono gli altri esploratori?
Si muovono pi in fretta del vento rispose l'esploratore. e quel draig... Il volto gli si contrasse sulla scia del ricordo di qualcosa di terribile. Ha raggiunto gli altri esploratori, li ha calpestati.
Il gigante inser la trave attraverso il primo passante. Adesso c'erano guerrieri ovunque, almeno alcune centinaia, tutti armati ma senza l'armatura indosso. Altri continuavano a riversarsi nella sala a mano a mano che l'allarme dato dai corni si diffondeva nella fortezza.
Dov' Ban? chiese Coralen a Meical, afferrandolo per un braccio mentre si girava per allontanarsi.
Lui... Meical si ferm, e un misto di dolore e senso di colpa gli affior sul volto. Si  addentrato in una delle gallerie con Tempesta...
Cosa?
Non era questa... Questa sbuca a sud, giusto?
S.
No, lui ha imboccato quella vicino al seggio di Skald.  al sicuro.
Perch ha fatto una cosa del genere?
Un impatto enorme e assordante si abbatt contro la botola, scuotendola e sollevando nuvole di polvere lungo i bordi, mentre le serrature vibravano e alcuni catenacci si staccavano.
Non regger. Coralen lo comprese all'istante.
Preparatevi! url Meical, con quanta voce aveva.
Gar oltrepass le porte insieme a qualche ventina di Jehar, e altre persone apparvero da direzioni diverse: Wulf, con una manciata di lanciatori d'ascia, Javed con i suoi combattenti delle fosse. Coralen vide Brina e Cywen in piedi sui gradini della scala che portava alla camera di Corban, e dietro di loro Dath e Kulla, che apparivano assonnati e con i capelli arruffati.
Almeno lui ha il suo arco.
Dov' Ban? grid Gar quando fu pi vicino.
Nella galleria settentrionale. Meical dice che  al sicuro rispose Coralen, salutando con un cenno Enkara che era al fianco di Gar; la sua gamba non era ancora guarita del tutto da quando il cavallo vi era caduto sopra.
Un altro impatto si abbatt sulla botola, e la trave di quercia che il gigante vi aveva spinto sopra si spezz con un fragoroso crepitio, producendo una nuvola di polvere.
Indietro, fatevi indietro! url Coralen cercando di spingerli tutti lontano dalla botola. Sono troppo vicini: se va in pezzi un centinaio di uomini rimarr ucciso dall'esplosione.
Meical e Gar aggiunsero la loro voce alla sua, imitati da altri, e lentamente la massa di gente agitata e confusa si spost all'indietro, formando un cerchio intorno alla botola a una ventina di passi di distanza.
Quello sar il terreno scoperto su cui abbattere il nemico, ringhi fra s Coralen, dondolandosi sulla punta dei piedi, ora impaziente di combattere. Vorrei avere i miei artigli da wolven. Dovr fare alla vecchia maniera. E con la sinistra estrasse il coltello che portava alla cintura.
Ci furono alcuni momenti di silenzio, nei quali la polvere si deposit al suolo; si sent qualche armatura scricchiolare, mentre tutti aspettavano.
Poi la botola esplose in un assordante scoppio di legno e ferro, e una grande nube di polvere si lev ad avvilupparli. Nel tunnel, il draig rugg la sua furia e si lanci nella sala, seguito da uno sciame di figure indistinte.
Scoppi il caos.
Il draig si fece largo attraverso il cerchio di uomini, sventrandone una dozzina che furono troppo stolti o troppo coraggiosi per spostarsi dalla sua traiettoria, mentre Nathair colpiva su entrambi i lati con la sua spada lunga. Un'orda di nemici si lanci nella breccia aperta dal draig, superando la prima cerchia di difensori per abbattersi sui guerrieri che si andavano radunando nella camera. Meical non attese il nemico, ma avanz a grandi passi nella nube di polvere sollevata dal draig, un solo uomo deciso a sigillare la breccia contro cos tanti avversari, la spada che brillava opaca nelle sue mani in mezzo alla polvere. Un momento pi tardi un demone d'ombra si lev stridendo nell'aria, e Coralen comprese che Meical aveva abbattuto il primo avversario.
Verit e coraggio! tuon Gar, lanciandosi per raggiungerlo, e Coralen lo segu urlando con quanto fiato aveva, mentre tutti coloro che formavano il cerchio si univano a quel grido e scattavano in avanti.
I Kadoshim erano ovunque, ma in mezzo e dietro di loro c'erano altri guerrieri, vestiti con giustacuori di cuoio come i pirati a cui avevano sottratto le navi in Narvon, armati di spada corta e scudo rotondo. A Coralen piacevano, perch erano molto pi facili da uccidere dei Kadoshim. In quello che le parve un lasso di tempo inesistente si ritrov con spada e pugnale viscidi di sangue, mentre una mezza dozzina di uomini giacevano dietro di lei, morti o morenti.
I Kadoshim stridevano come quei demoni che in effetti erano, uccidendo con frenesia, e dovunque essi andavano la gente di Drassil moriva. Una manciata di passi pi avanti rispetto a Coralen, Gar e Meical si paravano davanti a loro come un'isola, e quasi a ogni secondo un demone d'ombra si formava nell'aria.
Un volto emerse dalla calca, davanti a lei, anelli di ferro in una barba oliata, e uno scudo rotondo con borchie scatt verso il suo volto. Coralen schiv da un lato, cal la spada sul braccio che reggeva lo scudo, poi si fece pi vicina e piant il coltello nel ventre, assestando uno strattone laterale. Ritraendosi, assest al guerriero uno spintone in pieno petto che lo fece incespicare all'indietro, lasciando al suolo una scia di intestini. Un altro guerriero la attacc con un affondo, rimase interdetto nel constatare che lei non era pi dove si aspettava di trovarla, e subito dopo soffoc nel suo stesso sangue quando lei gli pass il coltello sulla gola.
Poi un Kadoshim avanz nella sua direzione, e lei si trov a ritirarsi colpendo con spada e coltello; lo fer alla coscia, al polso e lungo le costole, ma lui non parve neppure registrare le ferite, e tanto meno ne fu rallentato. Il sangue colava da ciascuna di esse, ma era lento e denso, non a fiotti come Coralen si sarebbe aspettata. Indietreggi passo per passo, costretta progressivamente a uscire dal cerchio e a muoversi verso il trono di Skald, lontano dai guerrieri che lottavano disperatamente per contenere la banda di guerra che cercava di aprirsi a forza la via fuori della galleria. Una scheggia di paura le si insinu nel ventre, quando la sua difesa divenne sempre pi frenetica e sconnessa. Sentiva che cominciava a indebolirsi, con i polmoni che bruciavano, a mano a mano che il Kadoshim la incalzava implacabile, i suoi colpi che si fondevano in un fluido attacco costante. Sbatt le palpebre per liberare gli occhi da quello che pensava essere sudore, ma scopr che era sangue, proveniente da un taglio sopra l'occhio che lei non aveva neppure avvertito e, nel rendersi conto che il flusso non cessava, sent ingrandirsi quella scheggia di paura.
Potrei morire qui. Come  riuscito Corban a far apparire tanto facile combattere contro queste cose?
Poi un guerriero l'aggir, brandendo una spada ricurva: Akar. Lui ruot intorno al Kadoshim, immobilizzandosi con le spalle rivolte a entrambi, la spada impugnata a due mani che grondava viscido sangue nero. Il Kadoshim mosse qualche passo barcollante, poi la sua testa rotol di lato e cadde a terra con un tonfo, il corpo che la seguiva qualche istante pi tardi mentre una nebbia simile a icore nero prendeva forma nell'aria, stridendo la propria ira contro il mondo.
Coralen rivolse un cenno di ringraziamento ad Akar, poi lui scomparve, seguito da una dozzina di Jehar, per abbattersi sulla marea di Kadoshim e di Vin Thalun che fluiva dalla galleria.
Strappata una striscia di stoffa dalla camicia, Coralen se la leg intorno alla fronte, poi si prese un momento per guardarsi intorno.
Altri guerrieri continuavano ad affluire nella sala. Intravide Tahir, lo scudiero del re bambino, alla testa di decine di guerrieri di Isiltir dal mantello rosso che si lanciarono alla carica gi per i gradini contro Nathair e il suo draig.
Il cerchio che si era formato intorno alla botola veniva intanto spinto progressivamente indietro, assottigliato e prossimo a logorarsi a mano a mano che altri nemici continuavano a scaturire dalla galleria, anche se il numero degli avversari caduti era ormai innumerevole, con mucchi di cadaveri accatastati in un circolo sempre pi ampio.
Non possiamo contenerli ancora per molto.
Mentre guardava, nel cerchio si apr una breccia, e Kadoshim e Vin Thalun vi si riversarono come una piena, spargendosi per la camera e girandosi per assalire i difensori alle spalle.
Coralen si guard selvaggiamente intorno, cercando di trovare i suoi amici in quel caos, perch voleva combattere accanto a loro, se tutto questo sarebbe andato a finire come pensava.
Vorrei aver parlato con Ban. Per favore, Elyon, fa' che sia al sicuro. Fallo vivere.
Un possente ruggito echeggi per la camera, sopraffacendo per un momento il fragore della battaglia. Girandosi a guardare, Coralen vide Balur Occhio Solo in piedi sui gradini antistanti le porte, con Ethlinn e le forze Benothi alle sue spalle. Con un altro ruggito lui prese a scendere i gradini, correndo verso di loro con i Benothi che lo seguivano come una valanga, facendo tremare il terreno. Si abbatterono sui Kadoshim e Vin Thalun che avevano infranto il cerchio, sparpagliandoli come bambole di paglia, le asce che staccavano la testa ai Kadoshim e i martelli da guerra che riducevano i Vin Thalun in poltiglia, e i difensori tornarono a serrare le file dietro di loro. Coralen vide Dath radunare intorno a s una dozzina di arcieri, allineandoli lungo la scala che portava al piano superiore, da dove presero a bersagliare di frecce il nemico. Sull'altro lato, Wulf aveva raccolto intorno a s i suoi lanciatori d'ascia, che stavano concentrando i loro tiri contro il draig di Nathair e i guerrieri nemici accalcati intorno a lui. Altrove intravide Javed, fradicio di sangue, con un coltello in ciascuna mano, circondato da Vin Thalun morti o morenti. Sul suo volto aleggiava un sorriso feroce, e i suoi combattenti delle fosse stavano aprendo un solco sanguinoso attraverso una massa di Vin Thalun. Coralen avvert un nuovo impeto di speranza, unito a una rinnovata energia, e si lanci di nuovo nella mischia, decisa a trovare Gar e a combattere al suo fianco.
Lui era ancora accanto a Meical, entrambi intrisi di sangue e circondati da una marea di cadaveri. Coralen si un a loro, proteggendo ora l'uno e ora l'altro mentre Vin Thalun e Kadoshim si lanciavano contro i due guerrieri. Colp, trafisse e tranci fino a sentire le braccia farsi pesanti e ad avere le mani viscide di sangue.
Altri si unirono a lei, creando un sempre pi largo semicerchio a proteggere Gar e Meical sui fianchi... Enkara e Hamil, Akar e una dozzina di altri Jehar.
Il flusso dei nemici che uscivano dalla galleria cominci a rallentare, e un'ultima ondata si lanci loro contro. Coralen devi un colpo con il coltello e affond la spada nel petto di un Vin Thalun, ma la lama rimase incastrata fra le costole quando lei cerc di liberarla. Un altro Vin Thalun se ne accorse e le si lanci contro, la spada protesa in un affondo contro il suo fianco esposto.
Qualcosa gli si abbatt nel petto, scaraventandolo lontano in un'esplosione di sangue. Quando infine atterr, rotolando, Coralen vide che aveva uno dei coltelli da lancio di Laith che gli sporgeva dal petto. Intanto Laith la raggiunse, con un altro coltello in ciascuna mano, coperta di tagli e del sangue di altre persone. Con lei c'era Farrell, che aveva il martello da guerra appeso alla schiena e impugnava la daga gigantesca nelle mani viscide di sangue.
Funziona meglio, con i Kadoshim ringhi. Dov' Ban?
Prima che Coralen potesse rispondere, un nuovo rumore giunse dalla galleria. Intorno a loro la battaglia conobbe una pausa quando in molti si girarono a guardare. Una serie di tonfi ritmici scaturiva dal passaggio, riverberando in onde pulsanti. Poi ne emerse una nuova fila di Kadoshim, circondati da mosche ronzanti e guidati da un guerriero alto e snello, che impugnava una spada lunga e indossava una cotta di maglia. Lo sguardo di Coralen fu per attratto dalla sua faccia, che era in parte carbonizzata, con la pelle che si staccava; i capelli grigi crescevano in ciuffi sulla testa, perch in certi punti erano strinati o addirittura totalmente bruciati.
Calidus ringhi Meical.
Alle spalle di Calidus e di quei nuovi Kadoshim procedevano altri guerrieri, che marciavano in file disciplinate, muniti di lunghi scudi, con la spada corta in pugno e un elmo di ferro sulla testa. Coralen ricord di averli visti in Domhain, quando aveva preso parte a una scorreria notturna contro la forza d'invasione di Rhin. Erano stati i soli a non cedere al panico, e giorni pi tardi le era stato detto che il loro muro di scudi aveva sgominato la banda di guerra di Domhain.
Centinaia di quei guerrieri stavano sbucando dalla galleria, una colonna interminabile di uomini, larga venti scudi. Coralen sent il cuore venirle meno.
Nel vedere Meical, Calidus sogghign e punt dritto verso di lui. Meical gli and incontro e le loro lame si scontrarono con una velocit incredibile. Il puro senso di potere che scaturiva dai loro colpi era sconvolgente. Poi scatt in avanti uno dei Kadoshim, che appariva in qualche modo diverso dagli altri ed era circondato da mosche ronzanti. Attacc Meical, riuscendo a mandare a segno un colpo di striscio che lo fece cadere a terra e rotolare all'indietro. Calidus lo segu, ma Enkara si mise in mezzo a loro, la spada sollevata, e devi il fendente che stava calando su Meical; poi esegu un rovescio agli occhi che costrinse Calidus a barcollare all'indietro. Alle sue spalle, Meical si sollev in ginocchio, ma intanto l'altro Kadoshim si lanci verso Enkara. Non aveva armi: si limit ad afferrarla, evitando in qualche modo la sua spada ricurva e serrandole il polso. Impresse un selvaggio strattone, facendo volare lontano la sua arma, poi trasse a s Enkara e le serr la faccia con una mano, torcendo.
Coralen sent il collo di Enkara spezzarsi da venti passi di distanza, vide il Kadoshim gettare da un lato il suo corpo senza vita.
Url e gli si lanci contro.

92. Cywen.

Cywen irruppe nell'ospizio con il respiro affannoso e i polmoni che bruciavano. I degenti si stavano sollevando a sedere, alcuni si muovevano sulle grucce e altri cercavano di infilarsi gli stivali e di trovare delle armi. Si immobilizzarono tutti, fissandola.
Fuori di qui ansim lei. Poi, a voce pi alta: Il nemico  nella grande sala. Se siete in grado di combattere andate l, altrimenti dovete andare in un posto pi sicuro.
Tutti si misero in movimento. Intanto Brina sopraggiunse alle sue spalle.
Grazie per... aver aiutato... una vecchia disse, acida.
Mi dispiace si scus Cywen.
Si erano trovate entrambe nella grande sala, ed erano rimaste a guardare ammutolite il draig aprirsi un varco attraverso la botola e la banda di guerra di Kadoshim e Vin Thalun riversarsi fuori dal sottosuolo. Non ci era voluto molto per rendersi conto che i guerrieri di Drassil erano spaventosamente inferiori di numero e che, contrariamente alla battaglia fuori dalle mura, avevano nei Kadoshim un avversario che era almeno loro pari per abilit. In aggiunta a questo, il loro numero appariva infinito, e avevano l'appoggio di un'orda urlante di pirati Vin Thalun. Quando il cerchio di difensori che cercava di contenerli si era spezzato, Brina e Cywen si erano guardate a vicenda nel formulare lo stesso pensiero. L'ospizio.
Se i Kadoshim vi arriveranno, sar un bagno di sangue.
Si erano quindi precipitate attraverso le strade di Drassil, dove il caos regnava ovunque, e Cywen aveva distanziato Brina.
Ancora con il respiro affannoso, cominci ad aiutare la gente ad alzarsi dalle brande e a vestirsi, distribuendo semi di papavero a chi ne aveva bisogno. Brina intanto stava riempiendo una borsa di erbe e fiale. Una volta che l'ospizio fu quasi vuoto, Cywen vide l'altra cosa per cui era venuta l: le sue due cinture con i coltelli da lancio.
Se le pass sopra la testa e lasci scorrere le dita sulle impugnature ricoperte di cuoio, trovando rassicurante quel peso familiare.
Pronta? chiese Brina, che stringeva una sottile lancia in una mano e aveva la sacca appesa alla spalla. Cywen inarc un sopracciglio nel vedere l'arma.
Serve pi che altro ad aiutarmi a camminare e a mantenere il tuo passo scatt Brina.
Tornarono quindi verso la grande sala, questa volta pi lentamente, con il fragore della battaglia che saliva di tono a ogni passo. Uomini e donne correvano in ogni direzione, il panico permeava l'aria. La battaglia si era estesa al cortile antistante la grande sala, con gruppi di guerrieri che combattevano qua e l, mentre Kadoshim e Vin Thalun continuavano a uscire dalle porte semiaperte. Cywen vide un Kadoshim spiccare un balzo con cui super almeno venti passi per andare ad abbattersi su una manciata di uomini di Wulf, sparpagliandoli. Mentre lo oltrepassava di corsa, il Kadoshim si accoccol su uno dei corpi con la bocca che grondava sangue; la gola del guerriero appariva squarciata a morsi.
Mentre si avvicinavano alle porte semiaperte, superando di corsa gli ultimi gradini esterni, si sent un ruggito assordante e qualcosa colp con violenza i battenti dall'interno; uno di essi si stacc dai cardini e si abbatt con uno schianto stentoreo su amici e nemici in pari misura. Poi il draig emerse dalle rovine della porta con Nathair sul suo dorso, lanciandosi nel cortile dove prese a girare la testa di qua e di l, con le fauci che scattavano in avanti per azzannare. La belva si allontan da loro per inseguire una massa di guerrieri in fuga, lasciando le porte momentaneamente vuote.
Adesso disse Brina, correndo verso l'ingresso.
Un Vin Thalun si lanci verso di loro proprio mentre arrivavano alla porta ormai spalancata, ma Cywen gli piant un coltello in un occhio, facendolo crollare al suolo in una massa sussultante. Si ferm un attimo a recuperare il coltello, poi corse oltre la soglia, andando a sbattere contro la schiena di Brina.
Un momento pi tardi cap perch la guaritrice si era fermata in cima ai gradini che portavano nella grande sala di Drassil e stava fissando l'interno dell'enorme camera. Ci che vide le spezz il cuore.
La sala puzzava come un mattatoio, c'erano morti e morenti ovunque, e ogni sorta di rumore riempiva l'aria: grida di guerra, di morte, uomini e donne che urlavano, gemevano o piangevano di dolore, il clangore e lo stridere del ferro contro il ferro, il ruggire pieno di sfida dei giganti, gli striduli ululati dei Kadoshim.
La botola da cui era emerso il nemico era abbandonata, il cerchio dei guerrieri di Drassil infranto e ridotto a un'isola compatta in un mare di nemici. E in mezzo a tutto questo marciava il muro di scudi della guardia dell'aquila di Tenebral, forte di migliaia di uomini, che si faceva largo attraverso l'infuriare della battaglia con una forza irresistibile.
Veradis.  laggi?
Mentre lo osservava, dal muro di scudi si lev uno squillare di corni e le sue forze si divisero, non in preda al panico ma con un movimento coordinato, formando nuovi quadrati pi piccoli che si separarono in un ampio arco, smantellando sistematicamente il combattimento davanti a loro.
 la fine esclam Brina, accanto a lei.
Quelle parole erano ancora nell'aria quando Cywen sent un grande ruggito levarsi dal lato opposto della camera. Scorse i giganti Benothi e per un momento sent accendersi la speranza, che per si dissolse immediatamente quando not che una manciata di giganti si stava ritirando, trasportando una forma accasciata che aveva i capelli argentei coperti di sangue.
Balur Occhio Solo  caduto.
S grugn.
Altrove vide che i guerrieri di Drassil cominciavano a cedere e a fuggire, una ritirata che qua e l era pi organizzata: Wulf e i suoi uomini avevano unito le forze con i combattenti delle fosse di Javed e stavano scomparendo oltre la curva del grande tronco d'albero; pi vicino, un centinaio circa di guerrieri dal mantello rosso si ritirava lentamente, una foresta di lance che teneva a bada l'incalzare del nemico.
Dobbiamo trovare Ban e andare via di qui.
Per andare dove? borbott Cywen, sentendo lo shock della sconfitta che le si riversava addosso come un veleno, uccidendo la sua volont, prosciugando il suo spirito.
Non pu essere.
L rispose Brina, indicando con la lancia.
La botola davanti al trono di Skald era un mare in tempesta di combattenti, corpi che si alzavano e cadevano come onde sferzate dalla burrasca. Al suo centro, Cywen vide i suoi amici, Gar e Meical, che uno accanto all'altro seminavano morte. Mentre li osservava, urlanti demoni d'ombra continuarono ad apparire per un momento prima di svanire. Cywen intravide una massa di capelli rossi e vide Coralen combattere come una banshee uscita da una leggenda, insieme a Farrell e Laith, Dath e Kulla, e qualche dozzina di altri, perlopi Jehar. Si rese conto che il loro numero si andava riducendo, non perch stessero cadendo sotto le spade nemiche, ma perch scomparivano a uno a uno nella piccola porta secondaria presente nella botola del tunnel.
Stanno fuggendo.
Dobbiamo raggiungerli adesso sibil Brina, afferrando Cywen e trascinandola gi per i gradini.
Si stavano muovendo controcorrente, perch adesso la maggior parte dei difensori cercava di raggiungere le porte. Cywen spinse e sgomit, insinuandosi fra la calca, una mano in quella di Brina. Arrivarono in fondo ai gradini e si misero a correre. Cywen us due coltelli su un paio di Vin Thalun che puntarono su di lei o Brina, lasciando le lame nei loro corpi, poi raggiunsero la massa che premeva contro Meical e gli altri.
Brina l'aggir, correndo lungo i fianchi del semicerchio che si andava chiudendo come un pugno sui loro amici, e affond la lancia nella schiena di un Vin Thalun. Un altro pirata si gir, la vide e sollev la spada, ma poi cadde gorgogliando con uno dei coltelli di Cywen nella gola. Avanzarono nella calca, e pi avanti Cywen intravide Laith e Farrell.
Poi un Kadoshim si par davanti a loro, la bocca aperta in un ringhio ferino, gli occhi neri fissi su di loro, la spada ricurva che si sollevava. Brina affond la lancia nella carne morbida al di sopra dell'orlo della cotta di maglia, appena sotto la gola. La lama affond in profondit, e il sangue scuro, quasi nero, col dalla ferita, denso come porridge freddo. Il Kadoshim cal la spada sulla lancia, spezzandone l'asta e lasciando la punta conficcata nella propria carne, cosa che non parve creargli nessun problema mentre avanzava contro Brina, che indietreggi incespicando.
Cywen scagli tre coltelli in rapida successione: il primo affond nel cranio, il secondo rimbalz contro la cotta di maglia e il terzo ne trapass gli anelli per affondare nel ventre del Kadoshim, che non mostr di accorgersene.
Non lo posso decapitare con un coltello. Estrasse la spada che portava alla cintura e sferr un colpo a due mani alla creatura, mentre essa mancava di poco la faccia di Brina.
La spada di Cywen affond nel collo del Kadoshim, fendendo la carne e stridendo contro l'osso.
Questo ha attirato la sua attenzione.
Esso la fiss con i suoi occhi neri e scatt in avanti, strappandole di mano la spada che gli rimase conficcata nel collo. Il Kadoshim ignor anche questo, apparentemente concentrato sull'ucciderla. Protese di scatto una mano, chiudendola su una delle due cinture di coltelli, e la trasse pi vicina alla punta della spada che impugnava. Con la coda dell'occhio, Cywen vide Brina sollevare un braccio e gridare qualcosa nella lingua dei giganti. In mezzo alle parole confuse che le uscirono dalle labbra, Cywen colse il termine lasair, che significava fuoco, poi Brina scagli qualcosa: una fiala che si ruppe sulla faccia del Kadoshim e si incendi. In un istante, le fiamme si estesero al collo e consumarono il torso, fameliche e divoranti, mentre l'odore di carne carbonizzata e di capelli che bruciavano si diffondeva insieme a ondate di calore e di fumo.
Cywen si proiett all'indietro mentre il fuoco si estendeva lungo il braccio del Kadoshim. Nel cadere a terra, vide la creatura allontanarsi barcollando come un ubriaco, andando a sbattere contro un Vin Thalun: immediatamente le fiamme si estesero anche al pirata, trasformandolo in una torcia umana. Tanto il Vin Thalun quanto il Kadoshim crollarono in ginocchio, urlando, poi si accasciarono al suolo dibattendosi convulsamente; infine il Kadoshim si irrigid e smise di muoversi, mentre l'ormai troppo familiare sagoma di un demone d'ombra appariva nell'aria sopra di esso.
Quindi i Kadoshim non amano neppure il fuoco, anche se non offre la vittoria istantanea che deriva dal decapitarli.
Cywen si alz in piedi barcollando, mentre Brina annuiva con aria soddisfatta.
Un ululato stridente attir la loro attenzione, e nel girarsi entrambe scorsero una manciata di Kadoshim lanciarsi contro di loro. La mano di Brina frug freneticamente nella sacca e ne prelev un'altra fiala.
Credevo fossero medicinali... che cosa ha escogitato?
Dalle labbra di Brina uscirono altre parole nella lingua dei giganti, poi lei scagli la fiala contro il primo Kadoshim, che era ormai a pochi passi da Cywen. Ci fu un bagliore accecante unito a una violenta esplosione, e Cywen si trov a volare nell'aria. L'ultima cosa che vide, prima che l'oscurit l'avvolgesse, fu l'espressione di profonda sorpresa sul volto di Brina.
Bene, ma che piacevole sorpresa sent dire, da qualche parte sopra di lei. Apr gli occhi e decise che era stato un errore perch il dolore prese a martellarle nel cranio, cosa che la indusse a richiuderli.
Uno stivale la colp alle costole, e intanto registr altri dolori, in altre zone del corpo, che richiedevano tutti la sua attenzione.
Riapr gli occhi e sollev lo sguardo su un volto, bruciato ma ancora familiare.
Calidus esclam con voce rauca. Mentre pronunciava il suo nome, lui sollev una mano e tir una striscia di carne annerita che gli pendeva dal labbro e si stacc con un rumore sommesso. Calidus fece una smorfia e la gett lontano.
Infatti, rispose ed  un vero piacere rivederti, anche se immagino non sia un sentimento reciproco. Sorrise, un'espressione raccapricciante, con met di un labbro mancante.
Cywen non si prese la briga di rispondere e si sollev sulle ginocchia, rendendosi conto di avere le mani legate davanti a s.
Era ancora nella grande sala, seduta sulla botola di legno che aveva cercato cos disperatamente di raggiungere, anche se adesso era popolata soprattutto da morti. Pi lontano scorse Meical, circondato e tenuto in ginocchio da tre Kadoshim. Era coperto di sangue, e anche se era impossibile sapere se fosse suo o dei suoi nemici, Cywen propendeva per la seconda ipotesi.
Calidus si allontan da lei per avvicinarsi a Meical.
Le cose non sono andate esattamente come speravi, vero? comment allegramente.
Meical si limit a guardarlo con occhi inespressivi.
Allora, veniamo al dunque. Dov' il tuo burattino? Il tuo campione? Il tuo Astro Splendente?
Da Meical ottenne solo altro silenzio.
Un gruppo di Kadoshim si avvicin. Uno di essi, circondato da un nugolo di mosche ronzanti, si fece avanti e mostr qualcosa che aveva in mano: un'ascia nera. Nel vederla, Cywen dovette trattenersi dal digrignare i denti.
L'ascia di pietrastella, tolta a Balur.
Eccellente sorrise Calidus. Molto soddisfacente. Con questo sono due Tesori in un solo giorno. Guard verso la lancia di Skald, ancora conficcata nel grande albero, con il gigantesco scheletro appoggiato su di essa. Adesso, tutto quello che mi serve per rendere perfetta la mia giornata  la testa del vostro Astro Splendente su una picca. Quindi...
Alle spalle di Cywen risuon un rombo fragoroso unito all'ormai familiare stridere degli artigli di draig sulla pietra.
Dov'? grid Nathair dal dorso del draig, fissando Meical con occhi roventi. Dov' il tuo Astro Splendente?
Era proprio quello che stavo domandando comment Calidus. Ed  tempo di ottenere qualche risposta.
 al sicuro dichiar Meical. Verr a cercarvi. Lui  una forza della natura, l'ira dello stesso Elyon. D'ora in poi farete meglio a guardarvi alle spalle.
Oh, ma per favore rise Calidus.
 tutt'altro che finita ringhi Meical.
Ah, ma  qui che ti sbagli, almeno per quanto ti riguarda sospir Calidus. Ammetto che avevo sperato in qualcosa di pi, Meical, e mi rincresce dover dire che mi stai annoiando. Legione, decapitalo.
Meical lott nella stretta dei suoi catturatori, ma tre Kadoshim lo tennero fermo, due allargandogli le braccia e l'altro spingendogli sulla schiena con lo stivale fino a farlo ritrovare con la guancia premuta contro il pavimento di pietra.
Il Kadoshim che impugnava l'ascia la lev in alto e la cal. Si sentirono un crepitio e uno schianto sonoro, quando la lama attravers il collo di Meical e si piant nella pietra del pavimento, sotto di lui. La testa recisa rotol, descrivendo un semicerchio, gli occhi che sporgevano dalle orbite, e intanto una nebbia si form nell'aria sopra il torso ancora sussultante, assumendo la forma di un guerriero dal volto severo, intorno al quale si allargavano grandi ali bianche.
Vedi cosa si prova? comment Calidus.
Il Ben-Elim simile a uno spettro lo fiss con occhi roventi, emise un potente, doloroso ruggito nel quale si mescolavano rabbia, frustrazione e sconfitta, poi le grandi ali bianche sbatterono una volta, creando una momentanea bufera di vento, e la forma scomparve, dissipandosi.
Calidus torn a girarsi verso Cywen, mentre il sorriso di trionfo gli svaniva dal volto bruciato.
E ora dimmi, piccola cagna, dov' tuo fratello? ringhi.

93. Corban.

Corban correva con il sangue che gli pulsava nel cranio e i rami che gli sferzavano la faccia, Tempesta era una macchia in movimento fra gli alberi, appena pi avanti rispetto a lui.
Era fuggito gi per la collina e si era diretto nel fitto del sottobosco nella speranza che questo impedisse il passaggio agli orsi giganteschi. A giudicare dal rumore di rami spezzati alle sue spalle, quel piano non aveva funzionato. Continu a correre, con viticci, radici e spine che cercavano di intrappolarlo e di afferrarlo. Incespic, sbatt contro un albero e riprese la fuga, mentre gli schianti alle sue spalle si facevano pi forti, pi vicini.
Devo tentare qualcosa di diverso.
Devi sulla destra e usc dal sottobosco per addentrarsi in una zona dove il terreno morbido era coperto di humus e gli alberi erano pi distanziati, poi abbass la testa e acceler l'andatura.
I rumori prodotti dagli orsi e dai giganti si affievolirono alle sue spalle, con la distanza che aumentava a ogni passo. Cerc di calcolare la sua posizione, la direzione in cui doveva andare, poi sent un rumore di acqua corrente sulla sinistra - il fiume - e si diresse verso il punto in cui pensava che si trovasse la botola.
I rumori svanirono alle sue spalle.
Ce la far.
Poi nel sottobosco ci fu un'esplosione che fece tremare il terreno, come se alberi interi venissero strappati e sradicati, seguito dai tonfi di zampe enormi e da un ruggito che lo fece barcollare, incespicare e infine cadere.
Nel rotolare sul terreno intravide artigli, zanne e pelo che puntavano su di lui, la pelle pallida di un gigante in alto sopra di essi, e sent altri orsi ruggire pi lontano, sulla sinistra e sulla destra. Infine si arrest, con i capelli, il naso e la bocca pieni di foglie, e allung la mano verso la spada.
Pi avanti vide Tempesta arrestarsi bruscamente e girarsi a guardarlo.
Vai ordin.
Lei non si mosse.
Vai! le grid.
Lei continu a rimanere ferma a fissarlo.
Continua a correre. Per favore. Vai, la implor dentro di s.
Un orso e un gigante emersero rumorosamente dalla foresta alle sue spalle.
Tempesta ringhi, contrasse i muscoli delle zampe e torn di corsa verso di lui, a testa bassa, una vena che le pulsava nel petto mentre i muscoli pompavano.
Corban rotol fino a sollevarsi su un ginocchio ed estrasse la spada, poi Tempesta lo oltrepass a grandi balzi e riun le zampe per spiccare il salto contro l'orso che avanzava verso di loro, le zanne snudate.
Orso e wolven sbatterono uno contro l'altra in una collisione di carne, ossa, pelo, zanne e artigli. Tempesta affond in profondit le zanne nella spalla dell'orso, raspando con gli artigli in cerca di un appiglio, poi il suo stesso impeto la port a staccarsi, lasciandosi alle spalle una grande striscia di carne lacerata che pendeva lungo il fianco dell'orso. Esso rugg di dolore mentre Tempesta ricadeva al suolo e il martello da guerra del gigante fendeva l'aria, mancando la sua testa per una spanna. Lei rotol e si prepar a spiccare un altro balzo.
Poi Corban scatt in piedi e si mise a correre, mentre l'impeto della carica dell'orso lo trascinava oltre, dritto verso di lui, lasciandosi Tempesta alle spalle. Corban devi di lato, si spost per evitare un colpo di artigli e colp impugnando la spada a due mani e calandola con tutte le sue forze sul fianco dell'orso, fra uno schizzare di sangue e crepitare di costole. Ci fu uno spostamento d'aria, sopra di lui, e Corban si proiett all'indietro, accoccolandosi, mentre il martello da guerra gli passava sopra sibilando, e il gigante che lo impugnava ringhiava per la frustrazione.
Se la ferita inferta da Tempesta aveva causato dolore all'orso, il colpo di spada gli caus una vera agonia. Esso stridette per la sofferenza e arrest la sua carica, scivolando, strappando zolle di terra e abbattendosi contro un albero, con il legno che schizzava e si spezzava, poi rotol al suolo e il suo cavaliere vol attraverso l'aria, scaraventato nella penombra del sottobosco. Tempesta si lanci in avanti e balz sull'orso atterrato che giaceva sul fianco e cercava di rialzarsi, con una spuma insanguinata che gli usciva dal naso e dalla bocca. Le zanne di Tempesta gli affondarono nella gola mentre esso continuava a cercare di sollevarsi, le zampe che si agitavano per fare presa sul terreno, ma non ci riusciva perch i polmoni non funzionavano come avrebbero dovuto. Poi Tempesta scroll la testa, imprimendo una torsione violenta, si sent un umido suono lacerante seguito dallo scaturire di una fontana di sangue, e l'orso scivol nella morte.
Corban corse da Tempesta e le pos una mano sulla spalla.
Brava ragazza mormor. Ora andiamocene da qui.
Quello  il secondo dei miei orsi che tu e la tua razza avete ucciso esclam una voce dall'ombra.
Ne emerse Ildaer, il signore della guerra dei Jotun, il corpo enorme avvolto in pelli e pellicce, e il martello da guerra stretto in pugno con noncuranza. Nello stesso tempo sopraggiunsero altri due orsi e i loro cavalieri, che avanzarono verso di loro.
Mi ricordo di te continu Ildaer avvicinandosi. Ti sei parato davanti al tuo amico, alla tenuta di Gramm.
Perch sei qui? chiese Corban, scrutando la foresta in cerca di vie di fuga.
Per dare il mio aiuto a Jael rispose Ildaer, poi si sofferm con la testa inclinata da un lato, ascoltando i vaghi suoni di battaglia che si levavano da Drassil.
Jael  stato sconfitto, la sua banda di guerra annientata afferm Corban.
Allora chi vi sta attaccando, adesso? chiese Ildaer.
Corban guard nervosamente verso Drassil.
Non lo so.
Devo tornare l.
Ildaer squadr Corban da testa a piedi. Hai un nuovo bracciale, che credo non avessi alla tenuta di Gramm. Inclin la testa da un lato, accigliandosi. Sei il loro signore?
Vieni pi vicino e sar colui che ti dar la morte ribatt Corban.
Ah, questo mi piace annu Ildaer, guardando i suoi guerrieri. Hai spirito.
Ci fu un suono sibilante e una lancia gli si conficc nella spalla. Ildaer lanci un grido e barcoll all'indietro, cadendo contro un albero e scivolando lungo il suo tronco.
Due uomini emersero dagli alberi alle spalle di Corban: Atilius e Pax.
Corban chiam Atilius, e lui non ebbe bisogno di altri incitamenti. Girandosi, si arrampic sulla carcassa dell'orso, scivol dal lato opposto e si mise a correre, con Tempesta che gli galoppava accanto, la lingua penzolante. In una dozzina di passi raggiunsero Atilius e Pax, poi si lanciarono tutti in corsa fra gli alberi.
Alle loro spalle risuonarono grida e ringhi, poi altri schianti quando gli orsi si misero in movimento.
Da questa parte disse Atilius, e devi sulla sinistra, guidandoli verso la vegetazione pi fitta, dove sgusciarono sotto e intorno a un gruppo di grossi alberi abbattuti da qualche violenta tempesta, che giacevano con le radici esposte, simili a scheletri di grandi wyrm.
Qui gli orsi non ci possono seguire spieg Atilius. Al di l degli alberi abbattuti c'era un boschetto di spinelunghe. Corban scopr ben presto quanto quel nome fosse adeguato quando cerc di attraversarlo seguendo uno stretto sentiero che Atilius pareva conoscere bene, mentre il rumore di acqua corrente si andava facendo sempre pi forte. Parecchio tempo dopo sbucarono in una radura che finiva con un precipizio che si affacciava sul fiume. L si fermarono per riprendere fiato, e Atilius pass a Corban la sua borraccia. Tempesta intanto continu a fissare il sottobosco.
Vi... ringrazio ansim Corban.
Abbiamo sentito gli orsi spieg Pax. Inizialmente non sapevamo di cosa si trattasse, ma sapevamo che non era niente di buono, e che tu eri l fuori da qualche parte.
Dobbiamo tornare a Drassil esclam Corban, ricordando improvvisamente i corni che aveva sentito dall'alto della collina, il rumore della battaglia.
S. Seguiremo il fiume, che ci porter vicino alla botola rispose Atilius.
Tempesta ringhi.
Ci fu un suono sibilante, un rumore come di qualcosa di enorme che ruota nell'aria. Tutti ebbero un momento per sollevare lo sguardo, poi Atilius vol all'indietro, lasciandosi alle spalle una scia di sangue e pezzi d'osso, e and a sbattere contro un albero a cui rimase inchiodato dall'ascia gigantesca che lo aveva quasi aperto in due.
Pax url, mentre un gigante emergeva dal sottobosco.
Corban afferr il ragazzo, che aveva gli occhi fissi sul corpo del padre, e lo scroll.
Drassil. Pax, devi tornare a Drassil e cercare aiuto, se possibile.
Pax lo guard piangendo, poi annu e si mise a correre.
Corban estrasse la spada e si gir a fronteggiare il gigante.
Esso emerse ululando nella radura e si sfil dalla cintura una daga lunga quanto una spada, lo sguardo che si spostava sull'ascia piantata nell'albero. Corban non attese e scatt in avanti, sentendo la voce di Balur e di Tahir che gli echeggiava nella mente... Devia il colpo, guidalo, sfrutta a tuo vantaggio la tua rapidit e la tua taglia.'
Poi Tempesta spicc il balzo, chiudendo le fauci intorno al polso del gigante, e la daga cadde al suolo fra schizzi di sangue. Corban scatt in un affondo mentre il gigante sollevava un pugno e lo calava sulla testa di Tempesta. Lei non abbandon la presa e, prima che il gigante potesse accorgersi di lui, Corban gli affond la spada nel ventre, inclinandola verso l'alto in modo che si insinuasse sotto le costole, in un polmone. Mentre il gigante si accasciava in ginocchio, Corban liber la spada, gli tagli la gola e lo spinse indietro con un calcio.
Poi si gir per seguire Pax, ma qualcosa lo colp al ginocchio con un'esplosione di dolore che gli tolse il respiro. Cadde come un albero abbattuto e vide un gigante torreggiare su di lui con un martello da guerra in mano, seguito da un altro che impugnava una spessa lancia.
Rotol lontano, usando la spada per sollevarsi sul ginocchio sano prima di brandirla in posizione di difesa.
Il gigante con il martello da guerra rise e gli assest un calcio al petto. Corban sent le costole che si rompevano e una sorta di rombo di tuono che gli echeggiava nella testa mentre rotolava su s stesso.
Il gigante avanz. Con il dolore che gli pulsava nel torace e nella gamba, Corban cerc con la mano la spada, ma non riusc a trovarla.
Poi Tempesta gli si par davanti, accoccolata e ringhiante. Il gigante esit, e il suo compagno con la lancia si fece avanti. Prima che l'uno o l'altro potessero muoversi, Tempesta spicc il balzo, piombando sul gigante con il martello senza dargli il tempo di usare la sua arma e cercando di azzannargli la gola, mentre entrambi crollavano al suolo, rotolando.
Pur non potendo caricare il peso sulla gamba danneggiata, Corban si alz in piedi, trov la spada e la us come una stampella per zoppicare fino a loro.
Mentre rotolavano, il gigante prese a pugni Tempesta, ripetutamente, colpendola alle costole. Corban sent un crepitio, poi lo schiocco di una frattura. Tempesta uggiol, ma riusc finalmente ad azzannare la gola dell'avversario. Impresse un selvaggio strattone, il sangue zampill e il gigante giacque immobile, con Tempesta accasciata di traverso su di lui. Uggiol ancora nel cercare di alzarsi, poi l'altro gigante si erse su di lei con la lancia sollevata, quando Corban era ancora a una dozzina di passi di distanza. La lancia cal, affondando nel corpo di Tempesta sopra la spalla e penetrandole nel torace proprio mentre Corban si scagliava contro le gambe del gigante, che croll al suolo lasciando l'arma nel corpo del wolven.
Ululando di furia, Corban cadde addosso al gigante, con il dolore che minacciava di sopraffarlo. Mentre l'avversario cercava di rialzarsi sollev a fatica la spada e lo trafisse all'inguine, recidendo l'arteria all'interno della coscia, poi croll prono sul gigante morente, lottando per respirare. Non aveva mai provato una sofferenza come quella che gli pulsava nel corpo, trafiggendogli il petto con una fitta lancinante a ogni respiro, ma nella sua mente c'era un solo pensiero.
Tempesta.
Lasci la spada affondata nel gigante perch non aveva la forza per liberarla, rotol su s stesso e vide Tempesta che giaceva piatta e immobile, con la lancia che le sporgeva dal petto. Affondando le mani nel terreno si trascin verso di lei, singhiozzando, con la vista appannata dalle lacrime roventi che gli scorrevano sulle guance. Evidentemente stava anche chiamando il suo nome, perch lei sollev la testa e lo guard, uggiolando pietosamente, con la coda che batteva contro il terreno e una schiuma insanguinata alla bocca. Le zampe anteriori si mossero, gli artigli che raspavano il terreno, e lei si spost in maniera infinitesimale. Lo fece di nuovo, e di nuovo, trascinandosi verso di lui.
Fu cos che si incontrarono, entrambi sanguinanti, con le ossa rotte, su un costone erboso al di sopra di un fiume tumultuoso. Corban afferr la lancia affondata nel torace di Tempesta e la estrasse, mentre lei guaiva, poi la gett via e cerc di arrestare con le mani il sangue che usciva dalla ferita. Tempesta gli lecc la faccia e appoggi la testa sulla sua spalla. Corban affond il volto nel pelo del suo collo e la tenne stretta a s.
Si sentirono degli schianti nel sottobosco, e voci di giganti.
Per quanto tempo ho dormito?
Corban gemette nel sollevarsi da accanto a Tempesta. Lei respirava ancora, anche se erano respiri brevi e secchi, non quel movimento lento e profondo del suo petto contro cui lui aveva dormito cos tante volte. Sollev la testa e lo guard con occhi velati e pieni di sofferenza.
Tieni duro, ragazza. Dopo tutto quello che ho perso, non perder anche te.
Le voci risuonarono ancora, pi vicine.
Mi devo muovere.
Cerc di alzarsi, ma il dolore gli esplose nel petto e nella gamba, tanto che per poco non svenne per lo sforzo.
D'accordo. Allora camminare  fuori discussione.
Ascolt il rumore del fiume.
I tonfi dei passi nel sottobosco erano cos vicini.
Se ci troveranno, ci uccideranno.
Serr i denti e spinse Tempesta. Il dolore divenne una serie di enormi onde pulsanti che gli scaturivano dalla gamba e dal petto, ma lui lo ignor e spinse di nuovo, con pi forza. Tempesta emise un acuto guaito e quasi cerc di morderlo, poi entrambi scivolarono oltre il bordo dell'altura, lungo le rocce lisce e affilate, fino a cadere nell'acqua gelida. La corrente li afferr, mentre Corban stringeva a s Tempesta e si sforzava disperatamente di tenerle la testa fuori dell'acqua, mentre lui stesso tossiva e annaspava. Rimbalz contro una roccia, ruot su s stesso, fin sott'acqua senza pi sapere per un momento da che parte fosse la superficie, poi riaffior, annaspando per respirare.
Le rapide si calmarono un poco, e continuarono a trascinarli finch la corrente li deposit su una sporgenza rocciosa, i cui lati erti si levavano sopra di loro, non molto pi alti degli orsi da cui stavano fuggendo. Corban controll Tempesta, vide che respirava ancora, poi si accasci contro di lei, del tutto esausto.
Si svegli all'alba, fradicio e tremante. Il respiro di Tempesta era un rantolo umido. Quando lo sent muoversi lei apr gli occhi, ma rimase distesa con la testa contro la roccia, guardandolo, troppo debole per muoversi.
Corban le accarezz il pelo delle guance, sopra gli occhi d'ambra, ricordando quel primo giorno in cui l'aveva salvata, da cucciola, con Evnis che incombeva su di lui esigendo la sua morte. Lui aveva rifiutato, e da quel giorno Tempesta era stata la sua costante compagna, la sua custode, protettrice, amica.
Le pos una mano sul petto, sent il cuore che palpitava.
Devo procurarle aiuto. Ha bisogno di un guaritore. Ha bisogno di Brina.
Si sentiva le gambe intorpidite, quindi corse il rischio di muoverle. Lo assal un dolore tale che rotol su s stesso e vomit nel fiume.
Poi si sent strattonare verso l'alto, trascinare, e si ritrov sospeso sopra Tempesta, che sollev appena la testa, seguendolo con lo sguardo. Un altro scossone e penzol nell'aria, appeso a qualcosa agganciato sotto la sua cintura.
Un terzo scossone e si venne a trovar faccia a faccia con due giganti, uno dei quali aveva in mano una corda attaccata a un gancio di ferro, che sfil dalla sua cintura.
Hai avuto ragione a seguire il fiume comment uno dei due, rivolto all'altro.
Lasciatemi andare disse Corban, tossendo.
Ah, non credo proprio ribatt il gigante nella lingua comune. Ci hai costretti a un bell'inseguimento. Gli altri ti stanno cercando per tutta Forn.
Dovremmo piantargli una lancia nel cuore ringhi l'altro gigante.
Ildaer lo vuole vivo ribatt il suo compagno.
Che ne facciamo di quella? L'altro gigante accenn con il mento in direzione di Tempesta.
Non intendo scendere l sotto, dichiar il primo gigante, scuotendo la grossa testa e comunque non ce n' bisogno.  alla fine.
Mentre i due giganti lo trascinavano su per il pendio e attraverso una radura, con il dolore che gli trapassava il ginocchio e il petto a ogni movimento, ogni respiro, Corban sent Tempesta ululare, dietro di lui. Era un rantolo debole e fluido, e tuttavia lungo e dolente, e Corban sent il cuore che gli si lacerava.
Lo portarono pi addentro nella foresta, e ben presto Corban scopr una cosa che gli spezz il cuore pi del sentir svanire i deboli ululati di Tempesta.
Il momento in cui lei smise di ululare.
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FINE.
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Personaggi del libro.
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ARDAN.
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Brenin - assassinato re di Ardan, padre di Edana.
Brina - guaritrice a Dun Carreg e proprietaria dell'irascibile corvo Craf. Fuggita con Edana dal sacco di Dun Carreg, dopo aver raggiunto Domhain con alcuni compagni, si reca a Murias con Corban per cercare la sorella Cywen.
Corban - guerriero di Dun Carreg, figlio di Thannon e Gwenith, fratello di Cywen. Fuggito con Edana dal sacco di Dun Carreg, si  rifugiato in Domhain. Si  poi recato a Murias, una gigantesca fortezza del clan Benothi, per cercare sua sorella Cywen. Alcuni sostengono che sia l'Astro Splendente menzionato nella profezia.
Cywen - originaria di Dun Carreg, figlia di Thannon e Gwenith, sorella di Corban. Presa da Calidus e Nathair come prigioniera ed esca. Salvata da Corban e dai suoi compagni durante la battaglia di Murias.
Dath - pescatore di Dun Carreg e amico di Corban. Fuggito con Edana dal sacco di Dun Carreg, accompagna Corban nella sua ricerca di Cywen nella fortezza di Murias.
Edana - regina fuggitiva di Ardan, figlia di Brenin. Attualmente su una nave che sta facendo vela lontano da Domhain, accompagnata da Roisin e da alcune guardie fedeli.
Evnis - consigliere e assassino di re Brenin e padre di Vonn. In combutta con Rhin, la regina di Cambren. Adesso  reggente di Ardan, in qualit di braccio destro della regina Rhin.
Farrell - guerriero, figlio di Anwarth e amico di Corban. Fuggito con Edana dal sacco di Dun Carreg, accompagna Corban nel Nord in cerca di Cywen.
Gar - capostalla, segretamente protettore di Corban.  un guerriero Jehar e figlio di Tukul, signore dei Jehar. Fuggito con Corban e Edana dal sacco di Dun Carreg, accompagna Corban al Nord in cerca di Cywen.
Glyn - scudiero di Evnis.
Meg - bambina orfana di un villaggio vicino a Dun Crin.
Pendathran - capo militare di re Brenin, ferito durante la caduta di Dun Carreg. Tenuto prigioniero e torturato da Evnis,  fuggito con l'aiuto di Cywen.
Rafe - giovane guerriero appartenente alla casata di Evnis, fin dall'infanzia rivale di Corban. Addestrato come guardiacaccia,  presente durante la fuga di Edana da Domhain.
Vonn - guerriero, figlio di Evnis. Fuggito con Edana dal sacco di Dun Carreg,  rimasto con lei durante la caduta di Domhain e la fuga.
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CAMBREN.
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Braith - guerriero e cacciatore, un tempo capo dei briganti di Boscoscuro, ora guardiacaccia della regina Rhin.
Geraint - guerriero, capo militare della regina Rhin.
Morcant - guerriero, un tempo prima-spada della regina Rhin, sconfitto e rimpiazzato da Conall. Adesso  uno dei capi militari di Rhin, prestato a Evnis per aiutarlo a reprimere la resistenza contro Rhin in Ardan.
Rhin - un tempo regina di Cambren, ora regina dell'Ovest, avendo conquistato Narvon, Ardan e Domhain. Alleata di Nathair e serva di Asroth, demone e signore dei Caduti.
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CARNUTAN.
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Belo - barone di Tarba, una fortezza di Carnutan. Zio di Gundul. Di indole ostile, e sospettoso di fronte a qualsiasi coinvolgimento di Carnutan con l'esterno.
Gundul - re di Carnutan e alleato di Nathair. Figlio di Mandros, che, ritenuto responsabile di aver assassinato Aquilus, re di Tenebral, era stato ucciso da Veradis.
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DOMHAIN.
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Baird - guerriero guercio dei Degad, gli ammazzagiganti di Rath. Adesso guida e protettore di Edana.
Brogan - guerriero di Domhain. Scudiero di Lorcan e di Roisin,  uno dei pochi superstiti fuggiti con loro e con Edana.
Cian - guerriero di Domhain, scudiero di Roisin,  uno di coloro che sono sfuggiti alla caduta di Dun Taras e si sono imbarcati con Edana.
Conall - guerriero, figlio illegittimo di re Eremon. Fratello di Halion e fratellastro di Coralen. Si  schierato con Evnis durante il sacco di Dun Carreg e adesso  il signore di Domhain, che governa in nome della regina Rhin.
Coralen - guerriera, compagna di Rath. Figlia illegittima di re Eremon, sorellastra di Halion e di Conall. Ha accompagnato Corban nel Nord.
Halion - guerriero, prima-spada di Edana di Ardan. Figlio illegittimo di re Eremon, fratello di Conall e fratellastro di Coralen. Catturato da Conall mentre combatteva alla retroguardia per permettere la fuga di Edana.
Lorcan - giovane re fuggiasco di Domhain, figlio di Eremon e Roisin. Fuggito per nave da Domhain con Edana.
Roisin - regina di Domhain, vedova di Eremon, madre di Lorcan. Fuggita per nave con Edana.
HELVETH
Lothar - un tempo capo militare di Helveth, ora suo re. Ha assassinato il sovrano precedente, Braster. Alleato di Nathair e di Calidus.
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ISILTIR.
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Dag - guardiacaccia al servizio di Jael, re di Isiltir.
Fram - guerriero di Isiltir. Prima-spada di re Jael.
Gramm - mercante di cavalli e di legname, signore di una tenuta nel nord di Isiltir. Padre di Orgull e di Wulf. Alleato di Meical.
Haelan - re-bambino di Isiltir, in fuga per sottrarsi a Jael,  nascosto nella tenuta di Gramm, nel nord di Isiltir.
Hild - donna della tenuta di Gramm. Moglie di Wulf, figlio di Gramm. Madre di Swain e di Sif.
Jael - autoproclamato re di Isiltir. Alleato di Nathair.
Kalf - uomo della tenuta di Gramm. Sovrintende ai cantieri navali e commerci fluviali di Gramm.
Maquin - guerriero di Isiltir e dell'lite Gadrai. Catturato da Lykos dei Vin Thalun durante la caduta di Dun Kellen,  stato gettato nelle fosse di combattimento, dove  quasi riuscito a conquistarsi la libert.  sfuggito a Lykos durante i tumulti scoppiati a Jerolin, capitale di Tenebral, il giorno del matrimonio di Lykos. Adesso  in fuga insieme a Fidele, un tempo reggente di Tenebral, divenuta di recente sposa di Lykos.
Sif - bambina della tenuta di Gramm. Figlia di Wulf e Hild.
Swain - bambino della tenuta di Gramm. Figlio di Wulf e Hild.
Tahir - guerriero di Isiltir e dell'lite Gadrai. Protettore di Haelan, re bambino di Isiltir.
Trigg - bambina orfana allevata nella tenuta di Gramm.  un mezzosangue, in parte gigantessa.
Ulfilas - guerriero, scudiero di Jael e capitano della sua guardia d'onore.
Wulf - guerriero, figlio di Gramm e fratello di Orgull. Sposato con Hild, padre di Sif e di Swain.
Yalric - guerriero della tenuta di Gramm.
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NARVON.
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Camlin - fuorilegge di Boscoscuro, adesso compagno di Edana.  fuggito con lei, ha combattuto alla retroguardia per proteggerla mentre lei si imbarcava e si  scontrato con Braith prima di fuggire per nave.
Drust - guerriero, scudiero di Owain. Con l'aiuto di Cywen  sfuggito alla sconfitta di Owain e della sua banda di guerra.
Gorsedd - uomo del villaggio che si unisce alla banda di guerra di Corban.
Owain - re di Narvon. Conquistatore di Ardan con l'aiuto di Nathair, re di Tenebral. Giustiziato per ordine della regina Rhin dopo che la sua banda di guerra  stata sconfitta.
Teca - donna di un villaggio nel nord di Narvon, si unisce alla banda di guerra di Corban per sfuggire a Nathair e ai Kadoshim.
Uthan - principe di Narvon, figlio di Owain. Assassinato da Evnis per ordine di Rhin.
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TARBESH.
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Akar - capitano del sacro ordine dei Jehar, in viaggio con Veradis.
Enkara - guerriera del sacro ordine dei Jehar; uno dei Cento in viaggio con Tukul.
Hamil - capitano dei dieci Jehar lasciati da Tukul a guardia di Drassil e della lancia di Skald.
Javed - schiavo e combattente nella fossa dei Vin Thalun.
Kulla - guerriera dei Jehar, fa parte della compagnia di Akar, unitasi a Corban.
Sumur - signore del sacro ordine dei Jehar.
Tukul - guerriero del sacro ordine dei Jehar, capo dei Cento.
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TENEBRAL.
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Alben - maestro d'armi e guaritore di Ripa.
Atilius - guerriero di Tenebral. Ha combattuto con Peritus contro i Vin Thalun durante l'insurrezione. Catturato e reso schiavo,  ora ai remi di una galea dei Vin Thalun.
Caesus - guerriero della guardia dell'aquila, capitano del muro di scudi.
Ektor - figlio di Lamar di Ripa e fratello di Krelis e di Veradis.  uno studioso, mentre i suoi fratelli sono guerrieri.
Fidele - vedova di Aquilus, madre di Nathair. Per qualche tempo regina reggente di Tenebral. Lykos usa la magia nera per stregarla, controllarla e infine sposarla. Durante la celebrazione del matrimonio scoppiano disordini, e l'incantesimo che controlla Fidele si infrange. Lei pugnala Lykos e nella confusione fugge con l'aiuto di Maquin.
Krelis - guerriero, figlio di Lamar di Ripa e fratello di Ektor e di Veradis.
Lamar - barone di Ripa, padre di Krelis, Ektor e Veradis.
Marcellin - barone di Ultas.
Nathair - re di Tenebral, figlio di Aquilus e di Fidele. In combutta con la regina Rhin di Cambren.  convito di essere l'Astro Splendente che secondo la profezia sar scelto come campione di Elyon. Di recente ha completato la sua ricerca del calderone di pietrastella, uno dei Sette Tesori di cui parla l'antico mito.
Pax - figlio di Atilius.  un giovane guerriero catturato durante l'insurrezione scoppiata a Tenebral. Reso schiavo,  stato messo a lavorare insieme a suo padre su una galea dei Vin Thalun.
Peritus - un tempo capo militare di Tenebral, ora guida la resistenza contro Lykos e i suoi Vin Thalun.
Valent - un guerriero di Ripa.
Veradis - prima-spada e amico di re Nathair. Figlio di Lamar di Ripa e fratello di Ektor e di Krelis. Comanda una banda di guerra di Tenebral che si  rivelata fondamentale nella sconfitta di Owain di Narvon e di Eremon di Domhain.
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LE TRE ISOLE.
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Alazon - capo carpentiere navale dei Vin Thalun.
Demos - signore delle navi dei Vin Thalun. Amico di Lykos.
Jayr - guaritore dei Vin Thalun.
Kolai - scudiero di Lykos.
Lykos - signore dei Vin Thalun, la nazione di pirati che abita le Tre Isole Panos, Pelset e Nerin. Spada di Asroth, alleato e compagno di cospirazione di Calidus. Nominato reggente di Tenebral da Nathair. Ha usato la stregoneria per controllare e sposare Fidele, madre di Nathair.
Nella - un tempo amante di Lykos. Madre di suo figlio.
Senios - pirata dei Vin Thalun, per qualche tempo prigioniero di Maquin e di Fidele.
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I CLAN DEI GIGANTI.
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I Benothi
Balur Occhio Solo - gigante dei Benothi. Si  unito a Corban e alla sua compagnia durante la battaglia di Murias. Ha tolto ad Alcyon l'ascia di pietrastella.
Eisa - gigantessa dei Benothi, compagna di Uthas.
Ethlinn - gigantessa dei Benothi, figlia di Balur Occhio Solo, chiamata anche la Sognatrice.
Laith - giovane gigantessa. Tra i superstiti della battaglia di Murias che si uniscono a Corban e ai suoi compagni.
Nemain - regina dei giganti Benothi. Tradita e uccisa da Uthas.
Salach - gigante dei Benothi, scudiero di Uthas.
Uthas - gigante del clan Benothi, segreto alleato e compagno di cospirazione della regina Rhin di Cambren. Ha ucciso la regina Nemain e si  autoproclamato signore del Benothi. Sogna di unire di nuovo tutti i clan di giganti e di esserne l'unico signore.
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I JOTUM.
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Ildaer - signore della guerra dei Jotun.
Ilska - gigantessa. Fanciulla guerriera e cavalcaorsi.
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I KURGAN.
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Alcyon - servitore e protettore di Calidus.
Raina - gigantessa. Madre di Tain.
Tain - giovane gigante. Figlio di Raina.
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I BEN-ELIM.
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Meical - sommo capitano dei Ben-Elim. Scelto come colui che avrebbe lasciato l'Oltremondo, avrebbe assunto un corpo fisico e sarebbe stato mandato nelle Terre dell'Esilio per preparare il terreno alla guerra imminente.
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I KADOSHIM.
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Asroth - demone e signore dei Caduti.
Belial - capitano di Asroth, uno degli spiriti Kadoshim che viaggia attraverso il calderone e possiede il corpo di Sumur, signore dei guerrieri Jehar.
Bune - uno spirito Kadoshim che si impossessa del corpo di un guerriero Jehar durante la battaglia di Murias.
Calidus - Sommo capitano dei Kadoshim, secondo solo ad Asroth. Scelto come il Kadoshim che avrebbe assunto forma umana per spianare la strada ad Asroth nelle Terre dell'Esilio. Avversario e arcirivale di Meical, sommo capitano dei Ben-Elim.
Danjal - uno spirito Kadoshim che occupa il corpo di un guerriero a Jehar durante la battaglia di Murias.
Legione - molti spiriti Kadoshim che durante la battaglia di Murias sciamano nel corpo di un guerriero Jehar mentre la porta aperta tramite il calderone si sta richiudendo.
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FINE.